Girlfight

Girlfight è un film che viene da lontano. Lontano dalla nostra realtà, estranea a quel miscuglio razziale in cui gli equilibri precari sembrano pronti a produrre solo cultura di rivolta e violenza; lontano da quei quartieri in puro disfacimento, da quelle classi con ragazzi diversi, colorati e arrabbiati. Girlfight viene da lontano, o almeno così sembra: viene da quella stessa America delle commedie romantiche, degli uomini in carriera, da quella stessa New York dell’Empire State Building, del Rockfeller Center. Ma qui c’è solo Brooklyn con il suo quartiere forse più degradato a fare da set a una storia di redenzione, di lotta femminile.
Michelle Rodriguez interpreta Diana, una ragazza ispanica, cresciuta senza la madre, con la sterile presenza di un padre iroso, sopravissuto a una vita di espedienti e stenti e di un fratello posato e femminile non portato per quello sport che a lei piace tanto. La boxe non è per le donne, le dicono, ma la determinazione di chi vuole fuggire un futuro già noto, una vita inscritta nei termini di una povertà materiale, ma soprattutto spirituale non la può fermare. Diana si allena e combatte facendo cambiare le regole di un gioco chiuso e maschile. Combattendo, affermando il proprio diritto di scegliere la propria vita, scopre se stessa, l’amore, la dolcezza. Si innamora di un ragazzo bianco, suo avversario sul ring: lo combatterà e vincerà affermandosi su quel maschio bianco che ama e combatte. Lo sguardo rabbioso e torvo si distende. Il sorriso illumina un volto marcato e duro come la vita che è stata scritta per lei.
Karyn Kusama dirige il film con linearità e semplicità, indugiando molto sui forti tratti della intensa protagonista, sottolineando con cura lo sviluppo di quel corpo femminile che matura e prende coscienza della propria forza di donna e combattente. Il corpo di Diana cresce e con esso cresce la consapevolezza di un possibile futuro, di un nuovo orizzonte distante da una realtà di umiliazione e degrado, di un mondo altro, lontano ma pur sempre raggiungibile per chi combatte su quel ring di battaglie ancora aperte.
Titolo originale: Girlfight
Regia: Karyn Kusama
Sceneggiatura: Karyn Kusama
Fotografia: Patrick Cady
Montaggio: Plummy Tucker
Musica: Theodore Shapiro
Scenografia: Stephen Beatrice
Costumi: Marco Cattoretti, Luca Mosca
Interpreti: Michelle Rodriguez (Diana), Santiago Douglas (Adrian), Jaime Tirelli (Hector), Ray Santiago (Tiny), Paul Calderon (Sandro), Elisa Bocanegra (Marisol), Alicia Ashley (Ricki Stiles), Thomas Barbour (Ira), Louis Guss (Don), J. P. Linton (Mr. Price)
Produzione: Sarah Green, Martha Griffin, Maggie RenziGreen-Renzi/Independent Film Channel
Distribuzione: Key Films
Durata: 110’
Origine: Usa, 2000
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