"Los Porfiados" di Mariano Torres Manzur
I sei personaggi che danno vita ad un improbabile gruppo anarchico nella periferia desolata della metropoli sembrano venire direttamente dai racconti di Osvaldo Soriano o da romanzi come "Los siete locos"
Uno degli elementi che hanno sempre caratterizzato il cinema argentino è, sin dai suoi inizi, il rapporto stretto e costante con la letteratura. La creazione di personaggi che ricordano o danno vita, presenza ai personaggi letterari è una tradizione che non si dissolve. Anche "Los Porfiados", opera prima di Mariano Torres Manzur, rilegge le forme e la tradizione di un cinema letterario che molto deve al gusto per l’assurdo ed il grottesco tipico della letteratura latinoamericana. I sei personaggi che danno vita ad un improbabile gruppo anarchico nella periferia desolata della metropoli sembrano venire direttamente dai racconti di Osvaldo Soriano o da romanzi come "Los siete locos" (tra l’altro indicato dal regista come una delle sue fonti). Ma il film non si risolve in una operazione in linea con la tradizione; Manzur deforma i luoghi e gli spazi, i corpi e il linguaggio, fino a creare una sorta di parodia di un cinema letterario. I sei cospiratori sembrano i fantasmi evocati di un cinema che non c’è più, si muovono in uno spazio senza tempo (in una città che sembra dissolversi nel bianco e nero crudo del film). Le loro gesta evocano un passato che non è più possibile ricreare e che torna solo come farsa, come parodia. Manzur dissemina il film di tracce usurate, di segni di una forma classica del cinema che non risultano più credibili, che non convincono più. "Los Porfiados" si sviluppa dunque lungo una linea narrativa classica, tradizionale; ma ciò che emerge è solo il fantasma della tradizione, la forma ormai svuotata di senso, che gira a vuoto. Anche quando la commedia volge in tragedia, l’atmosfera non cambia, forse nasce solo una nuova consapevolezza, la necessità di trovare altre forme, altre possibilità per un cinema che ha bisogno d’altro, che non crede più nella forza della narrazione.Los Porfiados
Regia: Mariano Torres Manzur
Interpreti: Germán de Silva (Artemio), Mario Paolucci (Dino Scarfó), Ernesto Candoni (Braguetón), León Dogodny (Don Bachetta), Natalia de Parseval (Eva), Mario Offemhenden (Domingo Acevedo);
Durata: 90’
Origine: Argentina 2001
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