OCCUPY WALL STREET - The People's Library


Una biblioteca: è il luogo che accumuna i Padri Pellegrini del Mayflower al movimento di Occupy Wall Street. Se la percezione di un mondo nuovo è diametralmente differente, l'idea di catalogare e divulgare è una caratteristica tipicamente americana: non è un caso che la Library of Congress sia il più grande archivio cartaceo esistente

Chiunque si sia approcciato alla storia del colonialismo americano ha notato come la diffusione della cultura fosse una caratteristica costante delle migrazioni puritane. I severi ed austeri fanatici religiosi che si insediarono sulla costa atlantica destinavano una parte dei loro improvvisati villaggi alla costruzione di una biblioteca. L’idea stessa che tutta la popolazione sapesse leggere e scrivere li ossessionava: secondo la loro dottrina, solo attraverso un’alfabetizzazione di massa era possibile sconfiggere l’ignoranza che aveva condotto alla falsa verità del cattolicesimo. Ovviamente, la prospettiva del mondo nuovo dei puritani era limitata ai vincoli della loro fede: tuttavia, la conoscenza delle basi della filosofia e delle scritture teologiche era il fondamento stesso della comunità che si raccoglieva intorno al predicatore. Non è un caso che una delle prime insolite peculiarità delle colonie sia stata la diffusione delle università: chi promuoveva la Bibbia doveva essere pronto a rispondere a qualsiasi tipo di contestazione dialettica e doveva formarsi nel migliore dei modi. Nei pressi di Boston venne subito fondata l’università di Harvard: era il 1636 e il Mayflower era arrivato a Plymouth da appena sedici anni. Il nucleo iniziale della struttura fu la collezione lasciata in eredità da John Harvard. Il giovane pastore aveva regalato i suoi quattrocento libri al più antico insediamento puritano: oggi, la sua vecchia raccolta è diventata la terza biblioteca del mondo e conta quindici milioni di volumi… Non è un caso che a Zuccotti Park si sia spontaneamente formata un'altra biblioteca: è un’altra dimostrazione di come Occupy Wall Street sia un’espressione di dissenso che si muove attraverso strumenti fortemente radicati nella tradizione americana. L’iniziativa è partita da Betsy Fagin, una ragazza di Brooklyn con un passato da scrittrice: un giorno ha visto dei libri per terra e ha chiesto agli organizzatori se non fosse il caso di creargli uno spazio dedicato. Tuttavia, resta il fatto che la biblioteca è stata subito avvertita come un’urgente esigenza dei manifestanti. E’ una caratteristica che unisce i Padri Pellegrini a quelli che il fumettista Frank Miller ha recentemente definito arroganti, ladri e stupratori. Per quanto muovessero da ideali diversi, i puritani erano i grandi riformatori della loro epoca ed erano talmente fastidiosi che Giacomo I fu costretto a mandarli dall’altra parte del mondo. Se avesse avuto il controllo di quello che facevano, probabilmente li avrebbe sgomberati senza troppi complimenti, prima che diventassero una potenza capace di sfidare il Regno Unito. O prima che il loro desiderio di rappresentanza facesse rotolare la testa di suo figlio Carlo I… Il sindaco di New York non ha voluto correre lo stesso rischio: dopo settimane di agitate ricerche, Michael Bloomberg ha finalmente trovato il pretesto per togliere di mezzo l’improvvisato villaggio che era sorto a pochi passi da Wall Street. L’occupazione continuativa di uno spazio privato come Zuccotti Park minava la salute pubblica di otto milioni di abitanti: la comunità è stata sgomberata per questioni di decoro, per un cavillo legale che impone la pulizia del giardino almeno una volta a settimana. Le operazioni di risanamento hanno distrutto l’improvvisata biblioteca del movimento, che era stata ribattezzata People’s Library. Nelle poche settimane della sua esistenza, la struttura di Zuccotti Park ha funzionato in modo da meritarsi questo nome: era aperta sette giorni su sette e prestava servizio ventiquattro ore su ventiquattro. Il giorno dello sgombero temporaneo era arrivata a contare cinquemila libri e a servire la connessione wi-fi a tutta la zona: per quanto rispettasse il comandamento anti-gerarchico della protesta e il servizio fosse puramente volontario, la People’s Library prestava libri sulla base dell’honor system ed organizzava periodici incontri con tutti i letterati che desideravano partecipare. Il quindici novembre gli zelanti poliziotti del NYPD hanno trattato la speciale tenda esattamente come le altre e hanno gettato i libri insieme agli altri rifiuti: in questo modo, hanno fornito un’occasione a chi non attendeva altro che paragonare il loro rastrellamento ai roghi di autoritaria memoria. Nel momento in cui l’amministrazione si era resa conto del suo errore, ha cercato di rimediare con la rassicurazione che i libri erano conservati in appositi contenitori sanitari insieme all’immondizia ordinaria… Pare che ne siano sopravvissuti circa mille: tra questi non c’è Bloomberg by Bloomberg, l’autobiografia del primo cittadino di New York. Tuttavia, la People’s Library è tornata a rivivere non appena Occupy Wall Street ha ripreso il possesso della piazza: il suo catalogo di donazioni si è rapidamente ripreso dopo le perdite dell’evacuazione ed è in costante aumento. Secondo la lista che si può consultare su www.librarything.com/catalog/OWSLibrary, adesso avrebbe contato quasi settemila titoli: il primo dei quali resta sempre T.A.Z.: The Temporary Autonomous Zone, Ontological Anarchy, Poetic Terrorism... Quali che saranno le sorti di una movimento che si è autonominato il 99%, la sua biblioteca è già riuscita a testimoniare e a preservare la sua azione. Del resto, la Library of Congress è il più grande archivio cartaceo del mondo: come se le autorità americane ancora temessero che il governo dal popolo, del popolo, per il popolo abbia a perire da questa terra senza lasciare traccia.

 

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