CORRISPONDENZE
ROTTERDAM 41 - “Florentina Hubaldo CTE” di Lav Diaz (Spectrum) (di Marco Grosoli, del 05/02/2012)
A breve distanza da Century of Birthing, Lav Diaz (tra i maggiori cineasti in attività) firma un'altra eroica, immensa sfida lanciata al tempo, un altro folgorante capolavoro, una sorta di Heremias al femminile e senza più bisogno di sostrati biblici o mitici. Il racconto è anzi polverizzato – ma dalle sue rovine si staglia tanto più chiaramente la paradossale temporalità della salvezza che è al centro della poetica del grandissimo cineasta filippino
ROTTERDAM 41 - “Rua Aperana 52”, di Julio Bressane (Spectrum) (di Marco Grosoli, del 02/02/2012)
Straordinaria ricapitolazione dell'eccezionale percorso biofilmografico del regista brasiliano, Rua Aperana 52 ripercorre le molte apparizioni, nei passati film di Bressane, dei luoghi in cui ha sempre vissuto. Foto di infanzia, casa, strada, montagna, mare... il tempo si rapprende, e si riattiva eternamente, con il ritornare nell'arco dei decenni delle figure, dei luoghi, della propria stessa immagine
ROTTERDAM 41 - “Buenas noches Espana”, di Raya Martin (Spectrum) (di Marco Grosoli, del 30/01/2012)
Questo Buenas noches Espana ha indispettito molti, per il suo sperimentalismo indubbiamente elementare e di grana grossa. Ma non bisogna fermarsi qui: il film va oltre, e approda a una convincente parabola sulla mimesis e sulla sua “sovversiva” altra faccia – con tutte le conseguenze del caso riguardo all'immancabile ossessione del regista filippino: il colonialismo, in senso lato
THE ONLY GOOD INDIAN - Sentieri Selvaggi intervista WES STUDI (di Sergio Sozzo, del 06/10/2011)
A Bari per presentare all'interno della rassegna FRONTIERE. La prima volta il suo ultimo The only good indian, diretto da Kevin Willmott nel 2009, Wes Studi racconta a Sentieri Selvaggi i set dei film di James Cameron, Kevin Costner, Michael Mann, Walter Hill/John Milius...
Roma Fiction Fest 2011- Una cosa divertente che (forse) non farò mai più (di Valentina Gentile, del 04/10/2011)
Si è aperta con contestazioni e polemiche e si è conclusa con l'annuncio di 15 milioni stanziati per le produzioni cine-televisive nel Lazio. La V edizione del Roma FictionFest ha chiuso i battenti domenica 30 settembre, tra rombi di Ferrari e anziane dive post-punk, super-serie americane multimiliardarie e piccole sorprese d'autore
SOME PREFER CAKE 2011 - "No gravity", di Silvia Casalino (di Margherita Palazzo, del 28/09/2011)
Silvia Casalino, giovane ingegnere areospaziale, decostruisce il mito di una eroica conquista dello spazio bianca, maschile e separatista, in un originale oggetto ibrido tra documentario storico, autobiografia e stream of consciousness, in cui le teorie gender, la cultura pop, le storie delle prime donne astronaute di questo secolo e l'identità multipla e trasversale del cyborg di Donna Haraway si fondono a mostrare l'aderenza tra science e fiction nel racconto di un sogno reale
SAN SEBASTIAN 59 – “Rampart”, di Oren Moverman (di Francesca Bea, del 27/09/2011)
Moverman si appropria della scrittura contratta e ossessiva di Ellroy, co-sceneggiatore e autore del soggetto, e la trasforma in immagine. Eccessivo e frenetico, immerso in un rumore che stravolge ogni cosa, proprio come la presenza di Woody Harrelson, Rampart è un film senza pace, perché nella discesa all’inferno non si può fare altro che spronfondare ancora e ancora, in una spirale senza fine
SOME PREFER CAKE 2011 - Londra lo-fi. "Break my Fall", di Kanchi Wichmann (di Margherita Palazzo, del 26/09/2011)
Break my Fall ha la sensualità aspra e disperata di una delle prime splendide canzoni di PJ Harvey, quando anche lei aveva poco più di vent'anni. Le emozioni delle giovani protagoniste vengono affidate alla penetrante presenza della musica nelle loro vite, un tessuto sonoro che come in un Paranoid Park girato in appartamento restituisce in traduzione simultanea la fragilità e la violenza della loro età di transizione, la natura totalizzante, ardente e sgraziata dei loro slanci amorosi, la difficoltà di crescere.
SAN SEBASTIAN 59 – “Intouchables”, di Eric Toledano e Olivier Nakache (di Francesca Bea, del 25/09/2011)
Eric Toledano e Olivier Nakache non abbandonando neanche per un attimo i toni della commedia nera e dell’ironia irriverente per raccontare la storia di un’amicizia, quella tra Philippe, un paraplegico ricco, colto e aristocratico, e Driss, un ragazzo di periferia appena uscito di prigione e assunto per prendersi cura di Philippe
SOME PREFER CAKE 2011 - "80 Egunean", di Jon Garaño e José Mari Goenaga (di Margherita Palazzo, del 24/09/2011)
Jon Garaño e José María Goenaga scrivono e dirigono insieme il primo lungometraggio, un film importante che ha almeno tre meriti: è una storia d'amore che mostra le rughe (da quanto non le vedevamo sullo schermo, a parte i makeup posticci?) filma da vicino i sentimenti con rarissima onestà, senza l'ombra del sentimentalismo, e sa abbracciare tutti i personaggi con uno sguardo circolare, profondo, partecipe e commosso pur mostrando anche le loro (le nostre) piccole vigliaccherie
SAN SEBASTIAN 59 – “Americano”, di Mathieu Demy (di Francesca Bea, del 24/09/2011)
SOME PREFER CAKE 2011 - "Orgasm Inc. The Strange Science of Female Pleasure", di Liz Canner (di Margherita Palazzo, del 24/09/2011)
Malattie progettate in azienda, come utilitarie, che iniziano a diffondersi non appena nasce una pervasiva campagna di marketing che promette la cura. La promessa dell'Orgasmatron: piantare elettrodi nel midollo spinale per un piacere più intenso. Due Kapò-Barbie dottoresse che vendono il "viagra rosa" in diretta tv. Genitali femminili tagliati, cuciti e ridisegnati al laser dai "designer di vagine". Non siamo in un romanzo di Chuck Palahniuk, ma di fronte all'esito delle ricerche di una giovane documentarista sul magico universo delle industrie farmaceutiche americane
SAN SEBASTIAN 59 – “11 Flowers”, di Wang Xiaoshuai (di Francesca Bea, del 22/09/2011)
SAN SEBASTIAN 59 – “Kiseki (I Wish)”, di Hirokazu Kore-eda (di Francesca Bea, del 22/09/2011)
SOME PREFER CAKE 2011 - "La cattiva abitudine di continuare rivoluzioni". Trailer e foto (di Margherita Palazzo, del 21/09/2011)
Mancano poche ore alla partenza di Some Prefer Cake (22-25 settembre) Festival Internazionale del cinema lesbico giunto alla sua 5° edizione. Ecco un'anteprima per trailer e immagini di alcuni tra i titoli più interessanti, provenienti da vari paesi del mondo: un cinema vivace, fresco, sperimentale, altrimenti inedito in Italia e profondamente connesso all'attualità
MILANO 16 - “Bleak Night”, di Yoon Sung-Hyun (di Alessio Gradogna, del 19/09/2011)
Una desolata e tetra notte, in un liceo coreano, con tre adolescenti che vivono la loro amicizia tra affetto e sincerità, virilità e rapporti di potere, tradimenti e umiliazioni, speranze e disillusioni. Dal passato al presente, dal rispetto alla morte, in uno dei film più interessanti presentati in concorso al Milano Film Festival
MILANO 16 - “Mad Bastards”, di Brendan Fletcher (di Alessio Gradogna, del 16/09/2011)
Dall'Australia arriva in competizione un film grezzo, arcaico, primitivo, ma dotato di un'anima pura, e di una forza espressiva che si nutre della vitalità delle terre selvagge e degli attori non professionisti che lo animano; finzione e realtà, racconti orali e tradizione, irresistibili sonorità folk, in un viaggio di speranza tra dannazione e redenzione. In concorso anche il bellissimo El Premio, e il poco convincente Las Malas Intenciones
MILANO 16 - "Gatos Viejos", di Sebastian Silva e Pedro Peirano (di Alessio Gradogna, del 15/09/2011)
Al Torino Film Festival 2009 il pubblico italiano aveva scoperto Sebastian Silva, grazie al bellissimo La Nana. Ora il regista cileno torna alla carica con il suo nuovo film, nel quale ripropone sceneggiatore e attrici del lavoro precedente, confermando tutto il talento di cui dispone. Un'altra opera malinconica e dissacrante, in mirabile equilibrio stilistico tra sorrisi, riflessione e commozione. In anteprima nazionale a Milano
MILANO 16 - "Here", di Braden King (di Alessio Gradogna, del 14/09/2011)
In pieno corso di svolgimento la sedicesima edizione del Milano Film Festival, manifestazione solida e in evidente crescita. Tra i primi film presentati nel concorso lungometraggi, spicca il notevole Here, dell'americano Braden King: un viaggio verso i confini dell'anima, una delicata e appassionata “cartografia dei sentimenti”, l'incontro tra due solitudini alla disperata ricerca di un senso nella vita
"Cercate sui siti torrent i miei film non distribuiti". Abel Ferrara a Locarno 64 (di Margherita Palazzo, del 09/08/2011)
Il regista newyorchese (qui in un ritratto della celebre fotografa Carole Bellaïche), a Locarno 64 (3-13 agosto) per ricevere il Pardo d'onore Swisscom e presentare il suo ultimo film 4:44 Last Day on Earth (tutte le info, foto, clip), parla dell'eterno conflitto tra finanziatori e autori, non esita a invitare chi vuole vedere i suoi film non ancora distribuiti a servirsi direttamente sui siti di file torrent e parla della sua sceneggiatura per un film su Pier Paolo Pasolini
LAGO FILM FEST 2011 - "Sex Equo", di Werther Germondari e Maria Laura Spagnoli (di Margherita Palazzo, del 28/07/2011)
Adamo ed Eva, anzi, Eva e Adamo, incarnano avventurosamente lo spirito del film, a metà tra l'eros bucolico e visionario dei Racconti Immorali di Walerian Borowczyk - ma con più humor - e la follia pirandelliana di Strane Storie di Sandro Baldoni. Sex Equo è un gioco semplice ma raffinato, intelligente ma non falsamente intellettualistico, fatto di salto ostacoli e rovesciamenti, che utilizza i luoghi comuni come grimaldelli per forzare la serratura e costringere chi guarda a fare sempre un passo laterale rispetto alle proprie aspettative e convinzioni
GIFFONI 41 – “King of Devil’s Island”, di Marius Holst (di Aldo Spiniello, del 21/07/2011)
GIFFONI 41 – “Yelling to the Sky”, di Victoria Mahoney (di Aldo Spiniello, del 19/07/2011)
GIFFONI 41 – “Submarine”, di Richard Ayoade (di Sergio Sozzo, del 18/07/2011)
Prodotto da Ben Stiller e diretto dal regista del videoclip cult di Fluorescent Adolescent degli Arctic Monkeys, Submarine è un esordio che tenta un incrocio non troppo campato in aria tra la libertà stilistica e gli stilemi formali del free cinema inglese, e vertiginosi omaggi scopertissimi alla nouvelle vague francese. Canzoni originali realizzate per l'occasione da Alex Turner, e caratterizzazioni grottesche di Sally Hawkins, Noah Taylor, e il ritrovato Paddy Considine
Telefilm Festival 2011 - "Camelot" (di Riccardo Moglioni, del 07/07/2011)
Decisamente intrigante il tentativo di Michael Hirst (già dietro a The Tudors, la fortunata serie con Jonathan Rhys Meyers) e Chris Chibnall, creatori di Camelot, che prova a ricalcare fedelmente la leggenda alla base della Materia di Britannia.
Insomma, giudizio eccellente per quanto riguarda la puntata pilota. La serie è però stata cancellata al termine del primo ciclo per gli eccessivi problemi di produzione
Telefilm Festival 2011 - Crossover "Magnum P.I." vs. "La signora in giallo" (di Riccardo Moglioni, del 05/07/2011)
Mettiamo che un giorno due leggendari eroi del piccolo schermo si incontrino, faccia a faccia. Cosa ne nascerebbe? A rispondere a questa domanda ci hanno pensato le puntate 7X09 di Magnum P.I. (dal titolo Realtà e fantasia) e 3X08 (dal titolo Magnum on ice) di La signora in giallo. Regalando a noi appassionati una grande pagina telefilmica, una pietra miliare assoluta ed imperdibile
Telefilm Festival 2011 - "Falling Skies" (di Riccardo Moglioni, del 05/07/2011)
La prima sensazione è quella di voler puntare su un prodotto per tutta la famiglia, non escludere nessun tipo di spettatore, affidandosi ad elementi lungamente testati; l’importanza della famiglia, buoni sentimenti dilaganti al di sopra di ogni cosa, l’orgoglio patriottico. In questo certo si avverte la presenza del produttore Spielberg. La puntata pilota inserisce lo spettatore all’interno di un universo e ne spiega le dinamiche, il tempo per approfondire e caratterizzare meglio la storia c’è in abbondanza
Telefilm Festival 2011 - "Xanadu" (di Riccardo Moglioni, del 04/07/2011)
Il porno è solo lo sfondo, un pretesto per addentrarsi nella psiche umana, per mettere sotto la lente d’ingrandimento la natura di quelle bestie illogiche che governano il mondo, noi genere umano. Il porno, il sesso più in generale, è lo specchio più sincero di attitudini mentali e indole personale. Dimmi quale feticcio ti eccita e ti dirò chi sei; è forse questo che spaventa nell’erotismo. Può forse non piacere, scioccare ed infastidire, ma Xanadu è un prodotto di altissima qualità e lo si capisce da una singola puntata. Il finale è agghiacciante e straordinario. Non resta che aspettare che arrivi in Italia
PESARO 47 - Uno sguardo disincantato e "disincantevole" sulla realtà. Intervista a Cosimo Terlizzi (di Elio Ugenti, del 24/06/2011)
Sentieri Selvaggi incontra Cosimo Terlizzi, documentarista, performer e videoartista pugliese a cui è dedicata una retrospettiva all'interno della 47° edizione del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro. "Questi tre giorni mi stanno fornendo la consapevolezza di non aver sprecato gli ultimi quindici anni della mia vita".
PESARO 47 - "Tee Rak", di Sivaroj Kongsakul (concorso) (di Elio Ugenti, del 23/06/2011)
Il regista thailandese Sivaroj Kongsakul mette in scena lo sguardo nostalgico di un defunto su un frammento della sua esistenza terrena, restituendo allo spettatore, con straordinaria essenzialità, una "visione altra" e un film che sembra essere ambientato nel tempo più che nello spazio. In concorso alla 47° edizione del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro.
PESARO 47 - "Per noi è fondamentale mescolare le carte del tempo e dello spazio". Il Festival del Nuovo Cinema di Pesaro incontra Flatform (Evento Speciale) (di Elio Ugenti, del 22/06/2011)
Il gruppo di videoartisti Flatform, protagonista di uno degli Eventi Speciali organizzati in questa 47° edizione del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro, incontra il pubblico in sala. Al termine della proiezione di sei cortometraggi realizzati tra il 2006 e il 2011, gli artisti rispondono alle domande degli intervenuti
PESARO 47 - "La salute è malata", di Bernardo Bertolucci (25° evento speciale) (di Elio Ugenti, del 22/06/2011)
Un breve documentario firmato da Bernardo Bertulucci a ridosso delle elezioni comunali di Roma nel 1971 per raccontare la drammatica situazione della sanità romana e le ripercussioni sociali e politiche che da essa derivano. La salute è malata assume oggi le sembianze di un prezioso e lucido documento storico che consente di trovare nel recupero della nostra memoria nazionale una chiave di lettura per molte questioni che restano ancora irrisolte nel nostro Paese
PESARO 47 - Incontro con la regista Juliana Rojas (di Elio Ugenti, del 21/06/2011)
Juliana Rojas, autrice insieme a Marco Dutra del film Trabalhar cansa, incontra il pubblico e la stampa durante la 47° edizione del Festival del Nuovo Cinema di Pesaro. "Il punto di partenza per un film è sempre la storia. Il modo in cui raccontarla viene dopo".
PESARO 47 - "Trabalhar cansa", di Juliana Rojas e Marco Dutra (di Simone Emiliani, del 21/06/2011)
Primo lungometraggio dei due cineasti brasiliani con un inizio da soap-opera che però poi riprende quota soprattutto nella deformazione di una quotidianità che mette a nudo la crisi matrimoniale e la depressione individuale mentre il luogo del supermercato è un po' come quelle case stregate da film horror. C'è comunque una giusta ironia evidente anche nel finale liberatorio
PESARO 47 - "Mat'", di Antoine Cattin e Pavel Kostomarov (Documentari russi) (di Elio Ugenti, del 21/06/2011)
Mat' (La madre) racconta la storia di Ljuba, una donna a cui il passato è stato letteralmente rubato, e che cerca ora il proprio riscatto personale adempiendo all'unico ruolo che la fa sentire viva e importante: il ruolo di madre. Cattin e Kostomarov mostrano una grande attenzione al dato formale, operando una vera e propria "drammatizzazione del reale" che, tuttavia, non tradisce mai l'autenticità della storia e dei personaggi, ma che rivela nella contingenza del dettaglio il sintomo di un profondo malessere sociale e individuale
BIOGRAFILM 2011 - Incontro con Heidi Hewing e Rachel Grady (Jesus Camp, 12th & Delaware) (di Margherita Palazzo, del 17/06/2011)
Le documentariste candidate agli Oscar per Jesus Camp, Heidi Ewing e Rachel Grady, rispondono alle domande del pubblico del Biografilm 2011, subito dopo la prima italiana di 12th and Delaware, indagine sulla battaglia aperta tra un centro di fondamentalisti pro-life e una clinica dove si praticano interruzioni di gravidanza.
BIOGRAFILM 2011 - 12th & Delaware, di Heidi Ewing e Rachel Grady (di Margherita Palazzo, del 13/06/2011)
Secondo affondo di Heidi Ewing e Rachel Grady sul tema del fondamentalismo e della manipolazione dopo il notevole Jesus Camp: le registe (presenti al Biografilm 2011 anche con un segmento di Freakonomics) si appostano all'angolo tra la dodicesima e la Delaware, a Fort Pierce: nella piccola cittadina della Florida di Solondz – sotto le palme casalinghe, tute in ciniglia rosa, lenti a specchio, opulenza e povertà – si svolge l'Assedio carpenteriano e sinceramente horror di un gruppo pro-life: figure che camminano lentamente, gravitano immobili, salmodiano e sussurrano alle finestre tendendo immagini di feti sanguinanti in photoshop sbilenco alle donne giovani e meno giovani, povere, spesso latinoamericane, che arrivano alla clinica dove si praticano le interruzioni di gravidanza.
BIOGRAFILM 2011 – Marwencol, di Jeff Malmberg (di Margherita Palazzo, del 12/06/2011)
Popolata dai suoi amici e dai suoi familiari, Barbie futuribili, SS che riemergono dalla terra e macchine del tempo, dalla morte, ma anche dall'amicizia, Marwencol più che una dimensione parallela, è la parabola fantascientifica e interattiva della ricostruzione di una coscienza distrutta. E anche questo micro-universo si sdoppieraà in un universo ancora più piccolo, come in una pagina di Borges, dove un uomo scopriva di essere nient'altro che il sogno di un altro uomo.
Divergenti 2011 - Angel, di Sebastiano D'Ayala Valva (di Margherita Palazzo, del 01/06/2011)
Iniziamo dalla fine: la Mujeron, che fino ad ora ha messo a nudo ogni parte di sè, accosta la tenda rossa di cabaret, dietro alla quale svolge il suo hard work determinata come una creatura dickensiana, una persona che come Atlante, porta l'intera volta celeste sulle spalle: per quanto possa fare, la sua famiglia aggiungerà una stella, un pianeta, un peso insopportabile al carico già al limite. Cominciamo dall'ora di mezzo, "l'ora dell'imbrunire, quando non si distingue più il cane dal lupo", per un film che sceglie di abbracciare onestamente la contraddizione irriducibile.
DIVERGENTI 2011 - Gun Hill Road, di Rashaad Ernesto Green (di Margherita Palazzo, del 27/05/2011)
Gun Hill Road, dal nome di una strada del Bronx, è un film sullo spazio amato eppure claustrofobico, sul quartiere; è un film su una Teenage Wasteland, sul respiro della giovinezza, sulla sua sorridente e disperata resistenza, sulla sua resilienza, sulla capacità elastica di rialzarsi dopo i colpi sferrati. Su un padre generoso nel suo amore, ma rigido nella sua paura, che comprende in ritardo la necessità del suo stesso mutamento. E poi sui mutamenti, piccoli e grandissimi, la sostanza sfilacciata eppure calda e umana di un Tempo che altrimenti non ha senso
DIVERGENTI 2011 - Ångrarna (Regretters), di Marcus Lindeen (di Margherita Palazzo, del 24/05/2011)
Mikael e Orlando hanno circa 60 anni: nati uomini, mutati donne, tornati indietro: o andati avanti? L'uno più pesantemente ancorato alla terra, l'altro etereo, mossi al mutamento da diversi amori, diversi sogni, oggi al centro di un'età selvaggia entrambi incarnano in scena le loro vite, rompendo l'odioso fraintendimento, che dura da secoli, della scissione tra corpo e mente, anatomia e spiritualità. L'identità è un tentativo, non un dato di fatto; perchè questo soggetto continuamente spossessato, popolato, multiplo, anche nei suoi rimpianti, non fa che affermare luminoso il mutamento contro lo stato d'essere, la dispersione contro l'ordine, il desiderio contro la gerarchia.
Divergenti 2011: Bellezza, forza, consapevolezza. Dal 4° Transgender Film Festival (1) (di Margherita Palazzo, del 22/05/2011)
Nel secondo giorno di Divergenti Transgender Film Festival (20-22 maggio, Bologna) si riparte dalla Bellezza, nel suo senso più profondo: forza, autodeterminazione, consapevolezza. Foto, recensioni e video dei cortometraggi: Señorita, La visita, Nel lavoro di Sandra, Remember me in red
Divergenti 2011. Festival Internazionale di cinema transessuale. La 4° edizione (di Margherita Palazzo, del 20/05/2011)
E' a Bologna dal 20 al 22 maggio al cinema Lumiére la 4°edizione di Divergenti, il Festival Internazionale di cinema dedicato a transessualismo e transgenderismo. Unica manifestazione in Italia sulla tematica, quest'anno propone accanto a presentazioni di libri e alla mostra "Archivi Trans" una selezione di 14 pellicole tra fiction e documentario. Tra i titoli più interessanti, Gun Hill Road, presentato al Sundance di quest'anno, scritto e diretto dal talentuoso Rashaad Ernesto Green, nuova voce del cinema black, Ångrarna di Markus Lindeen e Guerriller@s di Montse Pujantell
GLBT FESTIVAL 26: Uguaglianza e libertà (di Alessio Gradogna, del 05/05/2011)
Si è svolta a Torino, dal 28 aprile al 4 maggio, l'edizione numero 26 del GLBT Festival, evento fondamentale per tutto ciò che concerne il cinema a tematica omosessuale. Visioni stratificate, lucide e affascinanti. Storie di crescita e maturazione, sofferenza e speranza; dal Brasile al Nepal, dalla Germania alla Thailandia, fino a Pasolini.
RENDEZ VOUS Appuntamento con il cinema francese - "Le donne del 6° piano", di Philippe Le Guay (anteprima) (di Pietro Masciullo, del 04/05/2011)
Philippe Le Guay (già sceneggiatore di successo per Nicole Garcia) non possiede né l’ironia sferzante di Bertrand Blier né tantomeno la furia postmoderna di François Ozon, rimanendo costantemente confinato in un limbo periferico in cui si respira la classica aria consumata del museo. E il film appare come una riflessione fuori tempo massimo sui meccanismi sociali e (cosa ben più grave...) sui modi di racconto cinematografico all’interno del genere “commedia”
CineMondo – "Alsateh", di Kamal Aljafari (di Valentina Gentile, del 20/04/2011)
CineMondo - "Z32", di Avi Mograbi (di Emanuele Di Porto, del 20/04/2011)
Dietro la facciata del pamphlet antimilitarista, il documentario dell'israeliano Avi Mograbi si pone il problema etico del cineasta, che non può cominciare il film fino a quando non si è tolto la sua maschera ed è entrato nella narrazione con le sue emozioni. Se i suoi protagonisti non lasciano mai mostrare il volto, e rivelare sentimenti che non possono essere nè provocati nè mostrati, Mograbi vi entra invece in prima persona, mettendoci la sua faccia, la sua vita.
XII FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO - “Misterios de Lisboa”, di Raul Ruiz (di Davide Di Giorgio, del 19/04/2011)
Fluviale racconto pensato per la televisione ma potente come il miglior cinema, con cui il maestro cileno riflette sui meccanismi della narrazione, moltiplicando luoghi e identità, restando lontano eppure vicino ai suoi personaggi, emblemi di una continua e difficile ricerca di una felicità sempre destinata a restare provvisoria
CineMondo - "Massaker", di Monika Borgmann, Lokman Slim e Hermann Theissen (di Pietro Masciullo, del 19/04/2011)
Fare luce su un massacro sconcertante attraverso il buio impresso su facce anonime. Da tale semplicissimo presupposto estetico si dipana tutto lo sforzo registico di Borgmann, Lokman e Theissen in questo scioccante e radicale tour de force cinematografico. Un documentario che ci presenta il punto di vista di sei dei carnefici del massacro palestinese di Sabra e Shatila, in Libano, nel lontano 1982. E noi spettatori rimaniamo terribilmente “soli” in balia delle nostre domande
XII FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO – La qualità e la lungimiranza (di Davide Di Giorgio, del 18/04/2011)
Si conclude l'annuale manifestazione leccese con un bilancio positivo, rafforzato da scelte intelligenti e da un programma incentrato sulla qualità delle proposte e sulla solidità di un progetto che, visto nella sua interezza, stabilisce proficui legami con differenti realtà e forme espressive
CineMondo - "Ana alati tahmol azouhour ila qabriha" (Sono quella che porta i fiori verso la sua tomba) di Hala Alabdalla, Ammar Al Beik (di Carlo Valeri, del 17/04/2011)
Autrice siriana da quasi trent'anni esiliata a Parigi con la famiglia per motivi strettamente politici la Alabdalla, con l'aiuto di Ammar Al Beik, ha messo insieme un diario privato dalla durata di quasi due ore. Un documentario autobiografico in bianconero, in digitale, composto da interviste fatte ai propri familiari.
CineMondo – Uno sguardo al Medio Oriente (di Carlo Valeri, del 16/04/2011)
Inizia oggi all’Accademia di Francia di Villa Medici a Roma una rassegna dedicata al cinema mediorientale (Libano, Siria, Israele e Palestina), dal titolo CineMondo – Uno sguardo al Medio Oriente (16-20 aprile): la possibilità di confrontarsi con un cinema indipendente e invisibile nei circuiti occidentali, spesso ostacolato anche dai meccanismi produttivi e distributivi dei propri paesi di origine
XII FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO - “L'attore al cinema lascia che si compia di sé un abuso”: incontro con Toni Servillo (di Davide Di Giorgio, del 15/04/2011)
Arrivato in Salento per raccontare la sua avventura di uomo di cinema e di teatro, l'attore napoletano rivendica la sua natura duale di interprete per il palcoscenico e il grande schermo, raccontando le sue influenze e il diverso modo di porsi rispetto alle due forme espressive. Ne esce fuori un ritratto sfaccettato e affascinante, che guarda alla tradizione delle maschere e alla verità di un mestiere che intende raccontare la vita
XII FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO - “Fare film è un miracolo”: conversazione con Paulo Branco (di Davide Di Giorgio, del 14/04/2011)
Il grande produttore indipendente portoghese si racconta alla stampa presente a Lecce, chiarendo il suo punto di vista sulle dinamiche che regolano il mondo della produzione cinematografica, sulle differenze fra i vari paesi europei e sulla comunicazione nell'era di internet. Una conversazione appassionata, nella semplicità dei modi di un uomo schietto e ancora capace di preservare il suo entusiasmo
XII Festival del Cinema Europeo (di Carlo Valeri, del 13/04/2011)
E' iniziata la XII edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce (12-16 aprile). Come ogni anno la manifestazione è caratterizzata da un programma di pellicole europee in anteprima nazionale e una nutrita serie di retrospettive ed eventi speciali. Quest'anno verrà omaggiato l'attore Toni Servillo, il regista Emidio Greco e il produttore portoghese Paulo Branco
MILANO 21 – "The nine muses", di John Akomfrah (Concorso documentari) (di Tonino De Pace, del 30/03/2011)
The nine muses del ghanese John Akomfrah racconta la storia dell’emigrazione nera in Gran Bretagna del secondo dopoguerra. Quest’opera è qualcosa di diverso da un film trasformandosi in racconto epico in cui lo sguardo diventa trasversale catturando ciò che solitamente non vede. Il tentativo è quello di unificare la complessità del sapere umano. Il regista africano riesce a porre al servizio del proprio racconto questa conoscenza per creare una costruzione protesa verso una impossibile utopia del cinema.
MILANO 21 – "The Neighbor", di Naghmeh Shirkhan (Concorso lungometraggi) (di Tonino De Pace, del 28/03/2011)
The neighbor segna l’esordio alla regia dell’iraniana Naghmeh Shirkhan. Il suo film alimenta un cinema in cui appaiono centrali i sotterranei rapporti tra i personaggi che vivono vari gradi di relazioni irrisolte. La regista lavora su una fitta tessitura di immagini per mostrare i sentimenti, evidenziare le solitudini mettendo a fuoco, con incisiva efficacia, ogni sottesa emozione nei rapporti tra le tre donne. Costruisce una storia d’amore tra madri e figlie, ma anche una profonda riflessione sull’insostituibile valore dei rapporti umani
MILANO 21 – "Abuelos", di Carla Valencia Dàvila (Concorso Documentari) (di Tonino De Pace, del 26/03/2011)
Abuelos significa nonni e Carla Valencia Dàvila, con questo suo film, compie un’operazione con molteplici effetti: si riappropria della memoria familiare, riscopre oggetti e reperti la cui sola esistenza diventa tacitazione del bisogno del ricordo, ricostruisce il clima storico dei tempi del golpe in Cile ponendo gli effetti di questo dramma collettivo sotto la lente d’ingrandimento del racconto familiare. Tutto questo con la sensibilità e la sincera vocazione che l’autrice dimostra nel filmare i sentimenti
MILANO 21 – "Quelques jours de répit", di Amor Hakkar (Concorso miglior film africano) (di Tonino De Pace, del 25/03/2011)
L’algerino Amor Hakkar, già protagonista di questo festival con il suo film precedente La maison jaune, ritorna ad esserlo con Quelques jours de répit. Un film che si colloca nello spazio che divide la “cronaca” dalla fiction, che si costruisce quindi sui rimasugli, raccontando ciò che la cronaca non vuole riferire e la fiction classica non ha interesse a mettere in scena. Il film di Hakkar con questi ritagli di vita riesce a rendere indimenticabile la quotidianità e incancellabile la normalità
MILANO 21 – "Yoolé", di Moussa Sene Absa e "Meandros", di Hector Ulloque Franco e Manuel Ruiz Montealegre (Concorso Documentari) (di Tonino De Pace, del 24/03/2011)
Yoolè, dell’eclettico Moussa Sene Absa, e Meandros di Hector Ulloque Franco e Manuel Ruiz Montealegre, entrambi in concorso nella selezione dei documentari, sono il prodotto di un cinema eminentemente politico. Due opere che vanno nella stessa direzione, quella di contraddire le versioni ufficiali, per riaffermare un’altra possibile verità. Ad una narrazione più “calda” dell’uno corrisponde una maggiore efficacia dell’immagine dell’altro. Ma questo non esclude che entrambi, per ragioni differenti, non abbiano centrato a pieno il proprio obiettivo
MILANO 21 – "Rompecabezas", di Natalia Smirnoff (Concorso Lungometraggi) (di Tonino De Pace, del 23/03/2011)
Rompecabezas della esordiente argentina Natalia Smirnoff , sotto le vesti della commedia è una divertita metafora sulla vita che attinge con libertà ed autonomia espressiva, a certe costanti del cinema sudamericano e argentino in particolare. Maria è abile a ricomporre i puzzle e questo gioco diventa lo strumento per sfidare, con un silenzioso, ma efficace atteggiamento, le convenzioni familiari. Un tragitto che porta per vie traverse all’emancipazione e all’affermazione della propria personalità
MILANO 21 – Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina (di Tonino De Pace, del 20/03/2011)
La ventunesima edizione del Festival del cinema Africano, d’Asia e America Latina, a Milano dal 21 al 27 marzo, riapre le proprie sale alle proiezioni, ai dibattiti, agli incontri con gli autori, alle riflessioni per tratteggiare un possibile profilo di quelle cinematografie, ma anche per dare frutto al lavoro concettuale che il Coe e il Festival svolgono in favore di quelle culture. Un modo di guardare il cinema che non è mera soddisfazione di una egoista voglia di nuovo, ma piuttosto volontà autentica di diversità da convertire in quotidiana scoperta culturale.
OSCAR 2011: Trionfa "Il discorso del re" (del 28/02/2011)
Miglior film, miglior regia per Tom Hooper, miglior attore protagonista per Colin Firth, miglior sceneggiatura originale per David Seidler. Tutti premi "pesanti" per Il discorso del Re, che ha lasciato a Il cigno nero il premio per la miglior attrice, Natalie Portman, e a The Fighter gli attori non protagonisti, Christian Bale e Melissa Leo. Per The social network premiata la sceneggiatura non originale di Aaron Sorkin, il montaggio e la colonna sonora. Tutti i premi della 83a edizione degli Academy Awards, seguita in diretta per tutta la notte, tra radio, Twitter e Facebook, dalla redazione di Sentieri selvaggi.
BERLINALE 61 – “True Grit”, di Joel e Ethan Coen (Fuori concorso) (di Carlo Valeri, del 11/02/2011)
Raggelato nei perfezionismi formali di una confezione impeccabile – 10 nomination agli Oscar – l’ultimo film dei Coen riesce a liberarsi dai consueti gangli di un cinema prevalentemente fatto di testa solo nella seconda parte, dove l’avventura sposa il racconto fiabesco finendo la sua corsa sui vuoti malinconici di un tempo che scorre inesorabile
BERLINALE 61 – “I Coen sono i migliori”. Incontro Jeff Bridges e i fratelli Coen (di Andrea Giordano, del 10/02/2011)
Assenti dal 1998, quando furono in concorso con Il grande Lebowski, i fratelli Joel ed Ethan Coen tornano a Berlino, questa volta per inaugurare la kermesse, con True Grit, tratto dalla novella di Charles Portis, candidato a ben 10 nomination all’Oscar. Oltre ai registi, erano presenti alla conferenza stampa anche l’attore principale Jeff Bridges Josh Brolin e la quattordicenne debuttante Hailee Steinfeld
SOCIAL MEDIA WEEK – Informazione Liquida (di Sergio Sozzo, del 10/02/2011)
Interazione, moltiplicazione delle fonti, fine dei tecnici, morte del professionismo, citizen journalism, web reputation, tempo libero vs tempo lavorativo, annullamento del tempo, vittoria dello spazio, mestieri e mestieracci, lungo termine, streaming in 3D...Be social, be one of us! Il senso di questa settimana di riflessioni sembra probabilmente nascondersi tutto in quell’ “US”. Dal chi sono loro? al chi siamo noi?
SOCIAL MEDIA WEEK – Nuovi scenari per contenuti digitali, il caso You Tube (di Federico Chiacchiari, del 09/02/2011)
SOCIAL MEDIA WEEK – Internet, attacco al potere. Il mondo dopo Wikileaks (di Sara Orazi, del 08/02/2011)
Chi ha diritto, in termini strettamente giuridici, di condannare Assange? Qual è il pericolo reale della condivisione di informazioni in Rete per la sicurezza dei governi? È la trasparenza l’antidoto alla ricattabilità? A cosa siamo disposti a rinunciare, in termini di privacy? Sono alcune degli interrogativi sollevati dall’incontro tenutosi nella prima giornata del Festival della Rete
ROTTERDAM 40 – “Virgin Goat” di Murali Nair (Spectrum) (di Marco Grosoli, del 06/02/2011)
Straordinaria parabola sul desiderio e sulla sua automatica intercettazione da parte del potere, Virgin Goat è il film migliore di Murali Nair, perché arriva finalmente (grazie anche al digitale) a un’affabulazione allegorica così lieve e spigliata da sconfessare definitivamente qualsiasi sospetto di rigidità didascalica
ROTTERDAM 40 – “A Year Without a Summer” di Tan Chui Mui (Return of the Tiger) (di Marco Grosoli, del 05/02/2011)
Il nuovo film di Tan Chui Mui è un po’ la storia di un buco nero. Questo buco nero si chiama Azam, un cantante che ritorna nel suo villaggio natale in visita a una coppia di amici. Come nel suo precedente Love Conquers All (con cui vinse Rotterdam qualche anno fa), Tan costruisce con clamorosa economia di mezzi un’atmosfera indeterminata di fascino irresistibile
ROTTERDAM 40 – “The Stoker” di Aleksei Balabanov (Spectrum) (di Marco Grosoli, del 03/02/2011)
Da Balabanov, una dose abbondante di gelida brutalità ce la si aspetta. Che il regista russo firmi uno dei film più clamorosamente langhiani degli ultimi tempi, no. Abbracciando in pieno la passività del suo protagonista, Balabanov ritrae un microcosmo di terrificante pochezza umana, e lo rinchiude in un labirinto senza uscita. Ma il suo fochista, per quanto a care prezzo, in qualche modo si salverà
Bif&st 2011 – “Hai paura del buio”, di Massimo Coppola (Opere Prime) (di Pietro Masciullo, del 31/01/2011)
Massimo Coppola è fin troppo consapevole di inscriversi in territori ultrabattuti dal nostro cinema, ed ha l’intelligenza di utilizzare tutta questa sovrastruttura preesistente come una sorta di acquario dove far nuotare due esistenze “attualissime”
Bif&st 2011 - "London Boulevard", di William Monahan (Anteprime) (di Pietro Masciullo, del 29/01/2011)
Esordio alla regia di uno dei più apprezzati giovani sceneggiatori su piazza (William Monahan - The Departed, Nessuna Verità, Fuori Controllo), questo London Boulevard mutua l’impianto registico dai crudi noir metropolitani anni ‘60/’70 (di John Boorman e Mike Hodges tanto per rimanere in Inghilterra e poi ovviamente Scorsese…), ma in un modo così tremendamente scolastico da asciugare quasi totalmente l’empatia con i caratteri che rimane materia fredda e macchinosa
Bif&st 2011 - "Senna", di Asif Kapadia (Anteprime) (di Pietro Masciullo, del 28/01/2011)
Sarebbe stato un sogno vedere un documentario su Senna diretto da Herzog, con quel potente controcampo filmico/etico che oppone sempre l’immenso cineasta tedesco ai suoi personaggi che sfidano i propri limiti terreni. Qui invece, pur dando atto ad Asif Kapadia di aver fatto scelte di regia coraggiose ed ammirevoli, la leggenda supera l'uomo e le imprese sportive catturano l’ammirazione dello spettatore imbrigliando un pò troppo una straordinaria e complessa parabola umana
Trieste Film Festival 2011 - Premio Corso Salani (di Dario Di Donfrancesco, del 28/01/2011)
Sulle orme dell’indipendenza e dell’autentica passione che hanno caratterizzato l’attività artistica e la stessa vita di Corso Salani, l’associazione costituitasi recentemente, e che porta ovviamente il suo nome, ha deciso dunque di istituire e inserire nel festival un premio eponimo, destinato a cineasti che abbiano in cantiere o in lavorazione un’opera cinematografica
Bif&st 2011 - "Il Buongiorno del Mattino (Morning Glory)", di Roger Michell (di Pietro Masciullo, del 27/01/2011)
Morning Glory è una purissima operazione di genere. Un tipico esempio della forza dirompente del cinema medio/industriale americano: un cinema che riesce a creare “immaginario” e a servirsene nel contempo con una maestria stupefacente. Dove tempi comici e drammatici, plot e sub-plot amorosi, protagonisti e macchiette di contorno si intersecano con la precisione di un orologio a cucù svizzero (avrebbe detto appropriatamente Orson Welles…)
Bif&st 2011 - "L'Erede" di Michael Zampino (Opere Prime) (di Pietro Masciullo, del 26/01/2011)
La cosa che colpisce di più di questo buon esordio è la voglia matta di far percepire sensazioni e suggestioni solo per mezzo di immagini: attraverso calibrate scelte di regia (il brevissimo e tenebroso incipit, ad esempio, è una scintilla di cinema che non si dimentica) che dialoghino fertilemente con l’immaginario comune. Piccolo segnale di un cinema italiano “decentrato” e vitale
Trieste Film Festival 2011 - Per un cinema indipendente (di Dario Di Donfrancesco, del 21/01/2011)
Torna a Trieste uno degli eventi cinematografici italiani più entusiasmanti ed esclusivi del panorama italiano, con un festival che rappresenta ormai da anni la preziosa occasione per uno sguardo privilegiato sul cinema dell’Europa centro-orientale. E quest'anno c'è anche il Premio Corso Salani
Courmayeur Noir in festival 2010 – "Los ojos de Julia", di Guillem Morales (Fuori Concorso) (di Stefano Perosino, del 15/12/2010)
Courmayeur Noir in Festival 2010 – Fiction e documentari al Palanoir (di Stefano Perosino, del 13/12/2010)
Tre lungometraggi e due documentari in questa fase finale del festival hanno attirato la nostra attenzione. C’era una certa attesa per l’unica opera italiana in concorso At the end of the day, purtroppo però il film di Cosimo Alemà parzialmente delude le aspettative. Los dos Escobar è invece uno straordinario documento sulla vita di due personaggi che hanno scritto nel bene e nel male la storia recente della Colombia
Courmayeur Noir in festival 2010 – Omaggio a Jim Thompson e Alain Corneau, e ritorno sulla strage di Bologna (di Stefano Perosino, del 11/12/2010)
Courmayeur Noir in festival 2010 – I primi film della Selezione ufficiale (di Stefano Perosino, del 10/12/2010)
In questi primi giorni di festival, quattro sono i film finora visionati nel concorso lungometraggi e poco il noir “puro” intravisto: forse una scelta obbligata (e pensata con estrema attenzione) dovuta alla velocità vertiginosa dei cambiamenti (sociali, economici e tecnologici) a cui il mondo contemporaneo è sottoposto.
Courmayeur Noir in festival 2010 – Al via l’edizione numero 20 (di Stefano Perosino, del 06/12/2010)
Festival dei diritti umani di Napoli - "I giorni buoni", di Andrea Barzini (di Elio Ugenti, del 19/11/2010)
Il regista Andrea Barzini entra alll'interno della comunità "Jonhatan" di Scisciano, un paese dell'entroterra vesuviano in provincia di Napoli. Un luogo di accoglienza per giovani che provano a giocarsi una possibilità importante per cambiare vita e costruire un'identità fondata su regole condivise e su valori da spendere anche al di fuori della comunità. Un'idenità persa troppo presto dietro al desiderio di sentirsi come gli altri, più forti degli altri, per ritrovarsi poi accolti da persone che credono nel cambiamento e provano ad infondere ancora una speranza.
Festival dei diritti umani di Napoli – “Il sangue verde”, di Andrea Segre (di Aldo Spiniello, del 16/11/2010)
Festival dei diritti umani di Napoli - "Cattedrali di sabbia" di Paolo Carboni (di Valentina Gentile, del 14/11/2010)
Sessanta minuti di immagini e parole per cercare di capire quel che è successo in Sardegna negli ultimi quarant’anni. L’industrializzazione massiccia che a partire dagli anni ’60 ha invaso il territorio dell’isola, cambiandone per sempre il profilo. Migliaia di contadini, pastori e pescatori hanno ceduto alla promessa di una piccola ricchezza sicura. Hanno venduto tutto e sono entrati in fabbrica. La crisi che ha trasformato le industrie in cattedrali nel deserto. E il ritorno degli operai alle loro vecchie identità.
Festival dei diritti umani di Napoli - "Cargo", di Vincenzo Mineo (di Francesco Maggi, del 11/11/2010)
Nel suo documentario Vincenzo Mineo segue il viaggio del cargo Indigo Point da Rotterdam a San Pietroburgo registrando con rara sensibilità, a volte quasi nascondendosi, i gangli umani del 'sistema nervoso' della nave. Scava nelle membra di questa immensa balena aprendo lo sguardo 'high-definition' sui silenzi e le voci di una piccola isola in movimento. Ogni entità, lingua o religione dell'equipaggio è il piccolo ingranaggio di un complesso sociale che si autodetermina e disciplina
Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli (del 09/11/2010)
Otto giorni di proiezioni, mostre, conferenze, incontri con ospiti internazionali per riflettere sui diritti universali, dal 9 al 16 novembre, per portare il dibattito nelle periferie e nei luoghi dove il disagio e l’emarginazione sono più avvertiti. Suggestivo a tal proposito lo slogan “il cinema dalle gambe lunghe” adottato dall’associazione “Cinema e Diritti” che coordina l’evento.
RAVENNA NIGHTMARE FILM FEST 2010 - Le occasioni mancate (di Giacomo Calzoni, del 08/11/2010)
Edizione sottotono nella quale, paradossalmente, di horror puro se ne è visto poco, e neanche di eccezionale. Eppure, al di fuori dei generi, il Ravenna Nightmare Fest ha comunque regalato momenti interessanti sui quali è bene tornare: è il caso dell’intrigante e atteso Red, White & Blue, il quale nonostante i molti difetti si è rivelato una visione angosciante e tutt’altro che riconciliata dei fantasmi dell’America più profonda
XXV FESTIVAL DEL CINEMA LATINO AMERICANO TRIESTE - I vincitori... tra Costarica e Gestaciòn (del 02/11/2010)
Il costaricense Gestación ha voluto strafare, superando aspettative e sovvertendo pronostici: la giuria internazionale del Festival del cinema latino americano 2010 ha infatti deciso di conferirgli non solo il premio come miglior film, ma lo ha anche ritenuto meritevole del premio per la miglior regia e per la migliore interpretazione
RAVENNA NIGHTMARE FILM FEST 2010 - Si comincia! (di Giacomo Calzoni, del 29/10/2010)
Dal 26 al 31 ottobre Ravenna diventa la capitale italiana del cinema horror: nove film in concorso, eventi speciali, anteprime. Quanto basta per fare di questo "piccolo" festival un appuntamento che, anno dopo anno, non può mancare nell'agenda di qualsiasi appassionato che si rispetti.
XXV FESTIVAL DEL CINEMA LATINO AMERICANO TRIESTE - Contrabbando, ristoranti e... reparti speciali (del 28/10/2010)
Un coloratissimo e mal assortito salone di bellezza boliviano, una zona di confine sudamericana con i suoi scalcinati traffici e un’improbabile e surreale televisione privata, un ultramoralista istituto superiore costaricense, un ristorante cileno in cui si dipana una tormentata storia d’amore, le pericolose azioni dei reparti speciali honduregni. Sono alcuni tra gli scenari ammirati nelle decine di film in concorso
XXV FESTIVAL DEL CINEMA LATINO AMERICANO TRIESTE (del 22/10/2010)
Una manifestazione longeva e sempre più affascinante, che da tempo costituisce una prestigiosa e irrinunciabile vetrina per le nazioni latinoamericane che intendono presentare le loro opere al pubblico italiano in una cornice internazionale. Una grande occasione per ammirare pellicole spesso poco note, antiche e gloriose, recenti e inedite della cinematografia sudamericana
SAN SEBASTIAN 58 - La guerra dimenticata. Incontro con John Sayles (di Francesca Bea, del 28/09/2010)
Abbiamo incontrato il regista americano di Honeydripper, La costa del sole, Silver City, Casa de los Babys. In concorso al festival donostiano con un film che riscopre una guerra dimenticata, la guerra filippina-americana, John Sayles parla della sua ultima opera, Amigo. GUARDA IL VIDEO
SAN SEBASTIAN 58 – “Amigo”, di John Sayles (Concorso) (di Francesca Bea, del 26/09/2010)
SAN SEBASTIAN 58 - Maieutica dell'immagine. Incontro con Naomi Kawase (di Francesca Bea, del 25/09/2010)
Abbiamo incontrato la regista nipponica di Shara, The Mourning Forest e Nanayomachi. In concorso al festival basco con Genpin, documentario che esplora il metodo del parto naturale praticato dal dottor Yoshimura, Naomi Kawase racconta il suo il desiderio di scoprirsi attraverso il cinema e la necessità di dare profondità alle sue immagini.
SAN SEBASTIAN 58 – “Genpin”, di Naomi Kawase (Concorso) (di Francesca Bea, del 23/09/2010)
SAN SEBASTIAN 58 – “Il Natale rappresenta un momento particolare della vita, pieno di aspettative” - Incontro con Bent Hamer (di Francesca Bea, del 23/09/2010)
Home for Christmas si ispira al libro di Levi Henriksen per raccontare, in una girandola di storie che s’incrociano, di persone che si trovano e si perdono, il Natale di una piccola città della Norvegia. Bent Hamer in conferenza stampa al Festival di San Sebastian
SAN SEBASTIAN 58 – “Podslon - Shelter”, di Dragomir Sholev (Zabaltegi – New Directors) (di Francesca Bea, del 22/09/2010)
SAN SEBASTIAN 58 – “Home for Christmas”, di Bent Hamer (Concorso) (di Francesca Bea, del 22/09/2010)
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