"300", di Zack Snyder

Si potrebbe definire un perfetto esercizio di atletica digitale in campo cinematografico. Ben oltre “Sin City”, con cui condivide l’origine da una graphic novel di Frank Miller, “300” estremizza l’idea stessa di un cinema in assenza di materia

Si potrebbe definire un perfetto esercizio di atletica digitale in campo cinematografico. Ben oltre Sin City, con cui condivide la matrice frankmilleriana, 300 estremizza l’idea stessa di un cinema in assenza di materia e la piazza al centro di una performance che ormai risucchia per intero il concetto stesso di Cinema. L’ambiguità è d’uopo, essendo i pro e i contro a rischio di difendere l’accademia in tempi di avanguardismi digitali, ovvero di sospingersi in facili entusiasmi. In più qui c’è l’orticaria da retorica bushana che striscia nell’idea stessa del film: quella di destoricizzare la Battaglia delle Termopili e dare lustro epico all’impresa dei bellicosi spartani, che, a 480 anni dalla nascita di Cristo, ebbero l’ardire di opporsi al barbaro invasore persiano sulla strada dell’occidente... Il film, in effetti, è tutto un susseguirsi di positure muscolari, spirito di corpo, onore alla bella morte sul campo di battaglia, madri che guardano orgogliose i figli combattere, grida di guerra... In barba a quei mollaccioni di ateniesi, “filosofi e pederasti” come dice Leonida, e contro le schiere diaboliche di un Serse androgino e mefistofelico, una sorta di demone perverso e sinuoso attorniato da orgiastiche schiere di femmine lascive e esseri deformi...

Vero è che, tra il fantasy e il teratologico, in 300 l’enfasi si traduce in estetica (digitale) e la retorica in pulsione grafico-figurativa. Sicché ti tieni i tuoi brividi ideologici sulla schiena e fai i conti con l’effluvio dinamico di un film che scaraventa l’immaginario oltre l’ostacolo, esattamente come si fa con il cuore in cerca di coraggio...  Zack Snyder è un calligrafo della dinamica dei corpi e 300 ne è la prova in vitro: spazio e tempo del racconto e della visione si traducono in un concetto puramente grafico, la realtà di scenari, corpi, luci, gesti, colori è manipolata a priori, non come effetto speciale, ma come norma espressiva. Siamo al di là della performance di Sin City, perché qui la tensione figurativa non rimanda alle geometrie delle chine, ma ridonda in scenari di una pura e semplice visionarietà, dove sfondi e figure vengono manipolati nel loro stesso destino di attanti. La portata è notevole, va detto, ma anche interlocutoria: sostituisce la materia all’immaginario, cerca una collocazione nello spazio e nel tempo della nostra esperienza estetica, ambisce a un contatto con la parte bassa della nostra percezione e attinge alla trasparenza del digitale. 300 è cinema fuori di sé, probabilmente ancora inconoscibile, dunque intoccabile, oppure già troppo conosciuto, dunque trascurabile... Intanto Zack Snyder sta già lavorando alla trasposizione di un’altra graphic novel visionaria: Watchman  di Alan Moore.

 

Titolo originale: id.
Regia: Zack Snyder
Interpreti: Gerard Butler, Lena Headey, David Wenham, Dominic West, Michael Fassbender
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 117’
Origine: Usa, 2007

 

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa