"The contenders - Serie 7"

Film di genere, nel braccio di ferro fra cinema e Tv dove si rimprovera spesso al primo di mutuare più o meno volontariamente i codici della seconda.

Di rado The Contenders si atteggia solo a trattato mediatico. Neppure quando
i titoli di testa presentano il "reality show" entro una realtà fenomenicamente ambigua. Il film è tanto apprezzabile come film di genere - diciamo dramma para-catodico - nel braccio di ferro fra cinema e Tv dove si rimprovera spesso al primo di mutuare più o meno volontariamente i codici della seconda. Minahan mette però in atto un attacco alla critica mediatica che vede appunto i codici para-televisivi della messinscena. Metabolizza immediatamente quel "ritorno all'uomo" che nutre l'arte odierna. Mette in scena, gigantizzandolo, uno spazio urbano- per frammentarlo in villette residenziali, grandi magazzini, prati e soprattutto ospedali, e rimpallalarlo soprattutto nei sobborghi. Le inquadrature di The contenders-Serie 7 sono dunque paradossi geometrici a bassa risoluzione di una spazialità perduta, chiusa in sé stessa, come quella delle soap-opera. Su una tale irrealtà del mondo e sostanzialità dell'illusione, Emile Cioran scrive "se tutto è illusorio, di reale non vi è per l'appunto altro che l'illusione". Illusori sono la maternità e gli affetti della campionessa Dawn; illusoria è la superiorità della ragazzina su un vecchio più machiavellico e la perdita della verginità col fidanzato; illusoria è la capacità dell' infermiera di utilizzare le sue iniezioni come corpo contundente; infine è illusorio il lieto fine con i due eroi che soccombono più o meno arbitrariamente. Proprio da questo nichilismo non privo di didascalismo, deriva la vitalità dove alla fine tutto si riconduce al fatto di uccidersi e inseguirsi reciprocamente solo in nome dell'audience, attraverso le ritualità materiche, ineludibili, e quasi opprimenti dello scontro fisico o a distanza. E' questa un'ispirazione ondivaga e per nulla edificante dalle salde radici massmediologiche e spettacolari
Titolo originale: Series 7: The Contenders
Regia: Daniel Minahan
Sceneggiatura: Daniel Minahan
Fotografia: Randy Drummond
Montaggio: Malcolm Jamieson
Musiche: Alexis Flesig, Eli Janney, Scott McCloud, Johnny Temple (Girls Against Boys)
Scenografia: Gideon Ponte
Costumi: Christine Bieselin
Interpreti: Brooke Smith (Dawn Lagarto), Marylouise Burke (Connie Trabucco), Glenn Fitzgerald (Jeffrey Norman), Michael Kaycheck (Tony Reilly), Richard Venture (Franklin James), Merritt Wever (Lindsay Berns), Donna Hanover (Sheila), Angelina Phillips (Doria), Nada Despotovich (Michelle), Stephen Michael Rinaldi (Craig)
Produzione: Jason Kliot, Katie Roumel, Christine Vachon, Joana Vicente per Blow Up Pictures/Killer Films/October Films/Open City Films
Distribuzione: Lucky Red
Durata: 87'
Origine: Usa, 2001
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