TORINO 29 - "Moneyball - L'arte di vincere", di Bennett Miller (Festa Mobile - Figure nel paesaggio)


Il secondo lungometraggio di Bennett Miller non è semplicemente un film sullo sport, bensì un universo dotato di tante anime che si compenetrano e completano l'una con l'altra, andando a fondare un racconto epico, universale, che ha la voce inconfondibile di Aaron Sorkin. Tuttavia, quest'epica (o etica?) si fa ancora più universale, travalicando qualsiasi confine nazionale, lasciando impressa una lezione che tocca le corde del cuore, emozionando in maniera unica. Nella vita non si gioca per vincere, l'importante è mettere in gioco sé stessi

MoneyballE poi dicono che non ci sia nulla di romantico riguardo al baseball. Di questo si lamenta Billy Beane, il general manager degli Oakland Atheltics, verso la fine del film. Una sola immagine di Moneyball basterebbe per smentire qualsiasi scettico. Ma il secondo lungometraggio di Bennett Miller non è semplicemente un film sullo sport, bensì un universo dotato di tante anime che si compenetrano e completano l'una con l'altra, andando a fondare un racconto epico, universale, che ha la voce inconfondibile di Aaron Sorkin. Moneyball è, innanzitutto, una storia di crescita e di riscatto personale, una di quelle parabole che tanto piacciono al cinema americano. Billy Beane è un uomo che ha più volte toccato il fondo nella vita, ancora segnato dalla sua esperienza fallimentare come giocatore, illuso da quel sistema che tanto promette e poco dà. E piano piano lo vediamo riemergere, sperare, anche grazie all'incoraggiamento della figlia (non importa che gli canti “You're a loser, dad”, basta solo una frase e Billy è pronto a cambiare rotta, non solo metaforicamente), acquistare fiducia negli altri e in sé stesso mentre sullo schermo Brad Pitt, in una delle sue migliori prove da attore senza ombra di dubbio, acquista un aspetto sempre più stanco, invecchiato, segno dell'esperienza e della vita che pesa sull'anima del personaggio. Moneyball è anche un film che ruota attorno al bromance, in un universo in cui le donne sono relegate sullo sfondo, tanto quanto accadeva in The Social Network, seppure senza quella vena misogina che lo caratterizzava. Il baseball è un mondo di uomini: forti, sfrontati, insicuri, in cerca di autostima, di successo, di qualcosa che doni loro un po' di fede. È però il rapporto tra Billy e Peter Brand, giovane laureato in economia che convince Beane a usare dati statistici per formare la squadra, a spiccare sugli altri, donando alcuni dei momenti più “leggeri” del film (il giro di telefonate per scambiarsi gli atleti come fossero figurine), tanto quanto attimi più profondi, di riflessione, che amplificano il processo interiore del protagonista, come nella loro ultima scena insieme. Merito della sceneggiatura se tale amicizia, che in realtà si trasforma in un rapporto maestro/allievo in cui non si sa chi sia chi (perché tutti possono imparare dagli altri), riesce a catturare, ma soprattutto della chemistry tra Pitt e Jonah Hill, i quali danno forza ai loro personaggi, facendoli incontrare in un costante match tennistico giocato sulle parole. Moneyball è, infine, un film epico, che usa la metafora del baseball per dirci tanto della vita e, in particolare, dell'America. Le immagini, spesso una fusione tra fiction e filmati di repertorio, vanno a creare un racconto di ampio respiro, che fa risuonare tutte le tematiche della pellicola, mettendole in abisso e dando loro un ulteriore significato. Quello del team di Oakland è un sogno che ha scritto “America” sopra: tutti in questa terra hanno una seconda possibilità, una chance di vedere il loro desideri realizzati. È il mito fondativo di una nazione che si perpetua nell'immaginario comune grazie al cinema da più di un secolo. Tuttavia, quest'epica (o etica?) si fa ancora più universale, travalicando qualsiasi confine nazionale, lasciando impressa una lezione che tocca le corde del cuore, emozionando in maniera unica. Nella vita non si gioca per vincere, l'importante è mettere in gioco sé stessi.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa