Anna and the King

Regia: Andy Tennant Soggetto: tratto dai diari di Anna Leonowens Sceneggiatura: Steve Meerson & Peter Krikes Fotografia: Caleb Deschanel Montaggio: Roger Bondelli Musica: George Fenton Scenografia: Steve Meerson & Peter Krikes Interpreti: Jodie Foster (Anna Leonowens), Chow Yun-Fat (Re Mongkut), Bai Ling (Tuptim), Tom Felton (Louis), Syed Alwi (Il Kralahome), Randall Duk Kim (Generale Alak), Lim Kay Siu (Principe Chowfa), Melissa Campbell (Principessa Fa-Ying) Produzione: Lawrence Bender Distribuzione: Fox Durata: 2h36' Origine: USA, 1999

Andy Tennant, dopo esperienze come ballerino in Grease e come sceneggiatore di alcuni film televisivi, è alla sua quarta regia cinematografica, e non tradisce la sua passione per le storie romantiche e per i lavori epici, stimolata, come dichiara lui stesso, da film come Il dottor Zivago, Braveheart, La mia Africa.
Dopo la versione del 1946 - Anna e il re del Siam - e quella del 1956 - il musical Il re ed io - il leggendario racconto di Anna, una vedova inglese che, con un figlio, decide di abbandonare la patria per recarsi nel Siam, diventa il sogno ambizioso di Tennant, innamorato della storia e deciso a sottolineare, nel canovaccio, le distinzioni culturali e il rapporto speciale che si instaura tra i due protagonisti. Riesce nel suo intento: le contrapposizioni culturali emergono con delicatezza e sono mostrate anche attraverso aspetti simbolici come l'abbigliamento, che in Anna è volutamente neutro di contro a quello sfarzoso e colorato delle concubine del re; il rapporto speciale tra i due, invece, emerge da piccoli gesti, piccole concessioni, piccoli sguardi, e da una storia d'amore bisbigliata e impossibile, che li lega rendendo il tutto più romantico.
Anna and the King è un film lungo ma ben strutturato, in cui le vicende amorose e quelle storiche camminano parallelamente, ognuna sullo sfondo dell'altra. Non c'è niente di particolarmente profondo e niente da leggere tra le righe, ma il regista ne è consapevole, così da affidare la riuscita del film al calore delle fotografia, alla luminosità di ampi spazi, all'imponente scenografia, risultato di un lavoro curato nei dettagli e soprattutto ai protagonisti, una Jodie Foster semplice e coraggiosa, e l'insolito Chow Yun-Fat, che siamo abituati a vedere in ben altre vesti, nonostante la sua carriera vanti numerosi ruoli romantici in sit-com e drammi prodotti a Hong Kong. Manuela Pincitore  
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