FILM IN TV: MANHUNTER di Michael Mann

Al di la dello specchio, del lato umano con cui ci confrontiamo ogni giorno. L'agente Will Graham inizia la sua disperata e cieca corsa verso i confini della ragione, dove la fragilità della mente si scontra con le torbidi ossessioni degli istinti primordiali. Giovedì 25/8 ore 4:00 Italia 1.

Una saga, un unico e interminabile viaggio nei labirinti celebrali dei serial killer. Punto di partenza: il romanzo di Thomas Harris Red Dragon. Ma prima dell'omonimo film diretto da Brett Ratner nel 2002, del precedente Hannibal di Ridley Scott e del Silenzio degli innocenti di Demme, Michael Mann (Strade Violente, Heat, Insider) tira fuori dal cilindro la sua versione. Definendo e marchiando  i contorni del genere. Come in una tesissima partita di poker, in cui le carte dell'avversario sono fatalmente coperte, così Manhunter nasconde allo sguardo ciò che può solo essere immaginato, pedine inconsapevoli di un torbido travaglio mentale. Will Graham (William Petersen) è un  agente dell'Fbi in congedo. Un cacciatore di serial killer a riposo che porta sul corpo e nell'animo i segni dell'ultima impresa: la cattura del Dott. Lektor (Brian Cox), in questo capitolo cinematografico ancora in ombra, ma pronto a raggelare i successivi episodi. Tirato di nuovo in gioco dal collega Jack Crawford (Dennis Farina) Graham accetta di condurre le indagini per anticipare le mosse del massacratore di famiglie soprannominato: Tooth Fairy. Convulsa, viscerale, a tratti delirante, la mente di Graham è in continua tensione. Così come la regia di Mann. Il cacciatore e la preda si studiano da lontano. I loro riflessi sono deboli immagini che si disperdono nel continuo cortocircuito di sistemi: filmini casalinghi, foto, messaggi. Segnali visivi che dimostrano come i confini mentali possono facilmente esplodere a contatto con le pulsioni viscerali. Un duello a distanza, un vortice di ripetute connessioni visive, come se entrambi, Graham e Tooth Fairy, fossero spettatori delle proprie azioni. Solo una superficie trasparente sembra dividerli: sottile, impalpabile. Proprio in quel punto, centro propulsore delle azioni umane, la macchina da presa si ritaglia consapevolmente il ruolo che le spetta, infondendo lo scarto decisivo ad una ferrea sceneggiatura. Cacciatore e assassino corrono disperati verso il loro destino, consapevoli che l'epilogo finale non è altro che l'ultimo e deciso  frammento per la ricomposizione dello specchio che li ha tenuti lontani.

MANHUNTER di Michael Mann
con William Petersen, Kim Greist, Brian Cox, David Seaman, Dannis Farina
USA 1986 (115')
Giovedì 25 agosto ore 4:00 Italia 1.

La_stagione_2005/2006

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