VENEZIA 58 – Il lato oscuro delle cose, “Invincible”

Film misterioso e stratificato, “Invincible” ha il pregio di condurci nell’immaginario herzogiano con la magia propria delle favole, ma anche il rimpianto malinconico di un sogno che non riesce a realizzarsi

Dopo una lunga assenza dai circuiti dei grandi Festival è tornato alla Mostra di Venezia il cinema di Werner Herzog che con "Invincible" ci racconta una storia che sembra una favola, continuamente in bilico tra l’eccesso di uno sguardo che abbiamo imparato a riconoscere anche negli angoli bui delle inquadrature, e la strana tenerezza che abita questo film ingiustamente trascurato.
Tutto inizia con il racconto di un bambino che, non sapendolo, ci svela la chiave di lettura del film. Una storiella infantile che, però, riverbera nelle luci diseguali, nei dialoghi essenziali e nel senso di attesa che si dilata sullo schermo come se fosse materia a vedere e toccare. L’avventura herzogiana, questa volta, è affidata ad un personaggio familiare a tanti altri corpi disseminati nei film del regista tedesco, sproporzionato nella sua fisicità e nella forza delle sue braccia, che lascia il villaggio polacco immerso nella fredda campagna, per cercare se stesso e trovare la ragione di tanta forza. Il protagonista si muove con impaccio e diffidenza nei luoghi di una città (Berlino) in profondo cambiamento, invasa di soldati e automobili, e dove convivono, in insospettabile e bugiardo equilibrio, ebrei e ariani. Ma si tratta di un gioco perverso e di un’armonia solo apparente perché sotto è pronta ad emergere la vera natura delle cose che giace silenziosa e in attesa di essere scoperta. Il paradosso, dunque, si svela nella sua forma ingannevole, mentre lo sguardo di Herzog ci spinge a andare oltre il visibile per cercare la verità in quello che non si vede e che resta celato dalle perfette costruzioni dell’uomo. Ogni cosa nasconde un lato oscuro, la faccia opposta di un dado da gioco che si fa metafora del tempo, nel suo contenere tra le sue superfici, il presente e il passato, il vero e il falso, l’apparenza in tutte le sue forme.
Film misterioso e stratificato, "Invincible" ha il pregio di condurci nell’immaginario herzogiano con la magia propria delle favole, ma anche il rimpianto malinconico di un sogno che non riesce a realizzarsi.


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