Appartamento ad Atene - Incontro con il regista e il cast del film


Una conferenza stampa tutta sulla Storia e le sue sfaccettature quella che ha seguito l’anteprima di Appartamento ad Atene, l’opera prima di Ruggero Dipaola, tratta dal’omonimo libro di Glenway Wescott. Presenti al Cinema Barberini, oltre al regista, i co-sceneggiatori, Heidrun Schleef e Luca De Benedittis, e il cast (Laura Morante, Richard Sammel e i giovanissimi Vincenzo Crea e Alba De Torrebruna)

Il regista sul set del filmUna conferenza stampa tutta sulla Storia e le sue sfaccettature quella che ha seguito l’anteprima di Appartamento ad Atene, l’opera prima di Ruggero Dipaola, tratta dal’omonimo libro di Glenway Wescott. Presenti al Cinema Barberini, oltre al regista, i co-sceneggiatori, Heidrun Schleef e Luca De Benedittis, e il cast (Laura Morante, Richard Sammel e i giovanissimi Vincenzo Crea e Alba De Torrebruna). Il film, che verrà distribuito dalla Eyemoon Pictures in 50 copie, sarà in sala il 28 settembre.



Il romanzo di Wescott è ambientato in un momento storico preciso, durante la Seconda Guerra Mondiale, ma il film è come fosse un Kammerspiel, in cui troviamo uno straniero che arriva a sconvolgere la comunità. Perché ha scelto proprio questa storia per il suo primo film?

Dipaola: Dopo aver opzionato il libro e scritto la sceneggiatura, mi sono ricordato dei racconti che mia madre faceva quando ero piccolo. Anche la sua famiglia in Abruzzo era stata costretta a ospitare un militare nazista. Allora ho riconosciuto qualcosa di familiare nella storia. E poi mi affascinavano le dinamiche che si scatenano con l’arrivo del Capitano Kalter, non solo nei singoli personaggi, la loro reazione, ma anche tra i componenti della famiglia. Sembra quasi che, da un certo punto di vista, questo arrivo porti dei benefici, come nel caso della vita di coppia tra gli Helianos.


Come si è svolta la produzione del film?


Dipaola: Ho avuto la fortuna e sfortuna al tempo stesso di essere regista e produttore, quindi ho potuto scegliere i miei collaboratori e il cast, ma ho dovuto anche andare a cercare finanziamenti. Abbiamo ricevuto il sostegno del MiBac, dell’Apulia Film Commission, della Roma Lazio Film Commission e dei tax credit di una società chiamata Esperia, che ci ha permesso di chiudere il budget. All’inizio dello sviluppo abbiamo avuto il sostegno anche di MEDIA e della tedesca Pandora Film, ma poi, per motivi tecnici, non conveniva una co-produzione e alla fine il film è stato tutto italiano.


Come sempre, quando si adatta un film da un libro, ci sono delle differenze.

Dipaola: Heidrun, Luca e io abbiamo ovviamente letto il romanzo prima di scrivere la sceneggiatura e, oltre l’ovvio adattamento, sì, ci sono delle differenze, ma non molte. Quella principale riguarda Zoe Helianos, che nel romanzo è una donna ansiosa, cagionevole, che ha perso la sua giovinezza, mentre nel film è una donna forte e affascinante. La bambina, Leda, nel libro viene descritta come una bambola ritardata, mentre noi abbiamo voluto lavorare sul personaggio e spiegare il suo modo di essere come una conseguenza dello shock subito quando Leda aveva assistito all’esplosione di una bomba al mercato. Alex, invece, è molto simile per ironia e sarcasmo, ma abbiamo accentuato il conflitto con il padre. Altra differenza è l’aver voluto lasciare la guerra un po’ sullo sfondo e focalizzarci sulle persone.

Schleef: Non ricordo il romanzo perché, dopo averlo letto una volta o due, si dimenticano le cose, rimane un ricordo soggettivo della storia e alla fine è la propria interpretazione che passa nella sceneggiatura.

De Benedittis: C’è anche un’altra differenza, quella del cugino patriota, che nel romanzo ha un ruolo consistente, ma abbiamo voluto tagliarlo per concentrarci sul nucleo familiare.

Morante: Non ho letto il romanzo. Ruggero me lo aveva passato, ma mi aveva pure detto che la sceneggiatura era diversa, quindi non l’ho letto. Anche se ora mi incuriosisce. Il personaggio di Zoe è come lo descrive Ruggero, è una donna forte. Forse anche per questo la famiglia si spacca in due: da una parte, la madre e il figlio; dall’altra, la figlia che s’invaghisce del Capitano e il padre che crede di trovare un contatto umano, intellettuale con lui. La madre, invece, non si fida fino alla fine. In lei troviamo tutte quelle sfumature che vanno dalla diffidenza all’ostilità, anche un senso d’ingiustizia.


Un'immagine da Il film ha partecipato a molti festival all’estero. È stata realizzata una versione internazionale?

Dipaola: All’estero il film è andato molto bene. Ha partecipato a vari festival, anche a un festival di cinema greco a Los Angeles, dove è stato apprezzato e ha vinto. Nelle sale, qui da noi, uscirà la versione italiana, ma per il mercato estero abbiamo realizzato una versione in cui tutti i personaggi parlano greco, anche Kalter, che lo parla con un accento tedesco. Gli attori italiani sono stati doppiati. Per un problema di tempi, Laura non ha potuto fare la versione greca, anzi, c’è stato il rischio che non potesse partecipare al film visto che la produzione doveva partire insieme al suo Ciliegine. Richard, invece, ha imparato apposta il greco e ha recitato lui anche in quella versione.


Appartamento ad Atene è passato anche alla Festa del Cinema di Roma lo scorso anno, un po’ in sordina. Come è andata?

Dipaola: Il film ha partecipato al concorso per giovani registi italiani, la Vetrina dei giovani cineasti italiani, che si teneva alla Casa del Cinema, non all’Auditorium, quindi un po’ decentrato. Abbiamo vinto la sezione. Al momento siamo anche in trattative per una distribuzione negli USA, che hanno apprezzato il film più che negli altri paesi e continuano a chiederlo ai festival. La loro è stata una reazione inaspettata mentre i tedeschi si sono posti in modo netto: o lo hanno amato o non lo hanno proprio visto.

Sammel, da attore tedesco, che ne pensa lei di questa reazione del pubblico tedesco?

Sammel: I tedeschi hanno fatto un gran lavoro su questa parte della Storia. Se ne parla tanto nelle scuole e ovviamente al cinema, che si appropria delle tematiche più importanti. Anche per altri film sul nazismo i tedeschi hanno avuto questa reazione. Non accettano che gli italiani facciano un film sul nazismo, ma è una reazione normale. È un po’ come se i tedeschi facessero un film su Garibaldi. Al momento sto girando una serie Tv in Francia sempre su questo periodo e la reazione è stata la stessa. I tedeschi vogliono essere loro a parlarne.


Il personaggio di Kalter presenta molte sfumature, mostra anche una certa sensibilità e apertura e poi torna sulle sue posizioni radicali. Non le sembra un po’ contraddittorio?

Dipaola: Anche nel libro è così.

Di Benedittis: È un soldato, per noi non c’è contraddizione in questo.

Dipaola: Quando Helianos dà la responsabilità della morte della sua famiglia a Hitler e Mussolini, Kalter reagisce. È come se si toccasse un nervo scoperto per lui, che riguarda il fallimento dell’ideologia nazista. Si sente sconfitto come soldato.

Sammel: Nel mio percorso d’attore ho scoperto che la cultura e l’intelligenza non impediscono la bestialità. Credo che sia la chiave per capire il nazismo. Né banalità né intelligenza impediscono la bestialità.

Dipaola: Kalter ha perso tutto, la sua famiglia è distrutta. Quando torna ad Atene è traumatizzato e ciò lo apre emotivamente a questo cambiamento. Si entra nell’interiorità del personaggio.

Di Benedittis: Helianos cade in un equivoco. Pensa che Kalter sia in quel momento come lui, un padre che ha perso il figlio, mentre Kalter lo vede ancora come un servo.


Laura MoranteUna domanda per Laura Morante. Cosa l’ha spinta ad accettare questo ruolo?

Morante: Mi è piaciuta la tenacia di Ruggero. Spesso tenacia e ostinazione sono segni del talento. Era deciso a fare questo film nonostante le difficoltà incontrate. E poi c’era Heidrun. Quando me l’ha detto ho subito accettato visto che ha sceneggiato alcuni dei film a cui sono più legata. Mi sembravano anche interessanti le sfumature presenti nella storia.


Come sono stati scelti i due giovani attori?

Dipaola: Il casting è stato condotto da Veronica Mancino. Io non ne ho visti molti di ragazzi, 600-700, che comunque non sono tanti, e mi sono concentrato su di loro. Li ho scelti perché mi sembravano più adatti dopo i 5-6 provini a cui si sono sottoposti. Con loro siamo partiti in anticipo, abbiamo fatto due mesi di prove prima delle riprese, una sorta di gioco in itinere che li ha portati a essere molto preparati all’inizio delle riprese.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 1 commenti
 
  1. Il film è stato presentato anche al I festival del cinema italiano di Atene di quest'anno. Purtroppo è stato ignorato dalla critica greca senza motivo. Il protagonista è un famoso attore greco che ha collaborato spesso anche nelle produzioni di Hollywood, purtuttavia il silenzio è planato sul film. Forse se passasse la versione in greco, dato il tema familiare al 99% delle famiglie ateniesi, potrebbe essere una felice sorpresa. Mi meraviglio comunque che il regista non abbia chiesto l'aiuto della Commisione Nazionale del Cinema greco per la produzione.... Kalì epitychia, pantos.

    Inviato da Theocritos il 21/09/2012
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Due giorni, una notte scala il box office
Incassati 314.374 euro con media copia di 2.884
Si riaccendono gli schermi del Filmstudio a Roma.
Ecco i film della prima serata-evento.
TORINO 32 - La New Hollywood sotto esame
il 27/11 all'Auditorium Quazza incontro sui film della retrospettiva
Steve McQueen alle prese con un quartetto di Vedove.
Il regista britannico era un grande fan dello show della BBC
Torino 32 – aumentano gli incassi
impennata del 7% nelle vendite di biglietti singoli
James Bond per le strade di Roma
Nel nuovo capitolo della saga di 007 diretto da Sam Mendes
Debutto alla regia per Russell Crowe
The Water Diviner uscirà in Italia l'8 gennaio
La banda Boris di "Ogni maledetto Natale" in copertina su "Film Tv"
Interviste a Stefano Fresi, Alessandra Mastronardi, Luca Vendruscolo e Tom McGrath
TORINO 32 - Spielberg's Day
Tre suoi film in retrospettiva
Hunger Games in testa al box office statunitense
Al secondo posto Big Hero 6, al terzo Interstellar
Kolossal in Italia: il remake di Ben Hur a Cinecittà
 Il tax credit favorisce le produzioni internazionali
TORINO 32 - "Lost in Belluscone": scene inedite del film di Maresco
Presentate dal regista oggi alle 16, ingresso libero
TORINO 32 - Applausi per Tokyo Tribe
il pubblico premia Sion Sono
M2 finalizza l'acquisizione di due nuovi titoli per il 2015
Si tratta di Colpo di stato e Orgoglio e pregiudizio e zombie
The Killing 4 su Fox Crime A
 L'ultimo dei sei episodi sarà diretto da Jonathan Demme
Luigi Cuciniello presidente dell'Anec
Eletto il 19 novembre dal Congresso Nazionale dell'Anec
Stanley Kubrick omaggiato da Hollywood
a 15 anni dalla sua morte
Jennifer Lawrence in copertina su Film Tv
Interviste a Francis Lawrence, Sam Claflin, Volker Schlöndorff e focus sul Torino Film Festival
In vendita l'appartamento di Lauren Bacall
A 26 milioni di dollari  
Scomparso Ken Takakura
L'attore aveva 83 anni
Arrivano I Pinguini di Madagascar in anteprima
Il 22 e 23 novembre
V edizione del Procult Film Festival
Da domani al 23 Novembre alla Casa del cinema di Roma
Il Torino Film Festival festeggia i 90 anni di Giulio Questi
Sarà presentato anche il volume autobiografico Se non ricordo male  
Cenerentola diretta da Carlo Verdone
Nelle sale a partire dal 23 dicembre
Adieu au Langage film della Critica
Designato questa settimana dal SNCCI