Gostanza da Libbiano
La chiusura del cerchio. Dopo Il bacio di Giuda (1988) e Confortorio (1992), Gostanza da Libbiano chiude la trilogia di Paolo Benvenuti dedicata al potere. Al potere e alla sua logica, che si esercita con la repressione e cerca di estirpare le radici (di una comunità, di un collettivo, di una religione “altra” come nel caso dei due ebrei costretti alla conversione in Confortorio); o l’identità dei singoli (Gostanza). Come sempre il pisano Benvenuti parte da documenti e testi storici, terreno fertile per le sue sceneggiature. In questo caso il processo di San Miniato a una presunta strega, nel 1594. La donna, interpretata in maniera superba da Lucia Poli, verrà assolta, ma resterà l’orrore dell’inquisizione appiccicato alla Storia. Benvenuti continua a perseguire un obiettivo e al di là della fedeltà storica (il copione sintetizza passaggi autentici del processo) lo persegue attraverso il linguaggio. Macchina da presa fissa, intenso lavoro sul set, sulla recitazione, insomma sull’inquadratura come “essenza”, persino come “corpo” del film. L’obiettivo è la verità, quella cinematografica e quella storica. E non c’è Storia – sembra dirci Benvenuti – che non abbia imposto il proprio marchio sul presente. Per questo il meccanismo di repressione di padre Costacciaro, che oggi definiremmo un pubblico ministero, ha radici nel tardo ’500 ma è germogliato nel 2000, se è vero che nell’anno del Giubileo il Vaticano ha pensato bene di chiudere le porte in faccia al cineasta, nonostante alti prelati avessero apprezzato il film e i suoi contenuti. Nel frattempo Benvenuti si è già rimesso al lavoro. E per confermare l’urgenza del suo discorso sull’Italia contemporanea, (ri)cerca tra le pieghe della non-verità di Stato la cronaca della strage di Portella delle Ginestre, fulcro del prossimo film.Gostanza da Libbiano
Regia: Paolo Benvenuti
Sceneggiatura: Stefano Bacci, Paolo Benvenuti, Mario Cereghino
Fotografia: Aldo Di Marcantonio
Montaggio: César Meneghetti
Suono: Fabio Merlorio
Scenografia: Paolo Barbi, Paola Peraro, Paolo Fischer
Costumi: Marta Scarlatti
Interpreti: Lucia Poli (Gostanza da Libbiano), Valentino Davanzati (monsignor Soffia), Renzo Cerrato (Padre Costacciaro), Paolo Spaziani (Padre Porcacchi), Lele Biagi (notaio Viviani), Nadia Capocchini (monna Lisabetta), Teresa Soldaini (Dianora)
Produzione: Giovanni Carratori per Arsenali Medicei
Distribuzione: Lab80 Film/K3 Films
Durata: 92’
Origine: Italia, 2000
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