Telefilm Festival 2011 - "Camelot"
Decisamente intrigante il tentativo di Michael Hirst (già dietro a The Tudors, la fortunata serie con Jonathan Rhys Meyers) e Chris Chibnall, creatori di Camelot, che prova a ricalcare fedelmente la leggenda alla base della Materia di Britannia.
Insomma, giudizio eccellente per quanto riguarda la puntata pilota. La serie è però stata cancellata al termine del primo ciclo per gli eccessivi problemi di produzione
Lontano nei meandri della leggenda, chissà dove chissà quando, Uther Pendragon, re della Britannia, viene avvelenato dalla perfida figlia Morgana, pronta ad insediarsi sul trono. E il piano sarebbe perfettamente congeniato se non fosse per l’astuzia e la prontezza di Merlino, fidato mago di corte. Poco prima che il sovrano esali il suo ultimo respiro, il fedele suddito riesce a far riconoscere, attraverso testamento, Artù come legittimo erede.
Il futuro sovrano, giovane sfrontato e sciupafemmine, si gode l’esistenza insieme al fratello Kay e vive ignaro delle intricate trame di corte, fin quando Merlino non si presenta alla porta di quelli che scopre essere i suoi genitori adottivi. Il dovere, la corona, lo chiama.
Il compito è impervio e gravoso, proseguire sulle orme di Uther e salvare il regno prima che cada in mani nefaste.
Ancor prima di Lancillotto, di Ginevra, dei grandi fasti di Camelot (che è solo un bellissimo castello in disuso da decadi). Ecco come tutto ebbe inizio.
Decisamente intrigante il tentativo di Michael Hirst (già dietro a The Tudors, la fortunata serie con Jonathan Rhys Meyers) e Chris Chibnall, creatori di Camelot, che prova a ricalcare fedelmente la leggenda alla base della Materia di Britannia. Dopo Merlin, telefilm troppo edulcorato e probabilmente eccessivamente adolescenziale, si punta su un pubblico più adulto, grandi scenografie, splendidi costumi. Ma, più di tutto, un cast strepitoso che annovera nomi come Joseph Fiennes, Claire Forlani e Eva Green. Atto
ri che danno spessore e nuova linfa a personaggi più volte proposti da cinema e letteratura nel corso del tempo. Fiennes è un Merlino ambiguo dallo sguardo spiritato, personaggio estremamente affascinante, tanto imprevedibile quanto enigmatico. Eva Green è l’incarnazione perfetta di Morgana, strega senza scrupoli, bella come l’illusione di scampare ad una morte certa. I due monopolizzano la scena, ogni volta che entrano nell’inquadratura.
Artù è il giovane Jamie Campbell Bower, forse un po’ troppo pulitino e femmineo, sicuramente in simbiosi con l’idea di raccontare i primi passi del sovrano, ancora insicuro e poco determinato.
La puntata pilota rispetta le attese, delinea già alla perfezione ogni singolo personaggio, lasciandone presagire numerose sfaccettature, e convince in tutti i sensi. Non si può negare come storie di questo tipo non passino mai di moda. Gli elementi succitati, uniti ad una confezione sontuosa, spiegano alla perfezione come mai, ancor oggi, la gente le segua ancora con passione.
Se ci si pensa bene, Artù e il microcosmo creato dal ciclo Bretone, nient’altro sono se non antesignani dei supereroi odierni. Oltre che la sempre appassionante lotta archetipica fra il bene e il male. Grandi poteri e grandi responsabilità. Elementi sovrannaturali (la magia, non lo è?) e forti messaggi morali alla base, nonché allegorie di vario tipo (il cavaliere come simbolo supremo di giustizia, proprio come un supereroe). Specchietti per le allodole sempre succulenti; pochi a non subirne il fascino, giustamente.
E se, come successo recentemente per tanti eroi fumettistici, questo Camelot (come sembra) riuscisse a dare ulteriore spessore umano e narrativo ad alcune figure leggendarie, non resterebbe che levarsi il cappello.
Insomma, giudizio eccellente per quanto riguarda la puntata pilota. Il rischio, forse, è quello di perdersi nel tempo. Non nuoce essere ottimisti.
C'è poco da essere ottimisti invece sulla possibilità di una seconda stagione, la serie infatti è stata cancellata al termine del primo ciclo per gli eccessivi problemi di produzione.
Il futuro sovrano, giovane sfrontato e sciupafemmine, si gode l’esistenza insieme al fratello Kay e vive ignaro delle intricate trame di corte, fin quando Merlino non si presenta alla porta di quelli che scopre essere i suoi genitori adottivi. Il dovere, la corona, lo chiama.
Il compito è impervio e gravoso, proseguire sulle orme di Uther e salvare il regno prima che cada in mani nefaste.
Ancor prima di Lancillotto, di Ginevra, dei grandi fasti di Camelot (che è solo un bellissimo castello in disuso da decadi). Ecco come tutto ebbe inizio.
Decisamente intrigante il tentativo di Michael Hirst (già dietro a The Tudors, la fortunata serie con Jonathan Rhys Meyers) e Chris Chibnall, creatori di Camelot, che prova a ricalcare fedelmente la leggenda alla base della Materia di Britannia. Dopo Merlin, telefilm troppo edulcorato e probabilmente eccessivamente adolescenziale, si punta su un pubblico più adulto, grandi scenografie, splendidi costumi. Ma, più di tutto, un cast strepitoso che annovera nomi come Joseph Fiennes, Claire Forlani e Eva Green. Atto
ri che danno spessore e nuova linfa a personaggi più volte proposti da cinema e letteratura nel corso del tempo. Fiennes è un Merlino ambiguo dallo sguardo spiritato, personaggio estremamente affascinante, tanto imprevedibile quanto enigmatico. Eva Green è l’incarnazione perfetta di Morgana, strega senza scrupoli, bella come l’illusione di scampare ad una morte certa. I due monopolizzano la scena, ogni volta che entrano nell’inquadratura.Artù è il giovane Jamie Campbell Bower, forse un po’ troppo pulitino e femmineo, sicuramente in simbiosi con l’idea di raccontare i primi passi del sovrano, ancora insicuro e poco determinato.
La puntata pilota rispetta le attese, delinea già alla perfezione ogni singolo personaggio, lasciandone presagire numerose sfaccettature, e convince in tutti i sensi. Non si può negare come storie di questo tipo non passino mai di moda. Gli elementi succitati, uniti ad una confezione sontuosa, spiegano alla perfezione come mai, ancor oggi, la gente le segua ancora con passione.
Se ci si pensa bene, Artù e il microcosmo creato dal ciclo Bretone, nient’altro sono se non antesignani dei supereroi odierni. Oltre che la sempre appassionante lotta archetipica fra il bene e il male. Grandi poteri e grandi responsabilità. Elementi sovrannaturali (la magia, non lo è?) e forti messaggi morali alla base, nonché allegorie di vario tipo (il cavaliere come simbolo supremo di giustizia, proprio come un supereroe). Specchietti per le allodole sempre succulenti; pochi a non subirne il fascino, giustamente.
E se, come successo recentemente per tanti eroi fumettistici, questo Camelot (come sembra) riuscisse a dare ulteriore spessore umano e narrativo ad alcune figure leggendarie, non resterebbe che levarsi il cappello.
Insomma, giudizio eccellente per quanto riguarda la puntata pilota. Il rischio, forse, è quello di perdersi nel tempo. Non nuoce essere ottimisti.
C'è poco da essere ottimisti invece sulla possibilità di una seconda stagione, la serie infatti è stata cancellata al termine del primo ciclo per gli eccessivi problemi di produzione.
Creatore: Michael Hirst e Chris Chibnall
Interpreti: Joseph Fiennes, Eva Green, Jamie Campbell Bower, Claire Forlani, Tamsin Egerton, Peter Mooney, Clive Standen, Diarmaid Murtagh
Numero episodi: 10 (serie 1)
Origine: Irlanda/Canada, 2011
Canale Usa: Starz
Canale Italia: Joi
Durata episodio: 50'
Interpreti: Joseph Fiennes, Eva Green, Jamie Campbell Bower, Claire Forlani, Tamsin Egerton, Peter Mooney, Clive Standen, Diarmaid Murtagh
Numero episodi: 10 (serie 1)
Origine: Irlanda/Canada, 2011
Canale Usa: Starz
Canale Italia: Joi
Durata episodio: 50'
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- venezia 67
- DVD
- horror
- ben affleck
- michael fassbender
- serie tv
- animazione
- nanni moretti
- jessica chastain
- james franco
- clint eastwood
- woody allen
- brad pitt
- torino 29
- cinema spagnolo
- oscar
- Isabelle Huppert
- documentario
- 3D
- joaquin phoenix
- david fincher
- venezia 68
- matt damon
- torino film festival 28
- Cannes 65
- Sean Penn
- cinema orientale
- hbo
- leonardo di caprio
- cinema americano
- Martin Scorsese
- david cronenberg
- cinema italiano
- cinema indipendente
- film tratti da libri
- steven spielberg
- marion cotillard
- robert de niro
- cinema francese
- cinema giapponese
- Corso Salani
- Kate Winslet
- Jafar Panahi
- cinema UK
- Festival di Roma
- cannes 64
- Johnny Depp
- cannes 2011
- george clooney
- trailer
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






.jpg)