"L'amore in gioco", di Peter Farrelly e Bobby Farrelly

Dai fratelli Marx ai fratelli Grimm. Nel mondo dei Farrelly al di là delle gag e dell'umorismo esagerato, nasce la favola "vecchio" stile che scopre il segreto della visione dall'interno. È il carattere più vero ed essenziale del sogno. Afferrare l'eterno, la passione, in ciò che è disperatamente fugace: l'amore e la vita al cinema...

Dai fratelli Marx ai fratelli Grimm. Nel mondo dei Farrelly non ci sono soltanto grosse gag e umorismo esagerato, ma favole "vecchio" stile, incentrate sui personaggi e ambientate nel mondo reale che semplicemente non si ferma. Favole d'amore e di maledizioni, di miracoli e di superstizioni. "Fratelli per la pelle" per una completa celebrazione della stupidità, dell'humour contorto, dei repentini cambiamenti di trama, del grottesco e della follia degenerativa, i Farrelly appassionano anche quando il rapporto di coppia non è poi così bizzarro e la condivisione della ricchezza scorre al tatto. "Tutti scemi o pazzi per qualcosa o qualcuno", basta sia una grande passione, un fremito del cuore a lungo ospite della creazione. All'ospite i Farrelly hanno avuto la cortesia e la tenera sfacciataggine di domandare sempre. Tratto dal romanzo di successo di Nick Hornby, "Febbre a 90 (The Perfect Catch)", e sceneggiato dal duo Lowell Ganz e Babaloo Mandel, di Robots, Splash - Una sirena a Manhattan, Ragazze vincenti, Scappo dalla città, il film vira dal calcio (oggetto del libro) al baseball, allo sport che stringe le stelle e le strisce in un diamante folgorante. Si respira quel vento d'ossessivo fanatismo quando ci s'innamora o quando nella testa senti battere e con gli occhi segui un fuori-campo. I Boston Red Sox non vincono da secoli il campionato, sono gli eterni perdenti da quando la "maledizione del bambino" (legata ad un grande giocatore del passato, Babe Ruth, che negli anni '20 fu ceduto agli Yankees per una cifra irrisoria) incombe sulla squadra. Il professore di geometria Ben Wrightman (Jimmi Fallon) è travolto da mazze, palle, guantoni, berretti, e quando s'innamora dell'ambiziosa consulente aziendale, Lindsey Meeks (Drew Barrymore) sente ancora una volta il pericolo di non poter conciliare i suoi mondi. Quando la stagione dei Bostox comincia inesorabilmente finisce quella dell'amore... "Io, me & Lindsey", è quella schizofrenica malattia che sdoppia realtà e immaginazione ma in entrambe Ben è innamorato follemente. Fiaba e rito: unione rara e sconvolgente. Il "Green Monster" è il muro dello stadio dove s'infrangono ogni anno i sogni di gloria, ma dove si ritorna sempre, occupando la stessa poltroncina, facendo fermare il tempo e sperando nel miracolo. Proprio il tempo è l'estensione dell'esperienza, della conoscenza del soggetto, dei fatti e di tutto quello che "gira": creare immediatamente ciò che si vuole plasmare godendo nel toccare la materia. I Farrelly hanno il segreto della visione dall'interno: (si) mescolano nel vedere e nel sentire (sot)traendo l'illuminante, traccia indelebile della metamorfosi cui va incontro il cinema spudoratamente demenzial/romantico. Al di sotto di quella successione di istanti che costituisce l'esistenza superficiale delle cose e degli esseri, e che di continuo li modifica e li trasforma (ma non li stravolge), i Farrelly hanno scovato il carattere più vero ed essenziale del sogno. Afferrare l'eterno, la passione, in ciò che è disperatamente fugace: l'amore e la vita al cinema...

Titolo originale: Fever Pitch

Regia: Peter Farrelly, Bobby Farrelly

Interpreti: Drew Barrymore, Jimmy Fallon, Jason Spevack, Jack Kehler, Scott H. Severance, Jessamy R. Finet, Maureen Keiller

Distribuzione: Twentieth Century Fox

Durata: 98'

Origine: USA, 2005

La_stagione_2005/2006

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