BLOG - Quello che la (nostra) TV non racconta
Perchè oggi le serie televisive americane raccontano i nostri tempi sostituendosi al ruolo che un tempo fu del romanzo e di un certo cinema? E perchè questa ‘rivoluzione’ è avvenuta sola dall’altra parte dell’Atlantico? E qui nello stivale siamo ancora fermi a linguaggi e contenuti ormai davvero depressi in un’effimera e comica rappresentazione del Paese. Continua sul blog SOLDOUT di Francesco Maggi
Perchè oggi le serie televisive americane raccontano i nostri tempi sostituendosi al ruolo che un tempo fu del romanzo e di un certo cinema? E perchè questa ‘rivoluzione’ è avvenuta sola dall’altra parte dell’Atlantico? E qui nello stivale siamo ancora fermi a linguaggi e contenuti ormai davvero depressi in un’effimera e comica rappresentazione del Paese. L’articolo di Aldo Grasso ‘Accenti la Tv. Il romanzo è un telefilm americano’ contenuto nell’ inserto domenicale La Lettura del Corriere della Sera, prova a dare delle risposte a queste domande. Una riflessione (strane coincidenze?) che arriva nello stesso momento in cui scopro la serie tv BOSS (2011) prodotta dalla Lionsgate Television, (Mad Man e Death Zone) e coprodotta dal regista Gus Van Sant, creata e diretta da Farhad Safinia (sceneggiatore di Apocalypto).
Afferma Aldo Grasso: “Da alcuni anni, da quando è apparsa una delle prime serie di culto come Star Trek, e poi da Weeds a Lost, da Bored to Death a Breaking Bad, i telefilm raccontano storie affascinanti per parlare anche d’altro. Le immagini non vogliono soltanto dire quello che mostrano, ma vibrano in continuazione, rimandano a un mondo dissimulato, ad alcuni significati inesauribili, a un altrove che non conosciamo e che promettono di farci perlustrare. La sensazione è che gli strumenti narrativi dei telefilm americani lavorino per un linguaggio sciolto da ogni vincolo di obbedienza ideologica o sociale, si abbandonino al puro gusto di narrare
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