MILANO 21 – "Rompecabezas", di Natalia Smirnoff (Concorso Lungometraggi)
Rompecabezas della esordiente argentina Natalia Smirnoff , sotto le vesti della commedia è una divertita metafora sulla vita che attinge con libertà ed autonomia espressiva, a certe costanti del cinema sudamericano e argentino in particolare. Maria è abile a ricomporre i puzzle e questo gioco diventa lo strumento per sfidare, con un silenzioso, ma efficace atteggiamento, le convenzioni familiari. Un tragitto che porta per vie traverse all’emancipazione e all’affermazione della propria personalità
Natalia Smirnoff, esordiente autrice argentina, con il suo originale Rompecabezas, sembra volersi chiedere per quante e quali strade passi l’emancipazione femminile. Per darsi una possibile risposta utilizza una storia schietta, sincera, come il volto attempato, ma non sottomesso, di Maria Onetto, protagonista indiscussa di questo film che sul filo di una divertente commedia raddensa non irrilevanti temi personali e collettivi.
Maria madre di due figli in età per lasciare la famiglia, moglie in un solido menage un po’ consumato dalla quotidianità, scopre la propria capacità a comporre i puzzle quando, al suo cinquantesimo compleanno, qualcuno le ha regalato una scatola con i pezzi da comporre.
La consueta normalità familiare sembra avere sopito ogni istinto della ancora piacente donna che nell’incipit si aggira con fare nevrotico tra forni e fornelli per servire ai propri ospiti la cena per la sua festa dei cinquant’anni. In verità Maria non sembra essere la festeggiata, quanto piuttosto la servizievole donna di casa dedita alla cucina di una striscia di Mordillo. Ma qualcosa spezza la routine, un piatto rotto che Maria, come in un gioco, vorrebbe ricomporre, un puzzle da risolvere, che sembra la metafora della vita, pezzi da rimettere insieme, particolari da guardare all’interno di un disegno complessivo, in un’operazione che già fu di Capra in La vita è meravigliosa. La scoperta di questa inusuale abilità nel riconoscere il pezzo mancante, fa di Maria una dotata giocatrice di rompicapi, tanto da fare coppia con Roberto per tentare la scalata al mondiale del puzzle che si terrà in Germania. Una sottile e divertente ironia accompagna le mezze verità con le quali Maria giustifica in famiglia le proprie assenze, ma la Smirnoff è abile nel rifuggire da qualsiasi drammatizzazione che porti ai temi della gelosia e del sospetto. Rompecabezas vuole restare una commedia, una divertita metafora sulla vita attingendo, con libertà ed autonomia espressiva, a certe costanti del cinema sudamericano e argentino in particolare, come ad esempio la sottile e costante ironia nel guardare alla vita e alle sue complicate relazioni.
In questa progressiva scoperta delle proprie abilità Maria tira fuori la propria autentica natura, il proprio orgoglio, la propria caparbia ostinazione e non esita a sfidare le convenzioni familiari senza strepiti e scenate, ma con il silenzioso atteggiamento di chi sa ciò che vuole e conosce molto bene la strada per raggiungerlo. Il percorso quindi si trasforma, imboccando la strada della metafora, in un tragitto che porta all’emancipazione, all’affermazione, alla consapevolezza di possedere un dono da mettere a frutto. Maria, dopo una sbandata, rinsalda il proprio legame con il marito, ma ora su basi nuove, con nuove prospettive, in un reciproco e differente – rispetto al passato – rispetto delle opinioni. Su queste nuove regole Maria comprende che può anche rinunciare al viaggio in Germania per partecipare al campionato mondiale di puzzle, perché ora la sua vita è mutata, i pezzi sono stati ricomposti e il disegno più difficile da realizzare è sotto i suoi occhi, la sua famiglia che ora può anche vivere senza di lei perché lei è sola in un prato, sotto il sole a gustarsi una mela e a viversi la sua vittoria.
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