Billy Elliot
Billy Elliot di Stephen Daldry è manuale d’altri tempi, breviario di smaliziate astuzie cinematografiche. Fin dai saltellanti titoli di testa il film si rivolge direttamente allo spettatore, girovagando fra le mura di una misera abitazione di minatori nella provincia inglese anni ’80, la macchina da presa quasi incollata al viso del giovanissimo protagonista.Un ragazzino proletario e orfano di madre, un padre ed un fratello insensibili ad ogni inclinazione artistica, un sogno nel cassetto da realizzare: Stephen Daldry, al suo esordio dietro la macchina da presa, non ha timore di mettere in scena tutti gli elementi tipici di un falso melodramma operaio. Favola da Oscar in cerca di consenso, pronta ad offrire emozioni. Facili e seriali.
Poi lo stile, l’estetica cinematografica. Billy Elliot è sapiente esercizio di montaggio alternato, altalena fra sequenze di quotidiana banalità e, ancor più banali, danze in palestra, sottile ricamo di contrappunti musicali, sempre ben calibrati, straordinariamente inutili quanto puntuali. Inopportuno scomodare la tradizione del grande musical americano (Berkeley, Donen, Minnelli) o le più recenti acrobazie di Jennifer Beals per ascoltare sincronie e diacronie di questo cinema disonesto.
Fin qui la forma. La patina che incrosta ogni singola inquadratura.
Ma i giochi di prestigio orchestrati da questo scaltro regista sembrano non aver mai fine. Sullo sfondo, quasi in filigrana, scomoda cornice storica, si materializzano i fantasmi delle durissime lotte sindacali dei minatori inglesi negli anni ’80, la politica repressiva della signora Thatcher, le cariche delle squadre di polizia.
Bigmouth strikes again suona il ritornello, refrain dimenticato di quel periodo.
Altra musica, altra storia: il proletariato raffigurato da Daldry è folla docile ed addomesticata, lavoratori pronti a rinunciare a qualsiasi ideologia pur di vedere il talentuoso figlio iscritto ad una delle famose scuole private della capitale.
Lotta di classe derisa da sogni borghesi e inappagati desideri di potere.
Al di là dell’immoralità di uno sguardo Billy Elliot è operazione reazionaria e revisionista. Icona ed emblema di un cinema inglese che ha in Full Monty il prototipo e in registi come Stephen Daldry, Michael Winterbottom e Nicholas Hytner gli irriducibili paladini.
Titolo originale: Billy Elliot
Regia: Stephen Daldry
Sceneggiatura: Lee Hall
Fotografia: Brian Tufano
Montaggio: John Wilson
Musiche: Stephen Warbeck
Scenografia: Maria Djurkovic
Costumi: Stewart Meachem
Interpreti: Jamie Bell (Billy Elliot), Julie Waters (Mrs. Wilkinson), Jamie Draven (Tony Elliot), Gary Lewis (Jackie Elliot), Jean Heywood (nonna di Billy), Stuart Wells (Michael), Mike Elliot (George Watson), Janine Birkett (madre di Billy), Nicola Blackwell (Debbie Wilkinson), Billy Fane (Mr. Braithwaite), Colin MacLachlan (Mr. Wilkinson)
Produzione: Greg Brenman, Jonathan Finn, Arts Council of England/BBC/Studio Canal +/Tiger Aspect/WT2/Working Title Films
Distribuzione: U.I.P.
Durata: 110’
Origine: Gran Bretagna/Francia, 2000
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- cinema giapponese
- cannes 64
- documentario
- 3D
- robert de niro
- venezia 67
- george clooney
- cinema indipendente
- Cannes 65
- ben affleck
- joaquin phoenix
- cinema UK
- Isabelle Huppert
- venezia 68
- matt damon
- marion cotillard
- Festival di Roma
- oscar
- cinema orientale
- horror
- jessica chastain
- cinema francese
- brad pitt
- DVD
- nanni moretti
- torino 29
- steven spielberg
- Martin Scorsese
- animazione
- cinema americano
- leonardo di caprio
- cannes 2011
- torino film festival 28
- david fincher
- james franco
- clint eastwood
- Sean Penn
- film tratti da libri
- cinema italiano
- Kate Winslet
- serie tv
- Johnny Depp
- trailer
- Jafar Panahi
- Corso Salani
- hbo
- woody allen
- david cronenberg
- cinema spagnolo
- michael fassbender
News
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa






.jpg)