CANNES 65 - "No", di Pablo Larraín (Quinzaine des réalisateur)


Il terzo film della trilogia sulla dittatura cilena di Larraín, non è meno duro né meno cupo dei precedenti Tony Manero e Post Mortem. I colori sono ugualmente spenti e la paura e il sospetto restano i sentimenti dominanti. Il controcampo dell’entusiasmo “pubblicitario” è rappresentato proprio dal senso diffuso di controllo, dai mille occhi che osservano, seguono e talvolta deviano il percorso dei protagonisti

Pablo Larrain, NoCi precipita negli anni Ottanta il film di Pablo Larraín No, presentato nel bel programma della Quinzaine des réalisateur, e dedicato alla fine della terribile dittatura di Augusto Pinochet dopo il referendum che nel 1988 ha lasciato il Cile finalmente libero dalla oppressione del regime, eppure attonito, quasi incredulo per l’accaduto. Questo il sentimento principale delle immagini finali del film, con la gente per strada a festeggiare e il protagonista che, con il figlioletto in braccio, sembra non credere fino in fondo a quello che ha appena visto accadere.

Il cinema di Pablo Larrain è così: un’idea continua che si sviluppa sotto i nostri occhi e ci lascia sgomenti o sorpresi, spettatori impreparati pur conoscendo il finale. Tutto ruota attorno alla campagna pubblicitaria per il No nel referendum che avrebbe dovuto, invece, confermare all’opinione pubblica internazionale il sostegno dei cileni al loro dittatore. Determinante, allora, diventa l’intervento di un vero pubblicitario (Gael García Bernal) che capovolge i termini del discorso e anziché puntare il dito sulla condizione di ingiustizia e violenza del paese, si concentra sulla gioia che verrà dall’imminente sua fine. E allora musica, inni di allegria, immagini liete e luminose che spiazzano il regime e gli elettori/spettatori, infondendo energia, coraggio e ottimismo in un contesto politico e sociale completamente differente.

Si sposta sul piano della comunicazione, dunque, il dibattito politico altrimenti impossibile, ma, invece di impoverirlo, lo si arricchisce aggirando gli ostacoli e sfruttando il nuovo linguaggio pubblicitario per  insinuarsi nel pensiero degli elettori e trovare le strade della libertà. Impresa impossibile, addirittura folle se si pensa all’iperbolica astrazione di cui è fatto oggi il grande carosello della politica, eppure efficace in quel contesto drammaticamente senza regole. Larraín, però, non si limita a raccontare quella esperienza, si insinua con lo sguardo fin dentro quei meccanismi, sfruttando l’immagine sporca e leggera del vecchio video tape, utilizzando una macchina da presa dell’epoca per confondere i video di repertorio con le scene della finzione cinematografica. Tutto è posto sullo stesso piano, come a voler creare un punto di partenza, un livello iniziale da cui partire, ricominciare a dare un valore nuovo alle parole, alla propaganda, alla battaglia per la libertà.Il risultato è un film teorico e fisico al tempo stesso, perché riflette sul molteplice potere dell’immagine, e prima ancora, sugli innumerevoli e talvolta imprevedibili effetti che queste possono produrre. Eppure, si diceva, il terzo film della trilogia sulla dittatura cilena di Larraín, non è meno duro né meno cupo dei precedenti Tony Manero e Post Mortem. I colori sono ugualmente spenti e la paura e il sospetto restano i sentimenti dominanti. Il controcampo dell’entusiasmo “pubblicitario” è rappresentato proprio dal senso diffuso di controllo, dai mille occhi che osservano, seguono e talvolta deviano il percorso dei protagonisti. Inquietudine strisciante che neppure quel no pronunciato mille volte sembra poter scalfire. 

Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:10.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:115%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:"Calibri","sans-serif"; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:Arial; mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

St. James Place, il nuovo film di Steven Spielberg
Scritto dai fratelli Coen e Matt Charman
Giorgio Gosetti su La Casa del Cinema
Il delegato generale delle GIornate degli Autori di Venezia ha diramato un comunicato
Cinemondo: a Roma arriva "L'image manquante" di Rithy Panh
dopo la proiezione incontro dell'autore con il pubblico
Status - La serie in streaming su Mymovies
Da oggi
Il National Theatre arriva nelle sale italiane
Quattro appuntamenti nel 2015
Il milione favoloso per Martone
Quasi 6 milioni di euro
BERLINALE 65 – Retrospettiva su Wim Wenders
nella sezione Homage
La critica "non denigratoria" di Paul Schrader
Interviste e magliette per esprimere dissenso contro Dying of the light
Benicio Del Toro nei panni di Cortés?
Questa l’ipotesi per il serial di Martin Scorsese.
Un nuovo indizio: torna Sherlock Holmes
 In uscita a Natale 2015 la nuova stagione della serie TV 
Belen, Fabio Troiano, Dino Abbrescia e Tosca D'Aquino alle Giornate professionali di Cinema
Per presentare Non c'è due senza te
Hollywood Bad Girls su Studio Universal
Focus sulle cattive ragazze di Hollywood, da dicembre.
Le vertigini e i fiumi del Cinemondo di Villa Medici
la rassegna apre con il film franco-vietnamita di Bùi Thac Chuyên e il cambogiano A river changes course
Penélope Cruz in Zoolander 2
Tutto pronto per il sequel del film del 2001
Il remake di Ben Hur a Matera con Morgan Freeman
Sarà diretto da Timur Bekmambetov
Due giorni, una notte scala il box office
Incassati 314.374 euro con media copia di 2.884
Si riaccendono gli schermi del Filmstudio a Roma.
Ecco i film della prima serata-evento.
TORINO 32 - La New Hollywood sotto esame
il 27/11 all'Auditorium Quazza incontro sui film della retrospettiva
Steve McQueen alle prese con un quartetto di Vedove.
Il regista britannico era un grande fan dello show della BBC
Torino 32 – aumentano gli incassi
impennata del 7% nelle vendite di biglietti singoli
James Bond per le strade di Roma
Nel nuovo capitolo della saga di 007 diretto da Sam Mendes
Debutto alla regia per Russell Crowe
The Water Diviner uscirà in Italia l'8 gennaio
La banda Boris di "Ogni maledetto Natale" in copertina su "Film Tv"
Interviste a Stefano Fresi, Alessandra Mastronardi, Luca Vendruscolo e Tom McGrath
TORINO 32 - Spielberg's Day
Tre suoi film in retrospettiva
Hunger Games in testa al box office statunitense
Al secondo posto Big Hero 6, al terzo Interstellar