"Diary of the dead", di George A. Romero

Con il quinto capitolo della saga degli Zombi, Gorge A. Romero prova ad uscire dalla contrapposizione noi-loro. Finora, sia che fossimo Uomini o Zombi siamo stati comunque perdenti, adesso vuole darci un’altra possibilità: farci sentire testimoni degli eventi. Razionali ancora quel tanto che basta per analizzarli (che è il primo passo per modificarli). Esce finalmente in sala al Nuovo Cinema Aquila di Roma. GALLERIA FOTOGRAFICA

diary of the deadIl quinto episodio della saga degli Zombi rappresenta per Romero un nuovo inizio sotto vari punti di vista. Innanzitutto siamo nuovamente catapultati al giorno in cui tutto comincia, il giorno che segna un prima ed un dopo per l’umanità (… l’11/9 Zombi). C’è poi il ritorno alla produzione indipendente ed a basso budget, cosa che lo stesso Romero in più occasioni ha definito esaltante, arrivando ad affermare  “non mi sentivo così libero dal ‘68”. Infine (almeno apparentemente) sperimenta un linguaggio nuovo, quello del docufilm; quindi uso prevalente di videocamera amatoriale contaminata con riprese da sistemi di sorveglianza, spezzoni di tg, webcam, immagini da telefonini.

La storia è quella di un gruppo di studenti di cinema e del loro professore che si recano nella foresta per girare un horror, venuti a sapere “dell’epidemia Zombi” decidono di tornare a casa e di documentare con le proprie videocamere quello che vedono. Ci si potrebbe aspettare di trovarsi di fronte ad un’ora e mezza di riprese in soggettiva, inquadrature traballanti e principi di emicrania. Non è così. Tutti i principi cardine del film verità vengono traditi. Le sequenze in soggettiva in movimento sono ridotte al minimo, optando per continui cambi di inquadratura che rendono il montaggio evidente (c’è addirittura una sequenza in cui assistiamo  al montaggio del girato). Le luci non sono naturali ma fredde. Soprattutto, però, ad essere tradito è l’assioma  stesso del docufilm (qui ed ora = verità). L’evidenza del montaggio, che è scelta e dunque racconto, ma soprattutto la presenza della voce narrante ci toglie qualunque illusione di immediatezza.

Quello che sta a cuore a Romero non è certo l’illusione della verità. Non ci crede e ce lo fa dire dalla voce narrante “prima c’erano 3 canali televisivi e 3 bugie, oggi con milioni di videocamere ci sono milioni di bugie”. A lui interessa uscire dalla contrapposizione noi-loro che è stata sviscerata (letteralmente) negli episodi precedenti. Sia che fossimo Uomini o Zombi siamo stati comunque perdenti, adesso vuole darci un’altra possibilità: farci sentire testimoni degli eventi, razionali ancora quel tanto che basta per analizzarli (che è il primo passo per modificarli). Farci dire (con la voce narrante) nel finale, dopo una carrellata di atrocità commesse dagli uomini sugli zombi, se meritiamo di essere salvati (che equivale a chiederci cosa dovremmo fare per essere salvati). In poche parole, dopo quarant’anni, prova a restituirci la possibilità del cambiamento, la speranza, sapremo meritarcela?

Titolo originale: Diary of the Dead
Regia: George A. Romero
Interpreti: Michelle Morgan, Joshua Close, Shawn Roberts, Amy Lalonde, Joe Dinicol, Scott Wentworth, Phillip Riccio, Tatiana Maslany
Distribuzione: Minerva Pictures, P.f.a. Films, Sharada Films
Durata: 95'
Origine: USA, 2007


 


 

 


Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa