Roma Fiction Fest 2011- Una cosa divertente che (forse) non farò mai più


Si è aperta con contestazioni e polemiche e si è conclusa con l'annuncio di 15 milioni stanziati per le produzioni cine-televisive nel Lazio. La V edizione del Roma FictionFest ha chiuso i battenti domenica 30 settembre, tra rombi di Ferrari e anziane dive post-punk, super-serie americane multimiliardarie e piccole sorprese d'autore

Chissà se Gina Lollobrigida sarebbe stata d’accordo con David Foster Wallace. Forse l’ha già messo in conto, la Lollo, o forse no: forse è sua abitudine e non intende abbandonarla, quella di sfrecciare su una Ferrari come un pilota professionista in libera uscita.
Sì perché a voler fare un resoconto dei cinque giorni di Fiction Fest, si dovrebbe ammettere che valeva la pena di partecipare anche solo per assistere allo spettacolo inaspettato quanto straordinario della nostra Ginetta nazionale che si dimenava alla guida di una Ferrari con tanto di anonimo copilota silente e spaurito.
Piramide di boccoli settecenteschi e ardire da aviatore d’esperienza, la diva si cimentava in inaudite giravolte e testa coda in picchiata, così, indisturbata e anonima, tra i viali periferici e meno illuminati dell’Auditorium.
 
Perturbante proprio perché nascosta dai suoi stessi rombi assordanti, scambiata per un qualsiasi giovincello in vena di protagonismo scalmanato dalla gente che camminava frettolosamente per arrivare al red carpet a vedere proprio lei, la super Lollo Baronessa Rossa, che atterrava con foga e smontava dalla carrozza fiammante, concedendosi a fotografi e ammiratori. Il vero spettacolo del Fiction Fest. Sublime e punk.
La nostra Joan Jett di Subiaco, classe 1927, era ospite d’onore al Festival per la proiezione di Schuberth – L’Atelier della Dolce Vita, documentario dedicato al sarto delle dive e delle regine.
 
A parte questo gioiello di unheimlich le visioni emozionanti alla quinta edizione del Fiction Fest di Stefano Della Casa non sono state molte, ma ci sono comunque state.
La conferenza stampa d’apertura, per esempio, avvincente per il fuori programma della contestazione dei lavoratori della scorsa edizione in attesa di stipendio, con tanto di Jimmy Ghione inviato dell’onnipresente – o quasi – Striscia la notizia, accanto ad una Polverini in evidente imbarazzo telefonico.
E fortuna che c’era Jim Belushi che, vero deus ex-machina in missione per conto di Dio, ha proposto, frugandosi nelle tasche dei pantaloni, di rimediare lui al debito.
Belushi, a chi gli chiedeva durante la Masterclass che ha tenuto all’Auditorium, che cosa e chi conoscesse della tv italiana, avendo vissuto per un po’ nel nostro Paese all’epoca di Dimenticare Palermo di Rosi, ha risposto che non conosceva altro che una strana trasmissione di strip-poker condotta da un signore soprappeso di cui aveva tentato di comprare i diritti senza riuscirci, dato che probabilmente Francis Ford Coppola l’aveva bruciato sul tempo. Un tuffo catodico nel trash italico degli anni’80 alle spalle dell’ignaro regista de Il Padrino.
 
A parte il colpo grosso di Jim, senz’altro positiva la scelta di cambiare il periodo, – dall’abituale luglio a fine settembre, – e i luoghi ed emigrare dall’Adriano all’Auditorium, occupando la Casa del Cinema con la retrospettiva Noi ridevamo, dedicata a quattro grandi attori che hanno spaziato dal teatro al cinema alla tv: Chiari, Gassman, Tognazzi e Manfredi.
Il legame con il cinema nell’omaggio ai quattro grandi attori è evidente.
Come se si sentisse il bisogno e la necessità di rinnovare la struttura ultra-consueta della cosiddetta fiction, italiana e non. Cosa non facile ma possibile.
 
E infatti, oltre ai prevedibili esiti delle anteprime di Tutti pazzi per amore 3 e Distretto di Polizia 11 ( ebbene sì: 11), tanto rumore per Spielberg e la sua costosissima Terra Nova. Giurassica e magniloquente, annunciata come l’evento televisivo dell’anno, la serie sarà in onda dal 4 ottobre, ogni martedì alle 21.00 su Fox. Dinosauri, – almeno uno ad ogni puntata, promette il press-book – ed effetti super-speciali per la famiglia Shannon, in spedizione spazio-temporale agli albori della civiltà: un ritorno al passato per salvare il futuro. L’anello di congiunzione tra Avatar e Jurassic Park, come l’ha definita l’Hollywood Reporter, piacerà probabilmente agli amanti dell’epos tecnologico e degli effetti visivi. Pochi gli effetti emotivi.
 
 

Quanto alle emozioni, molte ne ha date Liliana Cavani, una donna nel cinema, bel documentario di Peter Marcias, presentato tra gli Eventi Speciali, che ripercorre attraverso le parole della stessa Cavani, la carriera della regista, dagli esordi in Rai fino alle ultime fiction Einstein e De Gasperi.

 

 La Cavani era presente anche con Troppo Amore, primo episodio di Mai per amore, collana tv dedicata alla violenza sulle donne, in onda prossimamente su Rai Uno. Un progetto interessante, che vede tra gli altri registi Margarethe Von Trotta e Marco Pontecorvo.

 
Poco pubblicizzato, e non se ne capisce il perché, l’omaggio a Raùl Ruiz, con l’anteprima dei primi due episodi dei Misterios de Lisboa. Struttura narrativa a incastro, che pure non interferisce con la linearità necessaria agli sceneggiati televisivi, frammenti visivi d’improvvisa, inaspettata e discreta visionarietà, quasi dei piccoli quadri inanellati tra di loro dal tempo e dal racconto; speriamo che gli spettatori italiani possano vederli presto. Di certo i Misteri di Ruiz alzerebbero, e non di poco, il livello delle serie tv attuali.
 
Un evento speciale che merita una menzione è stato certamente l’episodio The Dream Sequence Always Rings Twice, della serie Moonlighting, che negli anni ’80 vedeva un Bruce Willis pre-divo e una Cybill Shepherd post-Taxi Driver, detective semi-seri alle prese con svariati pasticci da risolvere. La puntata in questione è stata restaurata. E vanta l’apparizione di un ospite speciale di nome Orson Welles. Non poco davvero.
 
Infine c’è spazio anche per le web tv, e Flop tv, la tv di Maccio Capatonda & co., ha presentato Super G, la prima sit-com che ha come protagonisti due super-eroi gay. Con il cast di Romanzo Criminale – La serie.
 
Tra keynotes – novità di quest’edizione – di Pupi Avati, di Nicolai Lilin e Monica Maggioni e di un sornionissimo e soddisfatto Luca Barbareschi, photo-call accalappia soubrette di vario ordine e grado e l’umanità varia e colorata che da sempre accompagna ogni Festival che si rispetti e/o che non si rispetti, si è conclusa dunque la V edizione del Festival dedicato alla tv e alle sue storie.
 
 
Ha vinto il FictionFest 2011 Riccardo Milani per L’Atelier Fontana, di Lux Vide e Rai. A Romanzo Criminale 2 – La serie il premio per la miglior sceneggiatura e migliore serie lunga dell’anno. Il premio per il miglior tv movie è andato a Edda Ciano e il comunista.
 
E infine un annuncio del direttore alla cultura, arte e sport della Regione Lazio, Alessandro Voglino: per il biennio 2011/ 2012 verranno stanziati dalla Regione Lazio 15 milioni di euro per le produzioni tv e per il cinema. Si legge nel comunicato che “… i 15 milioni saranno così ripartiti: 10 al cinema e 5 alla fiction televisiva.”
 
Per una Regione che ha visto notevoli tagli alla Sanità negli ultimi anni, e per un’edizione del Festival partita tra le polemiche e le contestazioni di chi, tra lo staff, non è ancora stato pagato dopo oltre un anno, è un annuncio interessante. Chissà, forse Jim Belushi c’ha messo del suo e ha elargito davvero un po’ di euro. O forse nel Lazio è davvero ora di fiction. Nel frattempo, que viva Gina.
 
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Sono presenti 1 commenti
 
  1. Alla faccia dello spaurito... A giorni sarà pubblicato qualcosa per dimostrare che il copilota non è affatto un tipo silente e spaurito...

    Inviato da Luca Piazzolla il 05/10/2011
 

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