Pierre Clémenti: gli inediti. I film-diario di un visionario (1967-1978)
Tre inediti di Pierre Clémenti sonorizzati dal vivo : La Deuxième femme, Souvenir Souvenir… e Positano, immagini di abbagliante bellezza in 16mm girate e montate tra il 1967 e il 1978 dall'attore di Garrel, Buñuel, Pasolini, Makavejev, Rocha. Un flusso di coscienza spudoratamente affamato e vorace, un viaggio alchemico che svela l'occhio di un cineasta irregimentato, anarchico, un cinema tanto intimo che fa fisicamente male
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Un cine-concerto dedicato a Pierre Clémenti, in una ex chiesa dall'acustica maestosa: sono stati presentati per la prima volta a Bologna tre inediti di Pierre Clémenti: La Deuxième femme, Souvenir Souvenir… e Positano, immagini di abbagliante bellezza in 16mm girate e montate tra il 1967 e il 1978 dall'attore di Garrel, Buñuel, Pasolini, Makavejev, Rocha. Un flusso di coscienza spudoratamente affamato e vorace, un viaggio alchemico che svela l'occhio di un cineasta irregimentato, anarchico, seminale, profondamente influenzato dal surrealismo e dal linguaggio di Ionesco e Beckett, ma allo stesso tempo intensamente personale, così intimo da fare male fisicamente.
Il materiale, rimasto inedito per oltre 22 anni, nel complesso oltre venti ore di girato, è stato ritrovato da Balthazar Clémenti – primo figlio di Pierre, ritratto bambino nei filmati del padre, presente alla proiezione - nel seminterrato del Centre Pompidou, in una sala di montaggio che all'epoca veniva prestata ad alcuni artisti per lavorare alle loro opere. Da una ulteriore selezione nascono i tre film, ancora incompleti, tre bobine in 16mm in condizioni non ottimali, che presentavano un altissimo numero di giunte hanno resto indispensabile un un lavoro di restauro lungo e accurato, rispettoso delle caratteristiche originarie.

È proprio la House on Fire, società fondata dallo stesso Barraud, dal produttore di di Tsai Ming Liang Vincent Wang e da Philippe Dijon de Monteton, direttore del Lucca Film Festival (da sempre particolarmente attento al cinema sperimentale, di ricerca e d'avanguardia - proprio quest'anno è stato costretto a ridurre il programma per assenza di finanziamenti) a distribuire Pierre Clémenti: The Unreleased Reels, un journal - un diario di viaggio insieme quotidiano e eccezionale, un album di famiglia decostruito in cui le immagini scavalcano continuamente i significati e restituiscono la ricerca di una spiritualità che passa attraverso la liberazione dei corpi, il percorso dell' allargamento della coscienza propria dell'esperienza psichedelica, grazie a un approccio visionario che non allude alle sostanze psicotrope ma in qualche modo le incarna in un gioco di rimandi teoricamente infinito, senza filtri, senza mediazione.
Come Rimbaud con le sue Vocali, Clémenti cuce sciamanico sovrapposizioni futuriste di volti in primo piano a città in movimento, in soluzioni di montaggio audacissime e con un uso spericolato del colore, mutando i sorrisi timidi, maliziosi o sfrontati di bellissime muse che sanno di essere inquadrate in litanie horror di avvicinamenti improvvisi e soprassalti, mescola gli animali domestici, i cuccioli umani e animali alle fiere, la camminata di una tigre e l'evanescente presenza di un orso polare alla danza di alcune comparse in costume settecentesco, che sollevano sulle teste un corpo nudo e si muovono al rallentatore, come baccanti, come un esercito demilitarizzato in trance – si intravedono una giovane bellisima Catherine Deneuve, Michel Piccoli, è il set di Benjamin ou le mémoires d'un puceau, del 1967, di Michel Deville, in cui Pierre era presente come attore (ed è proprio con il compenso di questo film che Clémenti acquista la sua prima cinepresa 16mm Beaulieu). E ancora, Patti Smith, corpi nudi che si toccano, orchi, streghe, appartamenti, spezzoni di vecchi film in televisione, i Velvet Underground, il leggendario musicista di strada cieco Moondog, troni, vulcani, fiamme tremolanti di candele, e i visi associati alle fiamme, icone sacre, la sensualità esotica della prima moglie Margareth ripresa fin dentro le labbra, nei denti, negli occhi, in ogni minimo sussulto; Bob Marley, Philippe Garrel che si aggira con la sua chioma scomposta, Nico lontana, sempre sfuggente, ripresa in controluce, Pierre e la seconda moglie Nadine distesi al sole, lo stesso Pierre si riprende saturo, i corpi scolpiti da un bianco abbacinante, lo stesso bianco desertico de La lit de la vierge e de La Cicatrice intérieure, cimiteri, foreste, una croce che ritorna, il danzatore Maurice Béjart, e il piccolo
Balthazar che si muove su un tetto associato alle immagini di belve feroci o vicinissimo, si muove su un tetto come se fosse lui stesso un animale: l'innocenza e la spregiudicata bellezza di chi non è stato ancora serrato agli angoli dalle regole sociali (Balthazar che si arrampica completamente nudo su un albero, felice, imprendibile).
Delle tre bobine, La Dexieume femme è forse la visione più sorprendente - anche se viene il dubbio che a renderlo tale sia la maggiore durata, perchè perfino mute, queste immagini hanno una tale qualità ipnotica che sprigionano il desiderio di continuare a esserne avvolti all'infinito.La dichiarazione programmatica di Truffaut - preferire il cinema alla vita reale – perde totalmente significato di fronte al cinema di Clémenti, osserva Barraud: che è “la riconciliazione di entrambi, di un'evidenza mai presa in considerazione, mai teorizzata, mai forzosa. La poesia, gli amici, le donne, i bambini, le mani, i seni, i piedi, qui e altrove, la vita-cinema, sì, più che mai”.
il figlio Balthazar, presente nell'appartamento, ricorda ancora qualcuno che nasconde la cocaina sotto il suo letto e gli dice di fare silenzio. Pierre sarà rilasciato per insufficienza di prove, ma sarà costretto a lasciare Roma come "persona non desiderata" e "minaccia all'ordine pubblico" e dovrà a lungo metabolizzare questa assurda reclusione (ne scriverà in Quelques messages personnels, dedicato a Louis Aragon, pubblicato nel '73 da Gallimard e tradotto in italiano come Pensieri dal carcere, Il Sirente, 2007).Ciò che è assolutamente commovente e fondamentale nel lavoro di Clémenti è il punto di vista politico e filosofico di un uomo che scelse di vivere per la libertà, lontano dalla cupidigia e dal conformismo della borghesia, vicino ai bisognosi e agli emarginati. Si tratta di un cinema di amore e di anarchia che celebra prima di tutto la bellezza di una vita senza compromessi.”
tra cui i cinque completi (ma diverse immagini si ripropongono di film in film): Visa de censure n°X (1967, sonorizzato nel '75) La révolution n'est qu'un debut. Continuons le combat (1968), New Old (1979, con Klaus Kinski), A l'ombre de la canaille bleue (1985) e Soleil (1988), tutti in vendita in un cofanetto che contiene due dischi, Pierre Clémenti cineaste, l'intégrale. - Andy Warhol
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