Kaczynski e Kieslowski: il doppio e il destino.

La tragica fine del Presidente polacco riporta subito alla mente la fine (e l’inizio) di Destino Cieco di Kieslowski. A guardare con più attenzione, però, questa tragica vicenda contiene molti degli elementi caratteristici di tutto il cinema di Kieslowski: a cominciare dal tema del doppio che, in modi diversi, è una costante del suo cinema, fino al ruolo determinate giocato dal caso nelle vite degli uomini.

Destino CiecoChissà se anche il Presidente Kaczynski è morto gridando “NIET!” come Witek in Destino Cieco (1982). Chissà se anche lui ha voluto opporre un ultimo, inutile, rifiuto a quel caso (destino[1]) che si prende gioco della volontà dell’uomo fino a privare di senso il concetto stesso di autodeterminazione. O, meglio, a rimodularlo entro i confini (strettissimi) del vissuto. Noi siamo artefici del nostro destino, certo! Ma solo nell’ambito delle infinite possibilità che il caso ci concede di vivere!
La tragica fine del Presidente polacco riporta subito alla mente la fine (e l’inizio) del film di Kieslowski che diede lo spunto a Peter Howitt per realizzare Sliding Doors. A seconda, infatti, che Witek riesca o meno a prendere il treno la sua vita seguirà percorsi estremamente diversi: entrerà nel partito comunista, in quello cattolico clandestino oppure non si dedicherà alla vita politica ma semplicemente all’attivismo sociale morendo in un incidente aereo.
A guardare con più attenzione, però, questa tragica vicenda contiene molti degli elementi caratteristici del cinema di Kieslowski: a cominciare dal tema del doppio che, in modi diversi, è una costante del suo cinema. Il fatto che il presidente Lech Kaczynski abbia un fratello gemello (Jaroslaw[2], che è stato a lungo Primo Ministro) fa venire subito alla mente le “gemelle” Weronika e Veonique di La doppia vita di Veronica, ma tutto il suo cinema e letteralmente costellato da “doppi” gemelli_kaczynskie a distinguerli, a renderli diversi, non sono le loro scelte ma il caso. Cosa sono,  se non doppi, i tre Witek di Destino Cieco? Oppure il vecchio ed il giovane giudice di Film Rosso condannato/salvato dall’incontro con l’amore.
Ma forse il personaggio più vicino al Presidente Kaczynski (anche, in un certo senso, “politicamente”[3]) è Karol Karol (non a caso un nome doppio) di Film Bianco. Karol è un immigrato polacco che lavora come parrucchiere in Francia dove ha anche trovato l’amore con la bella Dominique.  Pochi mesi dopo aver coronato con il matrimonio il suo sogno d’amore lo vede, però, annullato dal tribunale che lo dichiara non consumato a causa dei suoi problemi d’impotenza. A nulla valgono i suoi goffi (perché espressi in un francese stentato) tentativi di far prevalere il suo amore, sarà costretto alla resa lamentando: “Dov’è qui l’uguaglianza?[4]”. Sentendosi tradito sia dalla donna amata che dalla nazione che lo ha ospitato, decide di tornare in Polonia dove non ha altro obiettivo che la rivalsa e la vendetta. La rivalsa (nei confronti dell’Europa) non può che essere di natura economica e si compie nel riuscire ad accumulare un’enorme fortuna. Ma più importante per lui è la vendetta, per ottenere la quale si finge morto e riesce a far funerali_kaczynskicondannare la ex-moglie per il suo omicidio. Solo a quel punto potrà tornare (ancora un doppio), consumare con lei un appagante rapporto sessuale prima di vederla andare in carcere scoprendo, però, di esserne ancora innamorato.
Come nella tragica realtà odierna, anche in Kieslowski, ad intrecciare i fili del caso è quasi sempre un evento catastrofico. A volte, però, la catastrofe serve a spezzare quello che sembra un gioco di simmetrie perpetuo che non contempla la felicità umana. A dare, in definitiva, l’innesco per un lieto fine, come il naufragio del traghetto nel finale di Film Rosso dal quale nasce l’incontro, fino ad allora negato, fra Auguste (il giovane giudice) e Valentie e dal quale apprendiamo che anche Karol e Dominique (di Film Bianco) si sono riuniti. Purtroppo però, questa volta, la realtà ha privato la Polonia del lieto fine, consegnandole l’ennesima storia di “doppi” separati dal caso in perfetto stile “Kieslowskiano”.

 

La tragica fine del presidente Kaczynski

 
 
La sequenze iniziale e finale di "Destino Cieco"
 I giovani gemelli Kaczynski attori
L'incontro fra le due Veronica il "La doppia vita di Veronica"
Il finale di "Film Rosso"
 

 Un breve profilo politico dei gemelli Kaczynski

 
[1] Non è indifferente usare un termine piuttosto che l’altro. Se si parla di destino, si attribuiscono implicitamente le scelte ad un’entità superiore (Dio). Il caso è, invece, per sua natura, “anarchico” ed antitetico al concetto stesso di scelta. Esso non è altro che la somma delle combinazioni dei singoli eventi. Nel cinema di Kieslowski (e specificamente nel film citato) il termine più adatto è senza dubbio Caso, come testimonia il titolo originale del film stesso che è Przypadek (Il Caso) appunto.
[2] I due, sempre per “caso” divennero molto noti già da bambini quando interpretarono la trasposizione cinematografica di un classico della letteratura polacca per l’infanzia “I gemelli che rubarono la luna”.
[3] Soprattutto per quel senso di rivalsa nei confronti dell’Europa che Karol dimostra una volta tornato in Polonia. D’altra parte, gli elementi più caratterizzanti della politica dei gemelli Kaczynski sono stati: un forte euroscetticismo ed una ancora più ostentata ostilità verso la Russia, con gli USA di George W. Bush come unico alleato. Sul fronte interno si caratterizzarono per le marcate posizioni nazional-populiste ed una feroce repressione nei confronti delle minoranze.
[4] Si ricorda che il film è il secondo della trilogia che Kieslowski ha dedicato ai colori della bandiera francese ed ai suoi valori fondamentali: libertà, uguaglianza e fraternità.
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