SCONFINAMENTI - Il giorno degli incappucciati...

Cortocircuiti della comunicazione globale, della rappresentazione simbolica si intrecciano nella rete. Immagini, video che in tv e in rete ci "acchiappano" letteralmente l'immaginario visivo, catapultandoci in un'icona-mondo che tale è per tutti, ovunque. Come il cinema...

Strani flussi e cortocircuiti della comunicazione globale si aggirano per il web e sui mass media in generale. Da tempo le notizie sono diventate sempre più "icone", e le immagini si sostituiscono ai discorsi, alle parole, prendono il sopravvento nella rappresentazione del mondo. E' un secolo, il XXI del resto, che si apre ufficialmente e iconograficamente con il crollo delle "Torri di Babele" di New York, e sono quelle due strutture verticali, indirizzate verso il cielo, che improvvisamente vedono cedere il loro vigore per ripiegare e implodere su se stesse, a rappresentare il passaggio metaforico da un secolo (millennio) all'altro. E ogni giorno abbiamo immagini, video che in tv e in rete ci "acchiappano" letteralmente l'immaginario visivo, catapultandoci in un'icona-mondo che tale è per tutti, ovunque. Lo Tsunami, l'uragano Katrina e le strade di New Orleans sommerse dalle acque.

Ok siamo nella civiltà delle immagini da almeno cinquant'anni e passa, nessun scoperta dunque. Eppure, soprattutto per la comunicazione immediata ed istantanea (come la fotografia) che passa attraverso il web, questa banalità teorica diventa una nuova calamita dell'immaginario, che cattura i nostri sguardi. E poi qui in rete vediamo una notizia, un'immagine, possiamo catturarla, manipolarla e girarla in tempo reale a chi vogliamo, facendola diventare anche, volendo, qualcos'altro.

Ed ecco che ieri, in tre momenti quasi sequenziali, tre immagini ci hanno catturato, di ambiti diversi e contesti lontanissimi... apparentemente!

 

La prima, la più forte e drammatica, ci mostra l'incredibile filmato della tv di Al Quaeda (http://www.repubblica.it/2005/i/video/sezioni/esteri/terrqae/terrqae/terrqae.html ) che è un qualcosa di incredibilmente artificiale e surreale, con quell'inizio tra le montagne con le musiche che danno una sorta di caratura romantica al terrorismo islamico. Poi quel volto, incappucciato, con il fucile poggiato alle sue spalle, che legge le news come un mezzobusto qualsiasi. Un brivido della rappresentazione mondiale del terrore, ma anche un incredibile gioco virtuale di ruolo, dove persino i terroristi posso avere una loro tv, un loro tg e, chissà, magari presto anche un loro reality show (in mezzo alle bombe?)...

 

La seconda notizia è l'occupazione da parte di alcuni No-global incappucciati, da un passamontagna arcobaleno, della sede dell'Unione, e il loro incontro con Prodi (http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/politica/primarieunio1/occup/occup.html ). Occupazione pacifica e simbolica, per avanzare richieste di democrazia nella gestione delle prossime elezioni. Resta da chiarire quali forme di democrazia pratichino di fatto i No-global, ma questa è un'altra spinosa e polemica questione... Ciò che esplode alla vista è il simbolo dell'incappucciato arcobaleno: perché coprirsi il volto? Cosa nascondere e da cosa nascondersi? Da sempre l'incappucciato rappresenta o il male oppure la rivolta contro il potere, nascondendo il volto per evitare un fatale riconoscimento. Ma qui dov'è il potere che opprime le libertà individuali? E dov'è il male? Crash dell'interpretazione simbolica possibile, l'incappucciato arcobaleno, già con questa forma colorata e pacifisticamente riconoscibile come "segno", irrompe nell'immaginario collettivo come autentico rovesciamento iconografico, quasi un "nonsense", uno scherzo simbolico, un gioco parodistico dell'interpretazione dei segni (o dei sogni?...).

 

Infine, buon ultimo, arriva il film di Michele Placido, quel Romanzo criminale che, dalle prime reazioni di critica e stampa (http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/cinema/news/2005-09-26_1381466.html  ), sembra già porsi come elemento "esplosivo" del nostro cinema. I banditi, i criminali, gli assassini come eroi? Vergogna nazionale! Eppure come spettatori amiamo i magnifici gangster del cinema americano, trepidiamo per le sorti di Butch Cassidy e Sundance Kid, proviamo gli stessi sentimenti ed emozioni di Carlito Brigante, viviamo le passioni e le avventure di Vito Corleone... Ma quello è cinema, vero?...

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