"Sábado" di Juan Villegas
"Sábado" procede per incastri geometrici, per scarti continui, un meccanismo reiterativo controllatissimo, che denuncia subito la mancanza di libertà, di vera erranza della macchina da presa, degli sguardi e dei corpi
Buenos Aires come sfondo, territorio mutevole e incontrollabile. Ossessione costante del giovane cinema argentino (che recupera più o meno coscientemente le tematiche della “Generación del ‘60”), che si ripropone anche nel film di Villegas, errante cronaca di incontri di tre coppie dal giorno alla notte, in cui ci si divide, ci si incontra, ci si aspetta e si parla; si abusa del linguaggio senza dire nulla, in una volontà di azzeramento del senso delle parole, della comunicazione come incontro e scambio. "Sábado" procede per incastri geometrici, per scarti continui (incidenti d’auto, incontri casuali), che non fanno altro che lasciare che il film si ripeta incessantemente, si basi esclusivamente su un meccanismo reiterativo controllatissimo, che denuncia subito la mancanza di libertà, di vera erranza della macchina da presa, degli sguardi e dei corpi. Il tono sottile, da commedia urbana, è sostenuto da attori emergenti del nuovo cinema argentino (Daniel Hendler, già visto in Esperando al Mesias di Burman, Gastón Pauls, che fa se stesso, attore-rivelazione di Felicidades di Lucho Bender e del campione d’incassi dello scorso anno, Nueve Reinas); ma alla fine il gioco si rivela subito fin troppo minimale e autocompiaciuto, la struttura si svela immediatamente e si fa strada nello spettatore la consapevolezza di un piccolo film senza meta, significativo momento di un cinema – come quello indipendente argentino – animato spesso da un desiderio di ricerca di una forma, che alterna ricerca, innovazione e tradizione, ma che non sempre (come in questo caso) riesce ad evocare una forma, uno sguardo, un’idea di cinema.Sábado Regia: Juan Villegas
Interpreti: Gastón Pauls (Gastón Pauls), Daniel Hendler (Martin), Camila Toker (Camila), Mariana Anghileri (Natalia), Leonardo Murúa (Leopoldo), Eva Sola (Andrea);
Durata: 70’
Origine: Argentina 2001
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