Honolulu Baby

L’insospettata fuga da un quotidiano asfittico e senza frutti ha tutto l’aspetto di una missione inutile e forzata all’altro capo del mondo dove finisce chi non serve più a nulla. Eppure il confino non è privo di un doppio fondo da paradiso: Melancias, sperduto regno di sole femmine, sintesi variopinta di evasione ed oblio, accoglie e beffa l’ingegner Colombo che esce dal multiforme, ipercreativo mutismo di Ratataplan (1979) e si ritrova obbligato a masticare un nuovo esperanto – l’inglese della globalizzazione – che tutti si adattano a comprendere e che nessuno sa parlare davvero.
Ma la comicità insieme fisica e pulviscolare di Nichetti soffre non poco l’ingombro di un’ambientazione esotica in cui il timbro della controrealtà carnevalesca, proprio quando si incarica di irridere le aberrazioni di una modernità gretta e vorace, sconta schematismi e semplificazioni, col risultato che tutto, alla fine, sembra risolversi in un grazioso cortocircuito farsesco non privo del conclusivo coup de théatre.
Nichetti non rinuncia alla costruzione di gag interamente visive (ed il vero pregio del film consiste nel fatto che il funzionamento narrativo può prescindere dall’esatta comprensione delle molteplici lingue parlate, stilizzate in una sorta di aereo ricamo sonoro, improntato ad una elementare essenzialità), mette al lavoro le potenzialità di una postproduzione completamente digitale, ma non trova mai il passo dei suoi lavori migliori ed in ultima analisi sembra rinchiudersi nei toni sfumati di una commedia fantastica in cui l’immaginazione dà l’impressione di funzionare come un consolatorio riparo.
Il film prende il titolo dalla canzone che Laurel e Hardy, in fuga dalle mogli, cantano in I figli del deserto (1934) di W.A.Seiter.
Honolulu Baby


Regia: Maurizio Nichetti
Sceneggiatura: Maurizio Nichetti, Giovanna Carrassi, Richard Clement Haber
Fotografia: Saverio Guarna
Montaggio: Massimo Germoglio
Musica: Carlo Siliotto
Scenografia: Lorenzo Baraldi
Costumi: Donatella Cianchetti
Interpreti: Maurizio Nichetti (Alberto Colombo), Maria de Medeiros (Margherita, moglie di Colombo), Jean Rochefort (Cri Cri), Paulina Galvez (Marilda), Marian Aguileira (Cleusa), Susan Labaro (Flor), Marta Gil (Marianna), Johara Valerie Racz (Cida), Giulia Weber (Gabriela), Renato Scarpa (dott. Anselmi), Dorothea Brandin (segreteria di Anselmi), Massimo Wertmuller (collega di Margherita)
Produzione: Silvio Sardi per CIDIF. Con la collaborazione di RAI Cinema
Distribuzione: Mikado
Durata: 90’
Origine: Italia, 2001

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