40 sono i nuovi 20, di Hallie Meyers-Shyer

Sometimes I wonder if I’m ever gonna make it home again
It’s so far and out of sight
I really need someone to talk to, and nobody else
Knows how to comfort me tonight
(Carole King, Home Again)

Ci sarebbe da chiedersi se la casa di cui parla Carole King non sia il cinema. Sicuramente è così per Hallie Meyers-Shyer che, prendendo a modello la tenera parabola tra Eli Wallach e Kate Winslet in L’amore non va in vacanza della madre Nancy, lo elegge a proprio “shelter from the storm”, riparo dagli urti della vita, l’unico capace di regalare quel tipo conforto ricercato tanto dalla cantautrice di Tapestry quanto dalla protagonista – e produttrice – Reese Witherspoon. Che è qui Alice Kinney, una figlia di Hollywood, nata dall’amore appassionato e fugace tra un talentuoso regista di commedie e la sua musa, ora depressa neo-quarantenne, fresca di separazione dal marito discografico newyorkese, appena tornata nella casa losangelina con le sue bambine.

Ed è proprio il cinema (classico va da sé…) a irrompere nel possibile plot da Big little lies, con la Whiterspoon ormai “politicamente” centrata nel ruolo di lussuosa desperate housewife, per ricomporre la magia perduta. Stavolta non sotto le sembianze di un anziano sceneggiatore della Hollywood d’oro ma disseminato in tre giovani aspiranti filmmaker (anzi, una vera indie-crew: regista, attore e sceneggiatore), squattrinati e appassionati, che danno corpo ai desideri e alle paure di una donna al superamento della sua linea d’ombra, quella dei temuti -anta.

home again 2In tal senso Home again appare quasi una risposta femminile alla prospettiva tutta maschile del This is 40 di Apatow, che buttava il cuore al di là degli ostacoli della vita di coppia, ribadendo la necessità del calore del nido familiare per il suo protagonista. La Alice di Meyers-Shyer e Witherspoon, pienamente co-autrice dell’operazione come già nella serie HBO, affronta invece il suo percorso di vita in solitaria, con le possibili trame sentimentali che si aprono e si chiudono, rimanendo il centro del suo universo, intuendo quando è troppo tardi, come cantava Carole King, riscoperta vera ispiratrice e sceneggiatrice sottotraccia di tanti racconti al femminile degli ultimi anni, almeno dal Where you lead delle Gilmore in poi.

Certo, il tocco della trentenne sceneggiatrice, qui al suo esordio registico, non sembra (ancora?) possedere la brillantezza necessaria a una commedia sofisticata dalla vocazione cukoriana. Malgrado le sue semplificazioni un po’ cheesy, dove guerre dei sessi e generazionali vengono risolte schematicamente a cena, in una tavola sempre più allargata, Home again fotografa con affettuosa tenerezza queste donne che a un passo dal perdere tutto si rialzano e si buttano in pista. Del resto, come dare alla rampolla Meyers della sciocca sentimentale quando nel 2017 un gruppo di ultraquarantenni sbanca gli Emmy e nello stesso anno Jane Fonda torna a dividere il letto con Bob Redford? Forse i 40 (e oltre) sono davvero i nuovi 20…

Titolo originale: Home Again
Regia: Hallie Meyers-Shyer
Interpreti: Reese Witherspoon, Pico Alexander, Jon Rudnitsky, Nat Wolff, Michael Sheen, Candice Bergen
Distribuzione: Eagle Pictures e Leone Group
Durata: 97′
Origine: USA 2017