"Com'è bello far l'amore 3D", di Fausto Brizzi
L'impalcatura dal sapore classico-vanziniano, con il nucleo familiare stravolto dall'inserimento dell'elemento estraneo, e le vicende che interessano sia i genitori che il figlio adolescente, serve a Fausto Brizzi per imbastire un divertito gioco cinefilo che tenta di scrivere una sorta di “storia della rappresentazione del sesso nel cinema comico” sin dal prologo metafilmico, e a ricordarci come il 3D sia innanzitutto un ritrovato erotico, sessuale. Fabio De Luigi recupera i toni da saltimbanco tragicomico che Brizzi & Martani gli riservavano nei film di Natale; Filippo Timi vede ancora i cecchini
All'apparenza, sotto il notevole sforzo della realizzazione tridimensionale del film, con fotografia del bravo Marcello Montarsi (girato in 3D sorgivo con l'impegno produttivo della Wildside, la casa del regista e dei suoi compari Martani, Costanzo, Mieli, Gianani), il nuovo film di Fausto Brizzi sembra mostrare un'anima ben meno ambiziosa in confronto ai complessi puzzle corali di Ex e del dittico Femmine contro Maschi e viceversa.
La sceneggiatura firmata Brizzi/Martani e Andrea Agnello (abituale autore dell'ultimo Veronesi, Manuale d'amore 2, Italians, Genitori & Figli) si fonda su di un'impalcatura dal sapore classico-vanziniano, con il nucleo familiare stravolto dall'inserimento dell'elemento estraneo, e le vicende che interessano sia i genitori che il figlio adolescente, a cui spetta la prima cotta e il disastroso party nella casa libera per una notte (Reality di Richard Sanderson suona però alla festa di mamma e papà).
L'elemento estraneo è il pornodivo Filippo Timi, in visita alla vecchia amica della scuola che ha messo su famiglia, Claudia Gerini, e l'innesto dell'attore che è stato Benito Mussolini per Marco Bellocchio (esplicitamente chiamato in causa nel prologo del film proprio da Timi) è il vero grande cortocircuito dell'opera: il Duce, con il suo superomistico culto del corpo sano, è forse la prima grande pornostar della Storia d'Italia (pensiamo alla sua celebre, presunta sifilide), e infatti Timi, che proprio in Vincere affrontava una focosa scena di sesso nei primi minuti del film, mantiene per tutto Com'è bello far l'amore un tono di recitazione impostato e profondo, come non fosse mai uscito da quel ruolo (è un fatto: Filippo Timi vede ancora i cecchini) – non a caso, il suo personaggio è nella Capitale per girare un porno-peplum ambientato nell'Antica Roma, tra Cesari e cortigiane.
D'altronde il 3D, come abbiamo già scritto più volte, è senza ombra di dubbio un ritrovato erotico, sessuale: e infatti Brizzi
gioca con la computer grafica stereoscopica della sequenza in cui De Luigi e Michele Foresta sono impegnati in un videogame hard che ricorda una versione porno del recente Tron Legacy ma in realtà nasconde un chiaro omaggio al duello dei peni fluorescenti di Skin Deep di Blake Edwards. Ecco, forse la reale anima del progetto è quella di un divertito gioco cinefilo che tenta di scrivere una sorta di “storia della rappresentazione del sesso nel cinema comico”, d'altra parte nemmeno nascosta con un prologo metafilmico che parte addirittura dai Lumière (in 3D, battendo anche Scorsese in una ipotetica gara “a ritroso”), intenti a riprendere di nascosto una ragazza nuda che si lava nella tinozza (il vero primo film della Storia...), e che ricorda i frammenti surreal-demenziali di certi pruriginosi esperimenti giovanili di Woody Allen (Tutto quello che avreste voluto sapere ecc ecc).
Ed è così che Fabio De Luigi trova un trait d'union per questo suo personaggio di imbranato dalla comicità tutta fisica, grossolana, corporea, non tanto nei ruoli interpretati per Fausto Brizzi regista quanto nelle parti di saltimbanco tragicomico affrontate nei film di Natale che proprio Brizzi e Marco Martani avevano scritto per lui e Neri Parenti (Natale a New York, Natale a Rio, soprattutto il fantastico Natale in crociera): recuperare quei toni con questa nuova collaborazione è un pregio di Com'è bello far l'amore, che permette di sottolineare quello che è stato sicuramente il corpo più interessante e innovativo delle puntuali sortite Filmauro dicembrine dell'ultimo decennio.
Regia: Fausto Brizzi
Interpreti: Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Filippo Timi, Giorgia Wurth, Virginia Raffaele, Alessandro Sperduti, Michele Foresta, Michela Andreozzi, Lillo Petrolo
Origine: Italia, 2012
Distribuzione: Medusa
Durata: 97'
-
c’è da dire in effetti che le gag che si vedono nel corso del film risultano forse un pò slegate l’una rispetto all’altra, ma nel suo complesso è assolutamente spassoso, bravi e credibili tutti gli attori del cast.
Una scena in particolare trovo sia fantastica, quella di De Luigi nella farmacia!! Esilarante!!
va bene che si tratterà sicuramente di una mossa di product placement dell’azienda, ma ce ne fossero di esempi di prod placemente fatti così bene
Inviato da Marta il 14/02/2012 -
comunque, la gerini non è malaccio..
Inviato da bix o vattelapesca il 14/02/2012
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