Courmayeur Noir in festival 2010 – "Los ojos de Julia", di Guillem Morales (Fuori Concorso)
Ai già affermati registi Del Toro e Balaguerò, si aggiunge un altro nome, quello di Guillem Morales che, sotto l’egida dello stesso Del Toro, qui in veste di produttore, mette in scena il “viaggio nell’oscurità” di Julia
Il cinema thriller ed horror spagnolo sta crescendo film dopo film sotto tutti i punti di vista : produttivo (i mezzi a disposizione non sono più tanto limitati), contenutistico (sceneggiature ben congeniate) e formale (buona capacità espressiva). Non sembra conoscere crisi d’ispirazione ed ai già affermati registi Del Toro e Balaguerò, si aggiunge un altro nome, quello di Guillem Morales che, sotto l’egida dello stesso Del Toro, qui in veste di produttore, mette in scena il “viaggio nell’oscurità” di Julia (Belén Rueda), giovane donna affetta da una grave malattia agli occhi che progressivamente la porterà alla cecità, stesso male che ha colpito la sorella gemella Sara, morta suicida. Julia si rifiuta di credere al suicidio della sorella e comincia ad indagare imbattendosi in una serie di morti inspiegabili ed orribili segreti. La ragazza cieca che rischia la propria incolumità è tema già affrontato in passato (si pensi alla bravissima Mia Farrow in Terrore cieco di Richard Fleischer e a Gli occhi della Notte di Terence Young con protagonista un’indimenticabile Audrey Hepburn) ma poco importa la non originalità della trama se il film ha una solida struttura narrativa capace di attraversare 112 minuti senza mai incappare in cadute di tensione. Morales è bravo a creare una fitta rete di labirinti talmente ben congeniati da provocare alla protagonista uno spaesamento psicologico (chi sto cercando e dove) progressivo ed inarrestabile. La splendida fotografia di Oscar Faura contribuisce poi a dare senso e forma alla perdita di punti di riferimento – persone e cose – di Julia (e dello spettatore) utilizzando un’avvolgente pastosità dei colori e tramutando i corpi in una forma astratta, fantasmatica. Ma l’opera di Morales non si limita solo ad essere un thriller carico d’atmosfera spingendosi ben oltre e raccontando un’ intensa storia d’amore che travalica i confini della morte. La bravura del regista dunque, sta anche nella capacità di contaminare i generi, fondendoli armoniosamente e dando vita ad un’opera intensa ed emozionale che non lesina momenti di pura tensione.
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