VENEZIA 58: La deriva del digitale, “L’amore probabilmente”
All’ultimo Bertolucci piacciono la menzogna , la verità e l’illusione de “L’amore probabilmente”. Questi elementi provocano squilibrio non solo nell’intersezione fra il mondo soggettivo e quello oggettivo di Sofia
L’ultimo Giuseppe Bertolucci ha un’idea fissa in testa: concludere il suo cinema in forma sperimentale. La globalizzazione comporta anche questo. Ma sgombriamo il campo da un’altra chimera per la tanto urlata rinascita del cinema nazionale: il Dogma danese lo affossa ancora di più. Più ancora del precedente “Il dolce rumore delle vita”, le pecche si fanno infatti più che mai stucchevoli. Bertolucci filma i volti seducenti di Sonia Bergamasco e Rosalinda Celentano in maniera troppo insistita .Lui che pare vantarsi di stare alla periferia delle fucine mediatiche dai tempi di “Berlinguer ti voglio bene”, perché aveva la sensazione di perdere la rotta quando è stato “là dove accadono le cose.” All’ultimo Bertolucci piacciono la menzogna , la verità e l’illusione de “L’amore probabilmente”. Questi elementi provocano squilibrio non solo nell’intersezione fra il mondo soggettivo e quello oggettivo di Sofia ma anche nella narrazione disomogenea e la sospensione relazionale. La diegesi si divide così i due tronconi: la prima oggettiva pertinente la triangolazione Sofia/Chiara/Cesare, la seconda imperniata sulla soggettiva di Sofia che contrappone la sua interiorità alla realtà fenomenica. Il sovraccarico linguistico dovuto a vari formati, le contaminazioni fra codici, e cambi prospettici della m.d.p insidiano ogni coerenza narrativa. L’immagine cinematografica viene costantemente violentata, con quelle riprese sugli attori che provano le battute, sincopate e asettiche come una partitura di Alban Berg. Battute che sono specchi dove la diegesi si smarrisce. Purtroppo anche la riflessione sul cinema è troppo caldeggiata, poco baziniana, danneggiando quindi le relazioni amorose di Sofia con Cesare e il capostazione. La sequenza dove Sofia confida alla moglie del capostazione la relazione extra-coniugale, puzza dunque di sensazionalismo a buon mercato.
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