SCONFINAMENTI - XFactor 2009, la nostalgia dopo l'euforia
Dopo l’ultima puntata di domenica 19 aprile, si chiudono i riflettori su una delle trasmissioni migliori e più coinvolgenti, insieme di teatro e cinema e in cui, al di là degli inevitabili teatrini, si è recuperata quella forza didattico-educativa della migliore televisione degli anni ’60. Ci mancherà XFactor. Dopo il successo commerciale dell’anno scorso di Giusy si aprono altri nuovi orizzonti, musicali ma soprattutto spettacolari
C’è un po’ di malinconia, di tristezza dopo la fine di questa seconda edizione di XFactor. Come una grande festa al termine della quale si spengono i riflettori. O come quella che, da adolescenti, ci prendeva con l’immagine degli ombrelloni della spiaggia che si chiudono al termine della stagione estiva, frammento vivissimo nel vibrante Vanzina di Sapore di mare. Riassumere questo viaggio di oltre 3 mesi di XFactor è difficile perché la trasmissione in onda su Rai 2 (tranne la puntata di domenica su Rai 1) ha davvero trascinato in un vortice di ebbrezza, sia da un punto di vista musicale ma anche da un punto di vista visivo. Uno spettacolo alla Nashville senza il morto, un finale coloratissimo alla Strange Days dopo l’incoronazione meritata di Matteo Beccucci che ha battuto sul filo di lana (per appena 16 voti) gli altrettanto straordinari The Bastards Sons of Dioniso che avrebbero meritato anche loro la vittoria. In ogni caso alla fine l’hanno spuntata il cantante e il gruppo migliori, quelli che non a caso non sono mai andati al ballottaggio. Però in questo road-movie mentale nella trasmissione, restano una serie di squarci indimenticabili, segno di come la televisione può perdere i suoi connotati per diventare insieme cinema, musica, insomma spettacolo puro. Il conduttore Francesco Facchinetti è cresciuto e, pur nella sua presenza fissa nei ritmi del programma, ha raggiunto quella sontuosa trasparenza degna di Gerry Scotti, forse oggi il migliore conduttore televisivo. Poi, i tre giurati Mara Maionchi, Morgan e Simona Ventura che hanno dato spettacolo con i loro duetti, qualcuno forse eccessivo (il filmato con il flirt Morgan-Ventura), qualcuno teatrale (le reazioni di Morgan dopo l’eliminazione dei suoi concorrenti). Però, se si va a ben vedere, questi sono solo i residui del format reality, ben più forte invece nei concorrenti del lunedì (Grande Fratello 9) e del martedì (Amici). Con una semplice, ma essenziale differenza. Nel 90% della trasmissione di XFactor si parla di musica e per il 10% c’è un’inevitabile teatrino. Ad Amici al 90% c’è il teatrino e i litigi e al 10% c’è lo spettacolo. In mezzo invece c’è un’analisi dei testi (illuminante la presenza di Mogol nella correzione dei brani inediti), una competenza elevata sia da un punto di vista di storia della musica (Morgan ha veramente fatto venire voglia di riascoltare o ascoltare per la 1° volta dei brani e ha fatto riemergere cantanti sommersi dalle ceneri del tempo), sia di marketing commerciale (indubbia la competenza e l’esperienza di Mara Maionchi che con i Bastards ha forse trovato un’altra gallina dalle uova d’oro), sia comunque di presenza televisiva (e su questo a Simona Ventura non le si può dire nulla).Certo, non tutte le puntate sono state dello stesso livello. Alcune migliori, altre un po’ più fiacche ma ogni volta si è sempre comunque sentito il cuore e l’anima del programma. La voce di Matteo è impressionante, la forza e il senso dello spettacolo dei Bastards è trascinante. Nel terzetto al posto di Jury, forse si sarebbe preferito vedere Noemi, quasi sempre coinvolgente con quella voce roca e che, nel suo rapporto con Morgan, ha riportato alla mente quello tra Uma Thurman e Tarantino. Al ragazzo bresciano però non si può togliere nulla. Meglio nelle canzoni in inglese che in quelle italiane, certo. Ma quando era in forma, ha comunicato davvero una gran voglia di vivere. Anzi, talvolta ascoltando alcuni brani alla radio (come per esempio Don’t Leave Me This Way dei The Communards) ormai, per automatismo indotto, veniva alla mente Jury che la cantava così come, riascoltando Bette Davis Eyes di Kim Carnes, si materializzava improvvisamente la voce di Noemi.
Più che le parole, in questo articolo, passeranno le immagini di quelli che sono stati i pezzi e i momenti da brividi che hanno lasciato il segno. Con altri cantanti (Enrico prima di tutto ma anche Ambra Marie) che hanno regalato momenti intensi, con meteore troppo fugaci (Chiarastella, Laura), cantanti usciti troppo presto (Elisa) o troppo tardi (i Farias) e altri che hanno prima “sedotto e poi abbandonato” (Daniele).
Resta un grande spettacolo-film, con le immagini e i giochi di luce sui volti dei cantanti degni del cinema di Michael Bay prima che entravano in gara e l’impressione che, a tratti, questo programma ha comunque recuperato quel compito anche didattico-educativo come la migliore televisione degli anni ’60. Un solo appunto, anche se questo non è da imputare al programma italiano, ma proprio al format: i cantanti e i gruppi fateli esibire con i loro strumenti. Le esibizioni dei Bastards, per esempio, ne avrebbero guadagnato ancora di più. Oltre alle scenografie di Tommasini (ottimo scenografo, il cinema non gli ha ancora reso giustizia), si potrebbe ipotizzare un format parallelo per cineasti che devono realizzare dei videoclip proprio attorno alle cover cantati dai partecipanti, creando però un’altra struttura narrativa e visiva rispetto al brano originale. Ma forse è ancora fantascienza. Intanto va bene così. Anzi, va benissimo.
The Bastards Sons of Dioniso - Spirit in the Sky
The Bastards Sons of Dioniso - Contessa
Matteo - Il cielo
Matteo ed Elisa - The Power of Love
Jury - Drops of Jupiter
Noemi - Extraterrestre
Enrico - Impressioni di settembre
Ambra Marie - Call Me
Chiarastella - Wuthering Heights
Daniele - Think
Sono presenti 4 commenti
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Mah...
Inviato da Gino il 22/04/2009 -
Non è tanto bello trovare sul sito dei Bastard questo articolo: <br />"......... Tutti ammutoliti anche di fronte al verdetto quei 16 voti che proprio fino a Milano non sono voluti andare per il tilt dei telefoni, ci sarà chi fa chiarezza. Ma non si può non festeggiare perchè la finale di X Factor l'hanno vinta i Bastard non c'è paragone, con dignità e talento a testa alta con la stessa genuinità con cui si sono presentati al primo casting. ecc ecc .... "<br />io li ho votati, non so cosa possa far credere loro che i voti rimasti "intasati" fossero a loro esclusivo favore e non invece indirizzati a Matteo. Probabilmente comprerò anche il loro disco perchè sono una rockettara autentica, data l'età anagrafica, e mi piace la loro musica che vola molto più in alto di questo commento !!!!
Inviato da Daniela il 22/04/2009 -
...giustamente simone emiliani cita la coppia tarantino-uma thurman, perché tra il giudice e la sua protetta si è creato davvero un rapporto demiurgico (anche von stenberg e la dietrich andrebbero bene: morgan le ha attribuito una nuova immagine). a me fa persino pensare all'andamento di Lettera da una sconosciuta, con la ragazzina che osserva di nascosto il grande pianista fino a catturare la sua attenzione, molto tempo dopo. sono solo suggestioni ovviamente, ma quando mai ci è capitato di averle con un programma di cover in tv?
Inviato da fabiana il 21/04/2009
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