"Sulla strada di casa", di Emiliano Corapi
Emiliano Corapi, qui al suo primo lungometraggio, si appoggia ad uno spunto decisamente attuale per impostare una storia che in verità punta dritta verso un altro obiettivo. La crisi economica è soltanto un pretesto per inscenare l'ansiogena discesa umana e morale di Alberto. A far da cornice un'Italia sconosciuta, fatta di stradine secondarie e piccole città a stento riconoscibili e pure meravigliosamente inquadrate
Alberto è il titolare di una piccola azienda vittima della crisi economica. Difficile andare avanti con le proprie forze, salvarsi dal fallimento. Inizia perciò a fare il corriere per una potente organizzazione criminale. Spesso si assenta da casa a causa di questo secondo lavoro. Attività che nasconde con successo alla moglie che continua a vedere in lui un modello di onestà fuori dal tempo.
Alla vigilia dell'ennesima consegna, un gruppo di malviventi si presenta a casa di Alberto e prende in ostaggio moglie e figlioletto. Alberto non avrà altre chance che assecondare le richieste dei suoi aguzzini. Tutto si complica ulteriormente quando scopre che il pacco che deve ritirare è stato assegnato ad un altro corriere. Sarà l'inizio di un inseguimento senza tregua.
La crisi. Tema ormai tristemente caro a noi italiani. Emiliano Corapi, qui al suo primo lungometraggio, si appoggia ad uno spunto decisamente attuale per impostare una storia che in verità punta dritta verso un altro obiettivo. La crisi è soltanto un pretesto per inscenare l'ansiogena discesa umana e morale di Alberto. Uomo qualunque, padre e marito anonimo, prototipo perfetto di individuo comune. Quasi un archetipo. Per mostrare come sia insito nella natura umana aggrapparsi all'illusorio salvagente della via più semplice che, quasi sempre, coincide con criminalità e illegalità. E come specchio disincantato di un'indole che è, sin dall'alba dei tempi, geneticamente pavida ed egoista.
Il film regge bene per gran parte dello svolgimento. Il continuo susseguirsi di imprevisti e colpi di scena tiene lo spettatore in uno stato d'ansia non indifferente. Forse non tanto da provare compassione per il protagonista, verso cui il facile biasimo è pressoché inevitabile; sicuramente però si è portati a chiedersi come ci si comporterebbe al suo posto. E questo aiuta a creare empatia.
La regia asseconda bene il ritmo dell'azione, pur non ricercando eccessive finezze, decisamente non richieste. A far da cornice un'Italia sconosciuta, fatta di stradine secondarie e piccole città a stento riconoscibili e pure meravigliosamente inquadrate. Il lungo viaggio di Alberto tocca luoghi anonimi eppure imprescindibilmente riconducibili alla nostra penisola.
Il segmento migliore del film è ambientato in un affascinante hotel toscano, strutturato come il più classico dei motel on the road americani. Una partita a scacchi in cui i due giocatori hanno una paura anestetizzante di compiere la mossa errata.
Peccato che, dopo aver toccato l'apice, la storia non riesca più a riassestarsi. Lasciando spazio ad un finale troppo farraginoso e mal costruito.
Rimane un buon esordio, merito anche di un buon cast. Vinicio Marchioni e Daniele Liotti pienamente sufficienti. Donatella Finocchiaro impreziosisce il tutto.
Regia: Emiliano Corapi
Interpreti: Donatella Finocchiaro, Vinicio Marchioni, Daniele Liotti, Claudia Pandolfi, Vincenzo Scuruchi
Origine: Italia, 2011
Distribuzione: Iris Film Distribution
Durata: 83'
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