Vietato ai maggiorenni

Viaggio allucinante attraverso i meandri di un business coi giorni contati: il cinema dell'infanzia da Shirley Temple a "Le Cronache di Narnia". Contro e oltre le frontiere del Tempo

L'immagine con le trecce bionde di Shirley Temple aveva visto giusto: metti un bambino di fronte ad una macchina da presa ed ottieni il successo sperato col minimo sforzo.

Perché è proprio l'innocenza dei bambini a scatenare l'emozione, quasi la trama fosse accessoria.

Il cinema non fa altro che ripetercelo: dagli intrepidi Goonies del trio Donner-Spielberg-Columbus alla tetralogia di Karate Kid - passando per i due  Mamma ho perso l'aereo - la costante è sempre una, ed è sicuramente simile alle dinamiche che hanno portato al successo Shirley Temple.

In questi anni di mondi (im)possibili al blue screen e scarsa inventiva di trame, però, si è affacciato un fenomeno prima letterario e poi cinematografico che ha spazzato via l'intera concorrenza. La saga di Harry Potter, dal fortunato romanzo di Miss Rowling, e colpo di genio dopo della Warner Bros, che, accaparrandosi i diritti di produzione, ha realizzato le prime quattro trasposizioni. E questo è solo l'inizio.

E' altrettanto superfluo constatare che i tre giovani protagonisti delle fantasmagoriche peripezie di Hogwarts siano divenuti il nuovo metro di paragone per le giovani generazioni di spettatori, e non solo al cinema.

La quantità incalcolabile di gadget e merchandising partoriti dalla serie è impressionante.

Per non parlare, ovviamente, dei prodotti multimediali di ultima creazione capaci di trasfigurare il terzetto e catapultarlo in un mondo parallelo fatto di pixel talmente simile alla realtà da trarre in inganno.

Eppure anche questa età dell'oro comincia a sfiorire: prima o poi, questi giovani attori cresceranno.

Anzi, lo stanno già facendo - ci saremmo stupiti del contrario, dopotutto -, e la major americana sta correndo ai ripari prima che sia troppo tardi: basterà sostituire un paio di attori ed il gioco è fatto.

Insomma, sembra quasi che il sogno finisca per tutti, un giorno o l'altro, e non c'è magia che tenga.

Perché è questa la magia del cinema: saper creare e disgregare fenomeni e modelli pubblicamente - se non universalmente - riconosciuti.

Ma non c'è da darsi per vinti: se un mito cinematografico inizia a dimostrare la sua età nel mondo spesso effimero dello star system, ecco sopraggiungere un degno emulo, erede della letteratura di cinquant'anni fa e figlioccio dell'indiscusso fantasista e letterato J.R.R. Tolkien.

Negli anni a venire si sentirà probabilmente parlare de Le Cronache di Narnia, viaggio epico teso tra La Storia Infinita ed Il Signore degli Anelli.

I quattro giovani protagonisti della prima riduzione cinematografica scritta dalla Disney in collaborazione con la Walden Media - con la Pixar separata in casa ancora per poco - hanno tutte le carte in regola per raggiungere il successo degli altri film.

Già uscito in Italia dopo l'esperimento di animazione indipendente di Chicken Little, la prima avventura - o meglio, seconda, dato che Lewis aveva già scritto Il nipote del mago, appetitoso prequel in caso di successo nelle sale - del quartetto a misura di ragazzo potrebbe essere solo l'antipasto di un'altra saga trasposta per il pubblico di giovani e meno giovani.

E l'onda commerciale non ha tardato a farsi sentire.

Ma anche nel mondo cristallizzato di Narnia, tuttavia, fa capolino la spietata legge di natura che scorre inesorabile, e la produzione sta facendo di tutto per uscire nel 2007 con un nuovo capitolo intitolato Il Principe Caspian.

Anche il mondo del cinema quindi sottostà ai dettami superiori ed irraggiungibili della stessa natura umana, eppure qualcosa perdura sempre.

La crescita ed il cambiamento fanno parte nel patrimonio biologico, ma la memoria del cinema, come la poesia, è immortale.

Certo, il linguaggio cambia nel tempo: sarebbe stato improbabile per Shirley Temple imbracciare una spada o una bacchetta magica, e la stessa cosa vale anche per Harry & compagnia o i quattro fratelli Pevensie con il loro Armadio nei confronti di un mondo cinematografico distante anni-luce.

Ma il denominatore comune non cambia: certi volti all'interno di certe atmosfere resistono al Tempo.

Sarà un po' come non invecchiare mai, nonostante tutto.

 

   

*Per i film e i personaggi citati:

-         Filmografia Shirley Temple: http://www.girodivite.it/antenati/cinema/-temple.htm

-         Terminator: Azione, USA 1984-91-2003 [J. Cameron, J. Mostow]

-         The Goonies: Avventura, USA 1985 [R. Donner]

-         The Karate Kid: Azione, USA 1984-86-89-94 [John G. Avildsen, C. Cain]

-         Mamma ho perso l'aereo: Commedia, USA 1990-92-97 [C. Columbus]

-         Harry Potter: Fantastico, USA 2001-02-04-05 [C. Columbus, . Cuaròn, Mike Newell]

-         Le Cronache di Narnia: Fantastico, USA 2005 [A. Adamson]

-         La Storia Infinita: Fantastico, USA 1984-90-94 [W. Petersen, G. Miller, P. MacDonald]

-         Il Signore degli Anelli: Fantastico, USA 2001-02-03 [P. Jackson]

-         Chicken Little: Animazione, USA 2005 [M. Dindal]

 

 

*Altri riferimenti:

- Biografia C.J. Lewis: http://www.factmonster.com/spot/narnia-lewis.html

- Walt Disney: www.disney.com

- Walden Media: www.walden.com

- Pixar: www.pixar.com

 

 

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