"Natale a Miami", di Neri Parenti

È il tempo della comunicazione "spostata" quello che domina nel film di Parenti, in grado di riallacciarsi con straordinaria fluidità ai precedenti film della serie.

Ci si lascia con una video-telefonata, da vedere e riascoltare nel corso del tempo. O con un messaggio sul telefonino, magari spedito dalla stanza accanto. È il tempo della comunicazione spostata, che già Carlo e Enrico Vanzina avevano colto in un breve, sublime capitolo del sottovalutato e immediatamente quasi invisibile film a episodi E adesso sesso. Sono questi i due esempi di comunicazione nel segno di sue nuove forme di approccio, appunto il punto di partenza- il prologo- di Natale a Miami, firmato da Neri Parenti e interpretato con una gestualità che non ha bisogno di presentazioni e che si ri-alimenta da un testo agli altri, come nella miglior tradizione della commedia, da Christian De Sica e Massimo Boldi. Entrambi qui (forse) alla loro ultima apparizione su uno stesso set (seppur abilmente diviso, quel set, fra le due star e raramente, proprio come una video-telefonata che unisce/separa due spazi, quasi mai vissuto insieme). Riparte da lì, da quel doppio/unico prologo descritto con sobrietà narrativa e che genera la trasferta vacanziera in Florida, il nuovo film di Neri Parenti. Eppure basta un attimo, una scena che si incastra come un corpo contundente negli spazi della commedia, per generare una naturale complicità che produce istanti di puro piacere nel (ri)trovare, questa volta insieme, due corpi così unici e preziosi del cinema popolare italiano.

Incastrata nella - talvolta fin troppo ripetitiva - serie di situazioni turistiche in luoghi esotici (è la volta della Florida dopo il magnifico detour dell'assurdo in Egitto di Natale sul Nilo e quello indiano, più stanco, di Natale in India - entrambi i film sempre diretti da Parenti), appare, con l'incipit di un horror splatter (quell'istante breve/espanso di schizzo di sangue sul muro, davvero inatteso), un appuntamento imprevisto, ancora più degli altri di collocazione comico-sessuale, che costringe Boldi e De Sica a fare i conti con un serial killer fuggito che fa a pezzi le sue vittime e poi ne mangia alcune loro parti. Citazioni cinefile, certo, e di altro 'genere', ma che si incastrano con fluidità in quello che è uno dei film migliori realizzati dalla coppia comica insieme al regista.

Un film, Natale a Miami, che lega e scioglie su altri set idee e corpi ricorrenti nel cinema di Neri Parenti, che qui ritrova segni pregevoli della sua comicità. Nella descrizione di un viaggio - certo, nel segno di un produttore dal marchio d'identità forte come Aurelio De Laurentiis - di piacere o di fuga dalla quotidianità, resa insostenibile proprio dalle conseguenze di quei video-messaggi, trasformato in farsa, molto spesso sessuale, da situazioni generatrici di equivoci e incontri, anche a distanza di lungo tempo, inattesi (i gag con protagonista la moglie di Boldi). E con un (non) finale che, proprio come in Natale sul Nilo, sposta verso un altrove non visto i due personaggi principali. Qui, a bordo di un taxi guidato dal serial killer, riapparso, che, nella parodia dell'Hannibal Lecter de Il silenzio degli innocenti, promette loro esperienze 'indimenticabili'...

Regia: Neri Parenti

Interpreti: Christian De Sica, Massimo Boldi, Massimo Ghini, Francesco Mandelli, Vanessa Hessler

Distribuzione: Filmauro

Durata: 100'

Origine: Italia, 2005

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