Una notte a Tehran
"La prima volta che ho sentito dell’arresto di mio figlio è stato martedì verso le dieci di sera. Sono rimasta scioccata e sono piombata nella disperazione. Amin ha solo diciassette anni, e si impegna molto a scuola. Ho iniziato a cercarlo immediatamente e ho passato momenti molto difficili e pieni di ansia. Momenti che né il cinema, né nessuna forma d’arte sarebbero in grado di esprimere" . Il racconto arrivato anche a Sentieri Selvaggi della regista e artista iraniana Mania Akbari, che è andata alla ricerca di suo figlio Amin, arrestato dai Pasdaran con l'unica accusa di essere un attivista di Moussavi, il candidato uscito sconfitto alle elezioni.
Amin Maher, che ha recitato nel film Ten di Abbas Kiarostami, ed è il figlio della regista e attrice Mania Akbari, è stato arrestato. Mania racconta che “La prima volta che ho sentito dell’arresto di mio figlio è stato martedì verso le dieci di sera. Sono rimasta scioccata e sono piombata nella disperazione. Amin ha solo diciassette anni, e si impegna molto a scuola. Ho iniziato a cercarlo immediatamente e ho passato momenti molto difficili e pieni di ansia. Momenti che né il cinema, né nessuna forma d’arte sarebbero in grado di esprimere. Quello che ho passato e quello a cui ho assistito durante quella notte non è facile da descrivere. Non avevo alcuna idea di dove avrebbero potuto portarlo, e così ho iniziato a guardare dentro ogni ambulanza, in ogni stazione di polizia e in ogni ospedale. Mi sono trovata faccia a faccia con altri genitori che, come me, stavano cercando i loro figli. Le madri urlavano i nomi del proprio figlio e della propria figlia, e i padri piangevano in silenzio. Ragazzi spaventati aspettavano dentro la stazione di polizia il loro destino… Era davvero un incubo. Un incubo che non dimenticheremo mai, per tutto il resto della nostra vita. Mercoledì mattina, sul presto, ho trovato mio figlio alla stazione di polizia dei Pasdaran. Lo hanno arrestato perché indossava una fascia verde in supporto di Moussavi, e così è stato identificato come un attivista della sua campagna elettorale. Finalmente mercoledì è stato rilasciato, con l’intercessione di alcuni artisti, di alcuni amici e di alcune autorità nella polizia. Amin è stato duramente picchiato e umiliato psicologicamente. Mi sono sentita in colpa a vederlo in quelle condizioni. Gli ho dato l’illusione di apprezzare la nazione in cui era nato, dove si respirava un’atmosfera di democrazia e di umanesimo. L’ho sempre esortato
a studiare nelle nostre migliori università, piuttosto che andare all’estero. Ho parlato alla stampa qualche tempo fa, citando la
sensibilità, il rispetto per le persone, il patriottismo produttivo che sorge in una società democratica. Sfortunatamente devo smentirmi, di fronte all’incremento della violenza nella nostra nazione. La violenza non è la risposta, e la libertà può essere onorata solo attraverso il rispetto dei diritti democratici di ogni essere umano. Come madre e come artista io mi oppongo ad ogni tipo di violenza, in qualsiasi contesto. Voglio avere l’opportunità di chiedere ai miei allievi, ai miei amici e alla mia famiglia di promuovere un approccio pacifico e di condannare con forza ogni forma di violenza. Spero di poter vivere in Iran a lungo, e di non vedervi più né un manganello né una frusta."
Mania Akbari è nata a Tehran nel 1974. E' un'affermata fotografa e pittrice, ospite di numerose mostre internazionali, e ha recitato come protagonista assieme al giovane Amin Maher nel film Ten di Abbas Kiarostami. E' passata alla regia nel 2005 con il film 20 Fingers, che è stato presentato a Venezia ed ha vinto il premio nella categoria del cinema digitale. In seguito, ha affrontato ed è sopravvissuta alla sua battaglia personale contro il cancro: la sua malattia è al centro del suo secondo film 10+4, seguito del film di Kiarostami in cui è presente anche l'amato figlio, presentato in numerose rassegne mondiali come San Sebastian, Nantes e Kerala.
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