Thomas in love

Scritto da Philippe Blasband, sceneggiatore di Una relazione privata, Thomas in love - curiosa traduzione del titolo originale, Thomas est amoureux - è in primo luogo una scommessa stilistica. Girato interamente in soggettiva - che soltanto nel finale scopriamo essere “falsa”, ovvero non corrispondente allo sguardo del protagonista, quanto, piuttosto, al punto di vista del computer - il film ritrae un mondo fittizio, in cui si intrecciano le curiosità per un immaginario “virtuale” e le sue infinite potenzialità, con i timori e le insicurezze “umane”, quali la paura di crescere, l’incapacità di far fronte alle possibili difficoltà comunicative. Thomas è un “giovane” trentaduenne sofferente di agorafobia, che da otto anni non esce di casa e non permette a nessuno di incontrarlo. Il computer è l’unico mezzo attraverso cui filtrare ogni tipo di bisogno, di desiderio, sia di natura affettiva, che sessuale; una finestra sul mondo, grazie al quale può evitare un confronto diretto col genere umano. Di Thomas non sentiamo che la voce, quasi fosse tutt’uno con la macchina da cui scrutiamo la realtà che lo circonda. Figure strambe - uno psicologo che iscrive il suo paziente al club di incontri, una madre eccessivamente premurosa ossessionata dal videotelefono, eroine virtuali - attraversano lo schermo, dal quale osservano a loro volta, in attesa che qualcosa succeda. Prefigurazione di un futuro forse non troppo lontano, il film riflette ironicamente sul nostro presente, sull’inaridimento delle relazioni umane, lasciando intravedere, uno spiraglio di positività e la voglia di mettersi in gioco. Una scommessa, appunto, che il regista belga Pierre-Paul Renders, qui al suo esordio nel lungometraggio, riesce brillantemente a vincere.
Titolo originale: Thomas est amoreux
Regia : Pierre-Paul Renders
Sceneggiatura: Philippe Blasband
Fotografia: Virginie Saint-Martin
Montaggio: Ewin Ryckaert
Musica: Igor Sterpin
Scenografia: Pierre Gerbaux
Costumi: Anne Fournier
Suono: Olivier Hespel
Interpreti: Benoît Verhaert (Thomas), Aylin Yay (Eva), Magali Pinglaut (Mélodie), Micheline Hardy (Nathalie/la madre), Alexandre Von Sivers (assicuratore), Serge Lariviére (operatore telefonico), Dominique Baeyens (Vanessa), Imbal Yalon (Eleonore), Frédéric Topart (lo psicologo)
Produzione: Diana Elbaum per Entre Chien & Loup/JBA Productions
Distribuzione: Key Films
Durata: 92’
Origine: Belgio/Francia, 2000
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