Il fantasma, di João Pedro Rodrigues
Titolo originale: O Fantasma,
Regia: João Pedro Rodrigues
Sceneggiatura: João Pedro Rodrigues, osè Neves, paulo reselo, Alexandre Melo
Fotografia: Rui Poças
Montaggio: Paulo Rebelo, João Pedro Rodrigues
Scenografia e costumi: Joau Rui Guerra da Mata
Suono: Mafalda Roma
Interpreti: Ricardo Meneses (Sèrgio), Beatriz Torcato (Fàtima), André Barbosa (Joao), Eurico Vieira (Virgilio)
Produzione: Amandio Coroado
Distribuzione:
Durata: 90’
Origine: Portogallo, 2000
Passata l’ubriacatura di film gay a Venezia, non ci resta che tirare le somme. Mettiamola così: O fantasma è certamente inferiore allo splendido La vergine dei sicari di Barbet Schroeder, ma è un apologo ugualmente necessario. Non solo per l’orgoglio omosessuale beninteso ma più ambiziosamente per l’evoluzione sessuale, che è bisognosa di una dimensione incubica e fantasmatica per conseguire la sicurezza. Esplicitamente ricompattata dal pellegrinaggio del protagonista inguainato nel latex in una zona arida e postatomica, il cui unico vincolo col mondo civile è costituito dalla discarica. Qui si sfama degli avanzi della civiltà consumistica, e ha i conati di vomito. Ma lo schifo non è dato da quella che i sessuologi definiscono la fase egodistonica (disagio di se stessi) quanto da un corpo che da sempre è un protagonista dell’evoluzione Omosessuali si scopre di esserlo come dicono i sessuologi. E per restare tali occorre ravvivare i giochi sessuali non soltanto nel corso dei processi socializzativi Nessuna inautenticità. Qui il corpo espande a dismisura il proprio potere vitale. Oltrepassa il sistema (noi diremmo la società dei normali) nel senso più heideggeriano del termine Anzi il cosiddetto mondo civile è un limite con le sue costrizioni sessuali, i rituali sempre inespressi. Come direbbe Nietzsche “ciò che chiamate mondo, deve essere ancora da voi creato”. O fantasma questo mondo superomistico lo ricerca anche nella sua convergenza di mondi molteplici (il poliziotto di ronda che si fa praticare il sesso orale dal protagonista è lo scacco dell’integrità morale davanti all’impero della sensualità). Con buona pace di De Sade la filosofia esce finalmente dal boudoir e il sesso estremo evade da Internet per accedere al mondo reale.
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