DVD - "Swing Vote - Un uomo da 300 milioni di voti", di Joshua Michael Stern
Un Kevin Costner inedito del 2008 recuperato gloriosamente da Dall'Angelo Pictures, in cui ancora una volta l'attore-autore raddrizza i torti della Storia Americana - stavolta quella più recente di dubbie vittorie elettorali, nei panni di Bud, ennesimo everyman della sterminata provincia statunitense nella sua galleria di burberi loser dal cuore d'oro, chiamato puntualmente a dover fare la scelta giusta per sé, la sua famiglia, e il suo Paese
Titolo originale: Swing Vote
Anno: 2008
Durata: 120'
Distribuzione: Dall'Angelo Pictures
Genere: commedia
Cast: Kevin Costner, Madeline Carroll, Dennis Hopper, Paula Patton, Stanley Tucci, Kelsey Glammer, Nathan Lane
Regia: Joshua Michael Stern
Formato DVD/Video: 2.35:1, 16/9
Audio: italiano Dolby Digital 5.1, inglese Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: italiano
Extra: scene eliminate, trailer italiano e inglese, Dietro la campagna elettorale: il making of di Swing Vote
IL FILM
Il cinema di Kevin Costner è un'idea dell'America. Swing Vote, fatica attoriale-produttiva di Costner risalente al 2008 e mai uscita in sala in Italia, è la calorosa, accogliente, intima conferma di una poetica tutta aderente ai valori e alle convinzioni dell'everyman statunitense: all'interno della lunga carrellata di personaggi falliti, perdenti programmaticamente sgradevoli ai margini della società, burberi dal cuore d'oro cui la vita ha voltato le spalle, che con sempre maggiore preponderanza sui ruoli da divo eroico hanno fatto di film in film la carriera di Costner, si ritrovano puntualmente alla fine quei sentimenti di comunità e speranza che fanno grande la sensazione americana. E questo piccolo film di periferia scombussolata, nuovo ritratto di loner attaccato alla bottiglia che vive in roulotte con la figlia a carico in un paesino
disperso tra le vallate del New Mexico, seppure non proprio brillante sul versante di una satira un po' stantia sul potere diffamatorio dei media e sulle porcate della politica, rappresenta invece per l'ennesima volta la magia del magnifico Classico Film Americano di raddrizzare i torti della realtà: ovvero che a risolvere il pasticciaccio brutto delle elezioni 2000 (quelle che portarono Bush alla Casa Bianca con il solo vantaggio dei 500 dubbi voti della Florida), che in maniera non troppo velata lo script vuole chiamare in causa, ci sia stato uno come Kevin Costner, uno di noi, a decidere la cosa giusta da fare, a indicare l'unica scelta possibile, ergendosi al di sopra del cumulo di buffonate ridicole delle grottesche trovate delle campagne elettorali.
La singolare disavventura alla Frank Capra dell'operaio Bud, che sognava di diventare una stella del country come Willie Nelson ma si ritrova ad inscatolare le uova, il cui voto per una serie di fortuità e cavilli costituzionali finisce per essere quello che da solo deciderà il vincitore delle elezioni presidenziali, non può che concludersi allora che con la presa di coscienza del protagonista, che accetta le proprie responsabilità di fronte al Paese e alla famiglia, e rassettato e ripulito (dopo che la figlia non fa che risvegliarlo dal torpore continuamente lungo tutto il film) si presenta di fronte ai due candidati a porre loro le urgenti questioni sociali che con vagonate di lettere i cittadini americani gli hanno suggerito da quando la tv lo ha trasformato in una star riluttante, assediata da telecamere e microfoni sotto la porta di casa.
Sotto sotto, però, ancora una volta Costner sembra dirci come non ci sia speranza senza una donna: da Bud che riesce a tirare avanti solo grazie alle cure della piccola figlia Molly (la strepitosa Madeline Carroll, 12 anni), al candidato dei democratici Dennis Hopper che si sente perso senza il consiglio dell'apprensiva consorte, Swing Vote ribadisce che l'unico voto che in definitiva conti davvero è quello che ci unisce ad un cuore femminile-materno – ed ecco che la sequenza più preziosa del film è anche quella più drammatica, quest'incontro violento con la madre che ha abbandonato Bud e Molly per fare la cantante a Austin, dopo il quale per la prima volta la bambina si rivolgerà al padre chiamandolo "papà".
IL DVD
Dall'Angelo Pictures rimedia alla mancata uscita in sala nello stivale di Swing Vote con un'edizione in dvd di pregevole fattura per quanto concerne il comparto video/audio, ben supportati da un formato 2.35:1 piuttosto arioso, e da un dolby digital 5.1 disponibile sia in lingua originale (presenti i sottotitoli in italiano) che in un ottimo doppiaggio nostrano. Particolarmente sfizioso il comparto degli extra, con una manciata di sequenze eliminate in cui i due giovani sceneggiatori (il regista Joshua Michael Stern e il suo amico Jason Richman) intendevano dare una conclusione alle vicende di tutti i comprimari del film (tra cui finanche Stanley Tucci nel ruolo del braccio destro del candidato repubblicano, l'ottimo Kelsey Grammer), salvo poi optare nel montaggio definitivo per un'attenzione pressoché totale alla parabola della star – diventa tutto chiaro guardando il divertente making of, dove ovviamente ci viene data la conferma definitiva direttamente dal set della reale paternità autoriale costneriana del film. Nel disco ci sono anche i trailer italiano e inglese della pellicola.
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