BERLINALE 61 – “True Grit”, di Joel e Ethan Coen (Fuori concorso)


Raggelato nei perfezionismi formali di una confezione impeccabile – 10 nomination agli Oscar – l’ultimo film dei Coen riesce a liberarsi dai consueti gangli di un cinema prevalentemente fatto di testa solo nella seconda parte, dove l’avventura sposa il racconto fiabesco finendo la sua corsa sui vuoti malinconici di un tempo che scorre inesorabile

 

true grit, il grintaÈ animato sin dall’inizio dallo sguardo fanciullo della giovane Mattie Ross (Hailee Steinfeld), vera protagonista di questa storia di formazione al femminile in un western dominato da uomini e polvere da sparo. La soggettiva di Mattie cerca nella confusione ridanciana di un’aula di tribunale il Mito, che ha la postura ubriaca e pesante del “Drugo Lebowski” Bridges, il nuovo Grinta della versione Coen che fonde l’anticonformismo grottesco di molti personaggi coeniani con il crepuscolarismo antieroico dei grandi western dei primi anni Novanta – non solo ovviamente l’irraggiungibile Unforgiven eastwoodiano, ma anche il Wyatt Earp di Kasdan e soprattutto il sottovalutatissimo Wild Bill di Walter Hill, anch’esso interpretato da Bridges, anche lì racconto e riflessione su un eroe al tramonto. In questo paese per vecchi la giovane Mattie cerca il suo “spazio”, crea il suo mondo mitizzato inseguendo una leggenda che forse esiste solo nei sogni e nei racconti. Nonostante tutto ingaggia il Grinta e il texano LeBouef (Matt Damon) per vendicare la morte del padre, ucciso dal fuorilegge Tom Chaney (Josh Brolin). Inizia così l’erranza dei tre alla caccia della banda di criminali, alla scoperta di una wilderness che vuol rivisitare il Mito e allo stesso tempo “riscriverlo” con andatura compassata, prendendosi pause, digressioni drammaturgiche e caricaturali, come se la cura dei dettagli in sè fosse sufficiente a creare emozione.
Scavalcando di netto il film del 1968 di Hathaway interpretato da John Wayne, i Coen attingono a piene mani dalla novella di Charles Portis, sprigionando un’aderenza filologica al testo letterario e all’ambientazione storica per loro inedite e consegnando forse definitivamente il proprio cinema alla raffinatezza visionaria di Roger Deakins.  Raggelato nei perfezionismi formali di una confezione impeccabile – 10 nomination agli Oscar, Spielberg produttore esecutivo, successo di pubblico e di critica negli States – l’ultimo film dei Coen riesce a liberarsi dai consueti gangli di un cinema prevalentemente fatto di testa solo nella seconda parte, dove l’avventura sposa il racconto fiabesco finendo la sua corsa sui vuoti malinconici di un tempo che scorre inesorabile.

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa