Amores perros
Il film di Iñarritu è l’elogio del cinema e delle sue possibilità, non solo tecniche, ma soprattutto emotive. Perché la forza del cinema è quella che scaturisce dalle immagini e dal tessuto narrativo che queste sono capaci di trasmettere. Amores Perros è un film straordinariamente ricco, curato con tarantiniana accuratezza e con un’ossessiva attenzione alla realtà che si incontra in una delle città più popolose del mondo (Città del Messico): romantica e tragica da un lato, violenta e disperata dall’altro. Non ci sono contaminazioni, non ci sono interferenze e i personaggi che l’esordiente regista mette in scena in questo spaccato di vita sono così come sono: non chiedono mai un sorriso forzato, né tantomeno una sentimentale identificazione, non chiedono perdono per le loro azioni, non ci rendono partecipi e non ci spiegano il perché. Sono quello che sono e basta. E in un mondo in cui ci si denuda e ci si analizza sempre di più sono loro i veri testimoni di un malessere esistenziale. La scomposizione narrativa che Tarantino aveva utilizzato con tanta attenzione e freddezza, viene qui ricostruita con il calore e la passionalità latina. Dove la vita viene profondamente vissuta, alternando gioia e dolore, in un chiaroscuro che si confonde con i colori (opachi e lucidi), i suoni (brutali e armoniosi) della natura umana.
I personaggi, intrappolati in una sorta di puzzle esistenziale, si intrecciano in una città-territorio sulla quale vengono proiettate le luci e le ombre delle loro coscienze: Octavio e Susana, simboli di un amore impossibile e di un’altrettanta redenzione, condannati a non vivere il loro sogno; El Chivo, personaggio emblema, “tormentato” dal proprio passato rivoluzionario e dall’idealismo di una lotta giusta, manipolatore dei destini che lo circondano; e poi ancora la struggente storia di Daniel e Valeria (la più debole delle tre, la meno “sentita”, ma anche la più intima), un lieto fine interrotto, un doloroso quanto rassegnato sguardo verso quello che “eravamo” e che non siamo più.
Amores Perros è un’opera in bilico tra passato e presente, dove il futuro è rappresentato solo come utopia, come un’ipotetica realtà. E’ un grido disperato che si leva da una città anonima, ma allo stesso tempo è la dolce e violenta rappresentazione di un mondo delle passioni, è un’emozione infinita, che tra lacrime e sorrisi, tra dolore e rimpianti, mette in mostra il frenetico ritmo della vita e l’amaro destino che puntualmente si compie.
Titolo originale: Amores perros
Regia: Alejandro Gonzalez Iñarritu
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga
Fotografia: Rodrigo Prieto
Musica: Gustavo Santaolaya
Scenografia: Brigitte Broch
Costumi: Gabriela Diaque
Interpreti: Emilio Echevante (El Chivo), Gael Garcia Bernal (Octavio), Goya Toledo (Valeria), Alvaro Guerrero (Daniel), Vanessa Bauche (Susana), Jorge Salinas (Luis), Marco Perez (Ramiro), Rodrigo Murray (Gustavo), Humberto Busto (Jorge), Gerardo Campbel (Mauricio), Adriana Barraza (madre di Octavio)
Produzione: Alejandro Gonzalez Iñarritu per Altavista Films/Zeta Film
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 147’
Origine: Messico, 2000
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