Courmayeur Noir in festival 2010 – Omaggio a Jim Thompson e Alain Corneau, e ritorno sulla strage di Bologna

Spazio a Jim Thompson, grande scrittore noir americano fonte di ispirazione di molti registi (Kubrick in particolare) che il festival omaggia presentando Série Noire del francese Alain Corneau, ricordando dunque al contempo anche il leggendario regista scomparso di recente. Grande attenzione degli organizzatori anche per il documentario di Matteo Pasi sulla strage alla stazione di Bologna il 2 agosto del 1980

serie_noire_1Jim Thompson è uno dei più grandi scrittori della letteratura noir americana e il cinema ha attinto a piene mani dai suoi scritti – collaborò tra l’altro alla sceneggiatura di Rapina a mano armata, Orizzonti di gloria e The Getaway – da ultimo ricordiamo The killer inside me, il discusso lungometraggio di Michael Winterbottom. Il Noir in festival ha omaggiato lo scrittore presentando il film Série Noire del francese Alain Corneau girato nel 1979 e tratto dal romanzo A hell of woman del 1954. Le coordinate spaziali del racconto si spostano dalla provincia americana alla banlieue parigina e narrano le grottesche vicende di Frank Poupart (Patrick Deawere), uno stravagante venditore porta a porta che deve vedersela con un principale dispotico ed una moglie che lo trascura. Fino a che non troverà l’occasione della vita. Tutto il film è pervaso da una sorta di frenesia allucinata (amplificata dalla straordinaria interpretazione di Deawere) a cui si aggiunge una periferia parigina dai colori lividi e cupi che infligge allo sguardo un senso di oppressione permanente. In tale contesto socio-ambientale la solitudine e l’alienazione sono compagne quotidiane del protagonista che alterna momenti di lucidità ad attimi di totale e folle straniamento verso l’ambiente che lo circonda. E proprio quando la tragedia è al suo culmine, quando sembra che non ci sia più alcuna speranza per Poupart, il regista vira bruscamente mettendo in scena un happy end tanto inaspettato quanto necessario per compensare l’estrema durezza della vicenda raccontata.
bologna1soloerroreIl 2 agosto 2010 è stato il trentennale della strage di Bologna. Alle 10,25 di una calda giornata estiva, una valigia piena di tritolo esplode nella sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Bologna, il bilancio è drammatico: 85 morti e 200 feriti. Per ricordare questo evento, uno dei più tragici e vili della storia del nostro Paese, il Noir in festival ha presentato in anteprima nazionale il documentario Un solo errore: 2 agosto 1980 di Matteo Pasi. Il lavoro del regista ravennate non è ancora terminato e dunque il fatto di averlo a Courmayeur assume ancora più valore per il festival. Il work in progress è diviso sostanzialmente in tre parti, immagini di repertorio, interviste ai superstiti ed ai famigliari delle vittime ed interventi dei pubblici ministeri del processo e dei giornalisti che seguirono – e seguono a tutt’oggi – la vicenda. Frammenti visivi appartenenti ad un’altra epoca ma ancora terribilmente attuali: le barelle, le ambulanze (persino un autobus trasformato in veicolo di soccorso), i cittadini che si prodigano per salvare vite e da qui prende origine il titolo: l’errore commesso è stato proprio quello di far esplodere la bomba, perché tale terribile atto non ha piegato le gambe (e la testa) dei bolognesi (la città è stata insignita della medaglia d’oro al valor civile). Molte domande ancora senza risposta ed una scuola italiana  che dispensa scarse e vaghe informazioni sulla tragedia, ragione per la quale c’è una grande volontà di comunicazione verso i giovani, per far sì che non ci si dimentichi dell’accaduto, un dovere civile e morale da tramandare alle generazioni future. 
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