"Gamer", di Mark Neveldine e Brian Taylor

Neveldine & Taylor girano come se avessero problemi di connessione e imbastiscono la loro solita messinscena epilettica e dopata su una colonna sonora di sconcertante banalità: cinema anonimo e amorfo, che si fa beffe dei personaggi, degli attori e dello spettatore. Non facciamo fatica a immaginarceli come due nickname attraverso cui migliaia di utenti postano i loro video su YouTube

gamer di mark neveldine e brian taylorChe spreco! Una trama simile avrebbe meritato ben altro occhio (il Paul W.S. Anderson di Death Race), produttore (Roger Corman) e sceneggiatore (lo Steven E. de Souza di L'implacabile). Nel 2034 uno sparatutto multiplayer on-line chiamato Slayers permetterà di comandare un mucchio di condannati a morte in una vera battaglia e chi sopravviverà al trentesimo stage avrà diritto alla grazia. Ce la farà John Tillman, imprigionato per un delitto che non ha commesso, a riconquistare per primo la propria libertà?
I due geniacci moralisti di Crank, Mark Neveldine e Brian Taylor, girano come se avessero problemi di ping e imbastiscono la loro solita messinscena epilettica e dopata su una colonna sonora di sconcertante banalità: da Sweet Dreams (Are Made of This) cantata da Marilyn Manson alla tremenda The Bad Touch della Bloodhound Gang, con un’ipocrita partitura di pianoforte a sottolineare i momenti più drammatici come nelle pubblicità di videogiochi di Joseph Kosinski. Cinema anonimo e amorfo che si fa beffe dello spettatore, e finisce per mostrare se non altro tutto lo spregio che i due registi provano per l’umanità: dapprima, facendoci credere di essere veri gamer, e poi condannando spietatamente le tecnologie di cui fanno (ab)uso, con tanto di pedissequa citazione del finale di Blade Runner. Non facciamo fatica a immaginarci Neveldine & Taylor come due nickname attraverso cui migliaia di utenti postano i loro video sull’ideale YouTube che è il loro cinema. Allora questo Gamer potrebbe funzionare soltanto in quanto raccolta di videoclip di cattivo gusto, come un Richard Kelly spogliato del suo amore per l’immaginario contemporaneo e i suoi sogni di sacrifici d’amore. E il vero massacro non è sullo schermo, ma nel cast: Gerard Butler (come d’altronde Jason Statham prima di lui) costretto a vomitare e urinare nel serbatoio di una macchina e palpato nel basso ventre da un’Amber Valletta “controllata” da un ciccione sudato; Milo Ventimiglia ridotto a un cane in calore; John Leguizamo crivellato di colpi dopo una manciata di minuti (solo Spike Lee forse è riuscito a fare peggio col suo Miracolo a Sant'Anna) e Zoe Bell di certo non più a prova di morte; senza contare un geniale Michael C. Hall che scompare per più di metà film, salvo prodursi nel finale in un balletto sulle note di I've Got You Under My Skin e in un’imitazione del Bruce Lee de I tre dell'Operazione Drago.

Titolo originale: id.
Regia: Mark Neveldine, Brian Taylor
Interpreti: Gerard Butler, Milo Ventimiglia, Kyra Sedgwick, John Leguizamo, Logan Lerman, Terry Crews, Amber Valletta, Alison Lohman, Michael C. Hall, Aaron Yoo
Durata: 95'
Distribuzione: Moviemax
Origine: USA, 2009

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