"Io & Marley", di David Frankel
Dopo Il diavolo veste Prada, David Frankel torna all'adattamento di un best-seller. La sua forza narratrice ha sempre bisogno di appoggiarsi a qualcuno o a qualcosa: là era Meryl Streep, in Io & Marley è l'amabile labrador protagonista. In una studiata parabola di sentimenti e di consacrazione della famiglia americana, Owen Wilson si concede alcuni momenti di confessione: gli unici istanti di profonda sincerità.
Owen Wilson si confessa spesso con il suo labrador, su una spiaggia della Florida, e gli parla inevitabilmente della sua crisi di mezza età: non è l’unico momento toccante di Io & Marley, che fa di un largo numero di istanti appassionati la sua forza, ma è sicuramente il più onesto. Dopo il successo internazionale de Il diavolo veste Prada, il romanzo autobiografico di John Grogan sembrava la migliore ipotesi possibile per David Frankel, ormai uno specialista degli adattamenti dei best-seller. Non è quindi una sorpresa notare come la sua maggiore virtù sia quella di un regista che ama eclissarsi davanti alla narrazione: un’adesione cieca che spesso lo porta ad affrettarsi e a rincorrere, in un percorso inverso e paradossale per cui le immagini non riescono a stare al passo con gli eventi (il rapido montaggio accelerato con la voce over dell’uomo che riassume accadimenti in rapida successione, secondo un ritmo che fa addirittura sentire la punteggiatura della carta stampata). Del resto Io & Marley è un film in cui tutti inseguono il labrador protagonista, che trascina al guinzaglio persino Wilson e la sua collega Jennifer Aniston, attraversando di corsa – e quindi anche di passaggio – tutte le varie difficoltà di una coppia americana, secondo gli agrodolci ingredienti – un po’ dramma e un po’ commedia – del sentimentalismo americano. Non c’è niente di male, se non il fatto che il meccanismo appaia troppo studiato, e che nessuno part
ecipi oltre il dovere di firma. Sembra che il cinema di Frankel abbia bisogno sempre di qualcuno o qualcosa che lo sostenga: nel suo film precedente era la mefistofelica Meryl Streep, in questo è Marley: pare persino che quando il cane è lontano dalla scena, vengano meno le potenzialità di una coppia di attori che nella sua assenza si dimostra molto meno affiatata del previsto. La Aniston del resto è relegata a fare la donna di casa, la sua maturazione è quella di scoprirsi madre, e ha il suo momento migliore quando balla al ralenti con lui, mentre l’unico che ha qualche momento di grande partecipazione è proprio Wilson, che si cala nel rapporto con l’animale, e mostra una vena malinconica che cerca di guardare al suo futuro professionale e umano. In ogni caso, Io & Marley conserva il carattere edificante e familiare della parabola, che in considerazione dell’uscita natalizia era il suo compito principale. Frankel ha uno stile patinato – il direttore della fotografia è lo stesso Florian Ballhaus de Il diavolo veste Prada – e ha l’indubbia capacità di saper tenere un racconto dall’inizio alla fine: pure se richieste a gran voce sin dall’inizio, le lacrime fanno parte del pacchetto e arrivano puntuali.
Regia: David Frankel
Interpreti: Owen Wilson, Jennifer Aniston, Eric Dane, Alan Arkin, Kathleen Turner
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 120'
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Inviato da vane.95 il 24/06/2009 -
Sono andata a vedere il film ed un capolavoro! Emozionante, divertente e realistico a lasciato affascinate molte persone tra cui io. Peno che rapresenti perfettamente le affinità che ci sono tra cane e padrone! Veramente affascinante anche se.....molto ma molto triste!
Inviato da se qualcuno mi conosce...meglio! il 04/06/2009
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