FESTIVALDIROMA 2011

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “Voyez comme ils dansent”, di Claude Miller (Concorso) (di Carlo Valeri, del 06/11/2011)


Roadmovie che si tinge di melodramma tra Francia e Canada e reinventa il concetto di spazio e soggettività in una dimensione appunto spirituale della messa in scena, rivoluzionando l’identità stessa del melò in una rielaborazione quasi filosofica del rapporto tra corpo, natura e immagine. Straordinaria parabola su un triangolo amoroso “mentale”, dove i tre personaggi – come fossero tre monadi instancabili – si inseguono lasciando segni di dolore e resistenza, fiutando tracce, ricordi, immagini fatte di una levità quasi astratta. Gran Premio della Giuria a Roma

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Someday This Pain Will Be Useful To You", di Roberto Faenza (Fuori Concorso) (di Pietro Masciullo, del 05/11/2011)

Adattando il bel romanzo di Peter Cameron Un giorno questo dolore ti sarà utile, Roberto Faenza è il terzo regista italiano che si confronta con l’America ferita post 11 settembre. Ma il suo è uno sguardo impaurito, timido, indeciso, che anestetizza l’immaginario americano in una veduta da cartolina metropolitana: non c’è sangue, passione, Vita in queste inquadrature e il film finisce per essere l’ennesimo compitino di un europeo in trasferta senza infamia e senza lode

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Il lato oscuro di Hollywood. Incontro con Stewart Stern (del 05/11/2011)


Sceneggiatore hollywoodiano a cavallo tra l’epoca d’oro degli Studios e il nuovo cinema contemporaneo, Stewart Stern ha scritto alcune pagine  leggendarie della settima arte. Suo è lo script di Gioventù bruciata (Rebel without a cause) di Nicholas Ray, anno 1955, la pellicola che insieme a La valle dell’Eden di Elia Kazan lanciò il mito di James Dean. Lo abbiamo incontrato in occasione del documentario realizzato da Francesco Zippel in omaggio a Ray

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Il ritorno del gentiluomo zen, ovvero i due giorni di Richard Gere (di Valentina Gentile, del 04/11/2011)


Due anni dopo aver condiviso con il cane Hachiko il tappeto rosso del Festival Internazionale del Film di Roma, il gentiluomo brizzolato è tornato nella Capitale per ricevere il Marc’Aurelio all’attore. Partito da Nuova Delhi e atterrato a Roma, stavolta senza quadrupedi al seguito, Gere ha ricevuto la Lupa Capitolina dalle mani del sindaco Alemanno, per il suo impegno a favore del Tibet. Ieri si è intrattenuto due volte con il pubblico dell’Auditorium; in mattinata per la conferenza stampa, e in serata per presentare Days of Heaven

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Too Big to Fail", di Curtis Hanson (Fuori concorso) (di Carlo Valeri, del 04/11/2011)

 Lezione invisibile su come orchestrare parola, ritmo narrativo e composizione del quadro visivo per il puro piacere di raccontare con umiltà questa fauna umana sull’orlo del baratro. C’è qui un coraggio nel raccontare i fatti senza alzare la voce, fondendo introspezione e informazione, che lascia confluire cinema e vita in una forma autenticamente personale di spettacolo contemporaneo

FESTIVAL DI ROMA 2011 - La kryptonite all'Auditorium (di Sergio Sozzo, del 03/11/2011)

FESTIVAL DI ROMA 2011 - “Death of a Superhero”, di Ian Fitzgibbon (Alice nella città) (di Sergio Sozzo, del 03/11/2011)


Racconto di un'adolescenza implosa, rimasta in nuce, che segna i propri riti di formazione come graffiti sui muri di notte, che conosce perfettamente quello a cui sta andando incontro (i primi struggimenti d'amore, le incoscienti bravate con gli amici, le violente incomprensioni con i genitori) ma che all'improvviso si rende conto che in realtà le spetta ben altro (la malattia, la morte), il film vive in questo oscuro gap dove l'unico appiglio è dato dal tanatologo (del cinema?) Andy Serkis, massimo esperto di passaggi del corpo

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Love For Life", di Gu Changwei (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 03/11/2011)

Si fa fatica a scrivere di un film come Love For Life del regista cinese Gu Changwei. Forse il cinema asiatico “da festival” ci ha abituati troppo bene in quest’ultimo ventennio (e continua ancora a farlo) e forse da un tema così complesso (il primo film cinese ad affrontare la piaga dell’Aids) ci si poteva aspettare un respiro più ampio. Lontano anni luce dalle vette di autori come Stanley Kwan Zhangh Yimou, il film non riesce mai ad emozionare pur affrontando una storia potenzialmente sconvolgente

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "How to die in Oregon", di Peter D. Richardson (Extra - Concorso) (di Riccardo Moglioni, del 03/11/2011)


1994, in Oregon (Stati Uniti) viene per legalizzato il suicidio medicalmente assistito. Il documentario di Peter D. Richardson non ha interesse nello smembrare analiticamente la questione. Cerca subito il contatto intimo con il pubblico, dalle prime immagini. Un pugno nello stomaco; la prima sequenza angosciosa è solo il preludio di quella che sarà una vera e propria escalation di sofferenza

FESTIVAL DEL CINEMA 2011 – “La kryptonite nella borsa”, di Ivan Cotroneo (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 03/11/2011)

E’ interessante come Ivan Cotroneo provi a colmare, proprio quando sembra svuotare senza freni il suo campo d’azione dalle passioni, il cinema statuario del facile umorismo “consentito” e gioca con il guscio vuoto delle parti, dei ruoli di amante, moglie, marito (e di padre e madre), figlio, nipote, con una disarmante e forse ingenua esplicità, oscillante tra convenzionalità e profonda sfida a essa, sia sul piano cinematografico sia su quello sociale. Nel quadro di famiglia la cornice separa quasi totalmente l'immagine da tutto ciò che non è immagine

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "My week with Marilyn", di Simon Curtis (Fuori concorso) (di Fabiana Proietti, del 02/11/2011)

Dietro una confezione briosa da commedia in costume, My week with Marilyn riflette, non sempre consapevolmente,  sulla qualità onirica del cinema e della star, sul suo potere ipnotico ed evanescente, con una performance di grande  personalità da parte di Michelle Williams. E la fascinazione del giovane Colin per la diva Monroe si affianca a quella della vecchia Inghilterra per la deflagrante imperfezione della nuova America e del teatro per la macchina da presa

FESTIVAL DI ROMA 2011- "148 Stefano. Mostri dell'inerzia" di Maurizio Cartolano (Eventi Speciali) (di Valentina Gentile, del 02/11/2011)

Può uno Stato che si dice di Diritto non vigilare sulla vita di un cittadino quando è in arresto e dunque più che mai sotto la sua tutela? La vicenda di Stefano Cucchi è un'amara e insensata risposta. Maurizio Cartolano la ricostruisce con un documentario che alterna sapientemente vari linguaggi visivi, riuscendo a dare concretezza all'interrogativo dei famigliari di Stefano, che, a due anni dalla morte del ragazzo, sono ancora in attesa di sapere come e perché questa sia avvenuta

FESTIVAL DI ROMA 2011 - ARIA DI ROMA (3) (del 02/11/2011)


Dopo Venezia, anche a Roma. Pillole, frasi colte al volo, curiosità, uscite di testa, collegamenti videocrebrali sfasati, ecc... (Quasi) Ogni giorno dall'Auditorium

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Franca la prima", di Sabina Guzzanti (Extra - Concorso) (di Carlo Valeri, del 02/11/2011)


Nonostante il fascino contagioso di una delle più grandi artiste italiane viventi, geniale presenza "multimediale" che ha scritto pagine decisive in ambito teatrale, radiofonico, cinematografico e televisivo, il profilo che la Guzzanti ha dedicato a Franca Valeri ha purtroppo il sapore amaro dell'occasione sprecata, colpa soprattutto di una inaspettata avarizia nell'utilizzo delle immagini di repertorio - davvero scarne e poco appaganti nel celebrare il talento dell'attrice milanese - e di una invasività della regista che, soprattutto nella seconda parte, rischia di fagocitare il personaggio della Valeri

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “Butter”, di Jim Field Smith (Alice nella città) (di Sergio Sozzo, del 02/11/2011)

Il secondo film del regista del sorprendente Lei è troppo per me si rivela un nuovo tassello in quella che va costituendosi come la filmografia di un autore da tenere d’occhio: come con la Pittsburgh e l’aeroporto del film d’esordio, Field Smith costruisce qui con grande acume soprattutto un’ambientazione originale e coerente, che si fa anche luogo interiore della vicenda narrata. Con una grossa attenzione ai personaggi dei comprimari, e dei ruoli femminili (Jennifer Garner, Alicia Silverstone, Olivia Wilde, Ashley Greene) straordinari

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Il cuore grande delle ragazze", di Pupi Avati (Concorso) (di Simone Emiliani, del 02/11/2011)


Una danza dei morti in una lievità da operetta in uno dei film più ispirati del regista bolognese che ripete quasi il suo Storia di ragazzi e di ragazze, esplorando e moltiplicando però tutte le declinazioni della parola. Micaela Ramazzotti è l'esempio perfetto dell'equilibrio tra comico e tragico di un film con slanci da melodramma e con dentro quella cattiveria che si sprigiona nel luogo chiuso del pranzo di nozze come in Regalo di Natale

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “The eye of the storm”, di Fred Schepisi (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 02/11/2011)

Schepisi dirige questo dramma da camera, riduzione d'un romanzone del premio Nobel australiano (un'edizione, questa del Festival di Roma, zeppa di Nobel...) Patrick White, con l'abituale, compassato, occhialuto mestiere, e quindi ci si rassegna ben presto all'andamento non proprio brioso di queste due ore di scaramucce familiari. Ma l'interpretazione di Judy Davis somiglia tanto allo scatto di reni di una grande attrice desiderosa di rivalsa, e un po' a torto dimenticata

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Dead Men Talking", di Robin Newell (Extra-L'altro cinema) (di Pietro Masciullo, del 01/11/2011)


Robin Newell è evidentemente animato da uno spirito di denuncia di ciò che “scopre”, ma non ha la personalità registica per innalzare questa denuncia allo status di riflessione (filosofica o mediale). Limitandosi a mostrare (rispettacolarizzare) il triste destino dei condannati a morte cinesi. Materia complessa, idea interessante, ma occasione sprecata

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “Un cuento chino”, di Sebastian Borensztein (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 01/11/2011)

Sebastian Borensztein non è probabilmente Daniel Burman, per cui l'identità non può essere ritrovata auspicando un ritorno alle origini, alla personalità di un Paese meticcio, idealizzando e mitizzando con nostalgia e sentimentalismi il passato utopico; non è forse neanche Alejandro Agresti, capace di piccoli poemi sulla solitudine, in bilico tra realtà e immaginazione, ma è sicuramente un autore interessante, soprattutto nell’intenzione di rifondere in una cifra consolidata sud americana, di comicità e disperazione, elegia e satira, denuncia e paradosso

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Page Eight", di David Hare (Focus UK) (di Eleonora Sammartino, del 01/11/2011)


Johnny è un agente vecchia maniera così come David Hare è un drammaturgo vecchia scuola. La storia sembra procedere per improvvisazione come una partitura jazz, ma ha in realtà alla base uno schema ben preciso, classico, che si accompagna a una regia aeriforme. Un prodotto impeccabile e rassicurante, che sa di altri tempi

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Bobby Fischer against the World", di Liz Garbus (Extra - Fuori Concorso) (di Riccardo Moglioni, del 01/11/2011)


Bellissimo documentario HBO quello della regista statunitense Liz Garbus, struggente, emozionante, alienante. La vita di Bobby Fischer, il più grande scacchista di tutti i tempi, unico americano ad essere riuscito a vincere il titolo mondiale, in quel lontano 1972 a Reykjavik in Islanda

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Kokurikozaka Kara (Dalla collina dei papaveri)", di Goro Miyazaki (Alice nella città) (di Riccardo Moglioni, del 01/11/2011)


Goro Miyazaki, dopo il comunque discreto I racconti di Terramare, con il suo secondo lungometraggio decide forse scientemente di allontanarsi dallo stile narrativo del padre Hayao. Goro è un grande disegnatore e il film è godibile ma togliere l’elemento magico (presente anche nell'ottimo Arrietty) alle storie dello studio giapponese è come privare delle ossa il corpo umano

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "I primi della lista" di Roan Johnson (Eventi speciali) (di Valentina Gentile, del 01/11/2011)


Roan Johnson racconta una storia vera; la fuga oltre il confine di tre pisani – il cantautore Pino Masi e due liceali – , convinti dell'imminenza di un colpo di Stato militare modello greco. L'Italia è quella del 1970: stragi, complotti e lotta studentesca. I primi della lista è un film lieve e astutamente accondiscendente, che può sicuramente piacere e divertire molti spettatori

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “Tyrannosaur”, di Paddy Considine (Focus UK) (di Carlo Valeri, del 31/10/2011)

 Quella di Considine è un’opera assai matura linguisticamente, che si accanisce senza tregua sull’anima, i corpi e i destini  dei suoi personaggi, alternando soluzioni ellittiche in fuori campo, a disturbanti rappresentazioni di violenza "in diretta". E in questo racconto esistenziale sull'inferno del mondo di oggi non manca un sospetto di autocompiacimento che vorremmo scacciare senza remore nelle successive prove registiche dell'attore inglese

FESTIVAL DI ROMA 2011 - ARIA DI ROMA (2) (del 31/10/2011)


Dopo Venezia, anche a Roma. Pillole, frasi colte al volo, curiosità, uscite di testa, collegamenti videocrebrali sfasati, ecc... (Quasi) Ogni giorno dall'Auditorium

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “Babycall”, di Pål Sletaune (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 31/10/2011)


Il regista norvegese si muove nel genere thriller psicologico, con “deformazioni “ horror, partendo sempre da una impostazione solidamente ancorata alla tradizione stilistica del cinema nord europeo. Location alienanti, atmosfere rarefatte, messinscena minimalista, interpretazioni recitative glaciali. Nei confini espressivi dell’autore, la migrazione in alvei insoliti, riesce a fatica, pur dimostrando una certa  predisposizione di sguardo verso l’ignoto

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Like Crazy", di Drake Doremus (Fuori Concorso) (di Pietro Masciullo, del 31/10/2011)

Il giovanissimo regista Drake Doremus è come il terzo personaggio principale di Like Crazy: è un coetaneo dei protagonisti, è uno di loro, sa bene cosa vuol dire essere innamorato nell’era della comunicazione globale e decide intelligentemente di rifugiarsi nel “presente”. Nei momenti che Anna e Jacob si regalano: una regia aerea che scopre sempre l’imbarazzo, la gioia, l’inesperienza o l’estasi in piccoli dettagli, attese infinite, ellissi dolorose e sguardi che azzerano l’oceano

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Mon pire cauchemar", di Anne Fontaine (Fuori Concorso) (di Fabiana Proietti, del 31/10/2011)


La Fontaine mette in scena una fiera di stereotipi accanendosi sulla cultura istituzionale e idealizzando l'uomo della strada. Ma il tentativo di portare avanti un discorso progressista finisce invece per promuovere un ideale berlusconian-sarkozyiano, in cui il nuovo cinema commerciale francese deride la tradizione autoriale dalla nouvelle vague in poi, iscritta nei volti, sbeffeggiati, di Dussollier e della Huppert

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Magic Valley", di Jaffe Zinn (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 31/10/2011)

Jaffe Zinn viaggia sicuro sulla scia di sequenze ben orchestrate che sanno ricreare quell’atmosfera di normalità malata tipica della provincia al cinema, ma purtroppo non riesce quasi mai a porsi oltre l’immaginario che consapevolmente tira in ballo. E se dal punto di vista registico è lodevole il risultato di tenere incollato lo spettatore sullo schermo pur con un ritmo dilatatissimo, il film risulta  poi decisamente schiavo della Grande Riflessione che vuole porre. Pregi e difetti del medio cinema indie americano

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Malore di Pupi Avati (del 31/10/2011)

Il regista ricoverato in ospedale

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "La Nouvelle Guerre Des Boutons", di Christophe Barratier (Eventi Speciali) (di Pietro Masciullo, del 31/10/2011)


Se il classico per l’infanzia del 1961 era chiaramente debitore del cinema di Jaques Tati e del muto di Chaplin, questa Nuova Guerra dei Bottoni strizza l’occhio all’immaginario hollywoodiano: le battaglie tra bambini sono orchestrate come divertenti rivisitazioni degli epici scontri di Braveheart o Gans of New York. La "primavera del cinema francese" si dimostra capace di esprimersi agevolmente in tutti i generi, sfornando prodotti come questo che sono il chiaro sintomo di un movimento in salute

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "L'industriale", di Giuliano Montaldo (Fuori concorso) (di Riccardo Moglioni, del 31/10/2011)


Difficile non scindere il film in due tronconi, ben delineati, che però fanno parte di una biforcazione che porta inesorabilmente alla stesso capolinea. La parabola di discesa e di ascesa (e di nuovo discesa), prima lavorativa, poi umana e morale dell’industriale Nicola Ranieri (interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino) è un affresco sulla contemporaneità preciso e agghiacciante. Rimane la sensazione di un buon film che avrebbe potuto essere per certi versi epocale, senza la pretesa di aggiungere troppa carne sul fuoco

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Circumstance", di Maryam Keshavarz (Extra - Fuori concorso) (di Eleonora Sammartino, del 31/10/2011)


Il corpo e lo sguardo. Questi i due elementi principali del film della Keshavarz. Da una parte, il corpo come strumento di ribellione, elemento sovversivo che riempie le immagini di dettagli, le rende sature con la sua fisicità e i suoi colori; dall'altra, un occhio astratto e orwelliano che ha sconfitto il corpo, rendendolo schiavo di ideali che non gli appartengono.    
 

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Grazia e Furore", di Heidi Rizzo (Extra-L'altro cinema) (di Pietro Masciullo, del 30/10/2011)


Lecce-Bangkok e ritorno. Ancora il Documentario come testimone attivo di tutti i Sud del Mondo, di storia e storie che sfuggono alla fiction e al grande budget. Due ragazzi salentini imparano un’antica arte marziale thailandese (il Muay Thay) e vanno a combattere in una terra esotica per poi portare il loro bottino (umano e sportivo) in Puglia: una silenziosa e opportuna lezione di contaminazione

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Lezione di cinema di Michael Mann: uno sguardo classico nell'oltremondo digitale (di Pietro Masciullo, del 30/10/2011)


Era l'evento annunciato di questo Festival. L' incontro con il regista che meglio ha saputo fondere ogni estremo del cinema americano contemporaneo, inabissando i nostri occhi di (iper)spettatori degli anni 'oo nello splendido paradosso di uno sguardo classico posto nell'oltremondo del digitale. Una carrellata in più di trent’anni di carriera: poche semplici parole le sue, quelle giuste, come i vecchi cowboy dell'adorato John Ford. Perchè lui "è Michael Mann e fa solo Cinema..." 

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Dragonslayer", di Tristan Patterson (Extra - L'altro cinema) (di Riccardo Moglioni, del 30/10/2011)


Vita da skater. Il documentario di Tristan Patterson Dragonslayer è un’intrusione autorizzata nella vita di Josh Sandoval, detto Skreetch. Nonostante il documentario, per costituzione, non intende schierarsi ma semplicemente riportare un realtà oggettiva, lo spettatore non può esimersi dal trarre conclusioni inequivocabili. Rimarcate con forza da un finale che lascia poco alle fantasie poetiche da skater

FESTIVAL DI ROMA 2011- "Project Nim" di James Marsh (Extra - L'altro cinema) (di Valentina Gentile, del 30/10/2011)


Un cucciolo di scimpanzé tirato su come un neonato da una ricca famiglia hippy e da una serie di insegnanti che devono fargli apprendere il linguaggio umano attraverso i segni. E' questo il progetto Nim, ideato da un ambizioso professore della Columbia nei primi anni '70. James Marsh torna, dopo Man on Wire, con un documentario rigoroso e atipico, che affascina e commuove senza facili moralismi. Uno sguardo incredulo e commovente sull'egocentrismo umano

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Hotel Lux", di Leander Haußmann (concorso) (di Eleonora Sammartino, del 30/10/2011)


Il regista sembra esplorare la storia nel suo farsi, tentando forse di trovarne l’essenza stessa, ma lo fa in maniera ironica, quasi a esorcizzare il reale. E allora appare logica la scelta di giocare sul filo sottile tra finzione e realtà, confondendo persona e maschera, abbondando di fine umorismo, quasi a suggerire che, in fondo, la Storia non sia altro che una grande illusione, tanto quanto Hollywood. Per due ore è bello crederci

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Lelio Luttazzi inedito (del 29/10/2011)

 Domani alle 17.30 al Teatro Studio

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Girl Model", di Ashley Sabin e David Redmon (Extra - In concorso) (di Eleonora Sammartino, del 29/10/2011)

 Le immagini sgranate, spesso buie, della telecamera di Redmon scavano nelle pieghe della vita di giovani modelle  attraverso un discorso (post-)post-moderno sui corpi, attaccati da breve distanza, senza tregua, ripresi nelle loro perfezioni e difetti, resi al tempo stesso vicini e lontani, violati sin nelle viscere. Un corpo sineddoche, simulacro privo di personalità. E lper l'occhio dello spettatore non c'è via d'uscita

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Le avventure di Tintin. Il segreto dell'unicorno 3D", di Steven Spielberg (di Simone Emiliani, del 29/10/2011)


Quasi un cortocircuito con Zemeckis dove il cineasta crea un impatto fisico con il 3D con l'acqua che buca lo schermo come in Salvate il soldato Ryan e la performing capture che è l'identità di un cinema in continua evoluzione, che ha una coerente linea di continuità con la magnifica avventura del precedente Indiana Jones ma che raggiunge David Lean, Federico Fellini e Alfred Hitchcock in altri fantastici incontri ravvicinati

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Une vie meilleure", di Cédric Kahn (Concorso) (di Fabiana Proietti, del 29/10/2011)


Cédric Kahn torna a raccontare un amore spezzato in cui i tormenti privati cedono il passo a un muro di avversità burocratiche che consegnano i protagonisti a due percorsi separati, uno invisibile, l’altro seguito passo per passo con uno sguardo zavattiniano che sorprende dolorosamente per la sua urgenza. Une vie meilleure è al tempo stesso il suo film più disperato e speranzoso, in cui l'autore sembra recuperare una fiducia nell'umanità e una nuova, intensa, capacità emozionale

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Il paese delle spose infelici", di Pippo Mezzapesa (Concorso) (di Riccardo Moglioni, del 29/10/2011)


Il paese delle spose infelici
è l’equivalente cinematografico di un romanzo di formazione. Delicata e allo stesso tempo pungente opera prima di finzione di Pippo Mezzapesa, Il paese delle spose infelici vale la pena di essere elogiato per la capacità straordinaria di trasmettere emozioni che tutti noi abbiamo vissuto, almeno una volta. Di raccontarle senza retorica, senza prediche, senza volontà di farsi portatore di verità assolute

FESTIVAL DI ROMA 2011 – “Il mio domani”, di Marina Spada (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 29/10/2011)


Un baratro di raggelamento estetico che ha nella repulsione l'unica ragione del suo essere, nella convinzione che questa strada possa essere l'unica per raccontare il fallimento emozionale dell'esistenza contemporanea. La sensazione è però quella che più che altro a rinchiudere i personaggi di certe storie di certo alt-cinema italiano negli appartamenti di vetrate e design non sia l'isolamento dei nostri tempi, ma una certa comoda pigrizia espressiva

FESTIVAL DI ROMA 2011 - ARIA DI ROMA (1) (del 29/10/2011)


Dopo Venezia, anche a Roma. Pillole, frasi colte al volo, curiosità, uscite di testa, collegamenti videocrebrali sfasati, ecc... Ogni giorno dall'Auditorium

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Poongsan", di Juhn Jaihong (Concorso) (di Pietro Masciullo, del 29/10/2011)


Film scritto e prodotto da Kim Ki Duk (in prima persona impegnato ad oltrepassare il pericoloso confine del suo stallo artistico cantato nello splendido Arirang) e diretto dal giovane Juhn Jaihong, Poongsaan è un corpo che unisce le due Coree. Un fantasma di libertà che si libra in quella fetta di terra che divide il capitalismo del Sud dal comunismo del Nord. Ibrido tra rarefazioni kimkidukiane e puro action honkonghese che spiazza ogni attesa...

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "Hysteria", di Tanya Wexler (Concorso) (di Carlo Valeri, del 29/10/2011)

 La doppia anima dell'operazione - spirito irriverente che si fonde con i meccanismi oliati di una scrittura fatta soprattutto di parola e quasi per nulla di immagini o sfumature sottrattive - trova la sua immediata rappresentazione nelle due sorelle del film, tra le quali il protagonista stesso si dimena in una incertezza sentimentale che a suo modo ripercorre quasi metaforicamente l'intero percorso (spesso altrettanto incerto) del cinema inglese: coraggio anticonformista o rassicurazione borghese? La sensazione è che la regista alla fine di questa corsa a due non ce la faccia proprio a rinunciare alla seconda

FESTIVAL DI ROMA 2011 - "A Few Best Men", di Stephan Elliott (fuori concorso) (di Eleonora Sammartino, del 28/10/2011)

 L'eccesso australiano di Elliott si trasferisce dai paesaggi alla dinamica tra i personaggi, elemento fondamentale di questo bromance movie che infonde vitalità ed energia ad ogni immagine, suggellata nel finale del film. Quello che emerge è la solidarietà maschile, la fratellanza tra gli amici, nel bene e nel male, più forte di qualsiasi promessa nuziale. Fino all'ultima risata.

FESTIVAL DI ROMA 2011- "Nuit Blanche" di Frédéric Jardin (Extra - Fuori concorso) (di Valentina Gentile, del 28/10/2011)

 Polar frenetico e convulso, Nuit Blanche è una corsa claustrofobica contro il tempo che supera il rischio della monotonia grazie ad un approccio viscerale e a un cast di attori tutti bravissimi.  Il film di Jardin sembra, a tratti, correre più veloce di quanto sia effettivamente necessario, tra cunicoli improvvisati e corridoi serpentini, piste da ballo zeppe di perturbante divertimento a comando e gangster corsi e turchi

FESTIVAL DI ROMA 2011 – L’ultimo mèlo, dentro la Storia: “The Lady” di Luc Besson (di Federico Chiacchiari, del 27/10/2011)


Apre Fuori Concorso il Festival un cinema sorprendente e sincero, oltre la Storia, la Politica, persino la grande eroina del popolo birmano Aung San Suu Kyi. E Besson realizza un magnifico mèlo familiare, sulle scelte e il dolore della separazione. Una moralità da sempre presente (invisibile ai critici) nel suo cinema, che qui esplode con dolcezza  e saggezza. Di una maturità cui sta sfuggendo, ormai, il futuro.

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Besson applaudito dalla stampa (del 27/10/2011)

The Lady apre oggi la kermesse romana

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Un film sul "caso" Cucchi (del 13/10/2011)

Documentario di Maurizio Cartolano presentato come Evento speciale

FESTIVAL DI ROMA 2011 - I film in concorso (del 13/10/2011)

Quattro italiani si contenderanno il Marc'Aurelio

Il 'saluto' polemico di Alemanno (del 13/10/2011)

In occasione della presentazione del Festival di Roma

FESTIVAL DI ROMA 2011 - Il cuore grande dell'Auditorium (di Eleonora Sammartino, del 13/10/2011)

 Donne e italianità. Queste le due parole chiave della sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, presentato oggi nell’ormai consueta cornice dell’Auditorium. Ma anche tante polemiche, infiammate dalle parole del Sindaco Alemanno. E a chi ricorda il confronto con gli altri Festival, si risponde: «Il festival è fatto dalle persone che fanno il cinema»

 

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Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa