Trieste Film Festival 2011 - Per un cinema indipendente


Torna a Trieste uno degli eventi cinematografici italiani più entusiasmanti ed esclusivi del panorama italiano, con un festival che rappresenta ormai da anni la preziosa occasione per uno sguardo privilegiato sul cinema dell’Europa centro-orientale. E quest'anno c'è anche il Premio Corso Salani

auroraTorna a Trieste uno degli eventi cinematografici italiani più entusiasmanti ed esclusivi del panorama italiano, con un festival che rappresenta ormai da anni la preziosa occasione per uno sguardo privilegiato sul cinema dell’Europa centro-orientale. L’edizione numero ventidue del Trieste Film Festival è infatti pronta a cominciare, e lo fa con un evento di grande richiamo: aprirà infatti Cirkus Columbia, il film di Danis Tanović (apprezzato e celebre regista bosniaco, già premio Oscar per No man’s  land nel 2002), il quale sarà presente in sala alla proiezione inaugurale, che avrà luogo al Teatro Miela.
Sono tre le sezioni ufficiali a concorso. Il Concorso Internazionale Lungometraggi prevede otto pellicole in gara, tutte in anteprima italiana. Tra queste, molte rappresenteranno i propri paesi all’Oscar nella categoria del miglior film straniero e una, quella rumena, è un’opera prima girata con attori non professionisti. Il programma, in attesa delle proiezioni che possano confermare o smentire le impalpabili impressioni generali, lascia intravedere spiragli di interesse e originalità soprattutto con Aurora di Cristi Puiu, affezionato e onnipresente partecipante al festival triestino, e il serbo Tilva Roš di Nikola Ležaić, che ha vinto l’ultima edizione del festival del cinema di Sarajevo.
La sezione ufficiale dedicata ai cortometraggi, che assegna il Premio Mediterraneo Cinema, è composta da diciassette opere. Tra produzioni croate, bulgare, serbe, greche, estoni, solo per citare alcune delle nazioni partecipanti, trovano posto anche due pellicole italiane: si tratta di Rita di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, selezionato all’ultimo festival di Cannes, e dell’inquietante Storia di nessuno di Manfredi Lucibello. Questa sezione sarà affiancata da una sezione omologa, non competitiva, in cui si potranno ammirare alcuni corti di animazione.
Il Concorso Internazionale Documentari consta invece di sedici pellicole, anch’esse in anteprima nazionale. Le tematichetilva ros analizzate e proposte dai documentari in concorso sono delle più varie, suscitando senza dubbio interesse e curiosità: nazionalismo georgiano, bizzarrie zingaresche, metacinema ungherese, uno sperduto confine russo, l’illusione cinematografica dell’ex Jugoslavia, il miracolo di una squadra di calcio russa e ricca, l’irruzione di uno stabilimento automobilistico nelle campagne della Repubblica Ceca.
Non mancano, ovviamente, le iniziative collaterali del festival. Tra queste, da segnalare il Premio Corso Salani, che intende sostenere i progetti in itinere dei giovani registi indipendenti italiani, aiutandoli economicamente nel completamento. Sono stati selezionati cinque progetti, che saranno giudicati in una proiezione aperta al pubblico.
Si segnalano, inoltre, altre due interessanti iniziative: il progetto quinquennale “Lo schermo triestino”, che quest’anno si avvale della presenza del critico Callisto Cosulich, e “When East Meet West”, incontro di co-produzione organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli-Venezia Giulia e lo stesso Trieste Film Festival, con diverse collaborazioni esterne, che ha l’obiettivo di incoraggiare la cooperazione tra Italia e paesi dell’Europa orientale e occidentale.
La retrospettiva di quest’anno, infine, è dedicata a Sergej Loznitsa, regista russo-tedesco già ospite in passato del Trieste Film Festival con alcuni documentari, di cui si propongono dodici opere, a partire dal 1996.

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