MOVIEGAMES - Distruggete tutti gli umani!
Riprendendo le mosse dai film di fantascienza degli anni '50 (Ed Wood in testa) ecco arrivare un videogioco demenzialmente cinefilo oltre che umanofobo.
A livello di gameplay non può magari dirsi di Destroy All Humans! un granché: si tratta fondamentalmente di uno sparatutto in terza persona con vari gadget acclusi. Ma basta il titolo, l'ancor più demenziale sottotitolo: "one giant step on mankind" (per i non anglofili: "un gigantesco passo sull'umanità) e soprattutto l'immagine di copertina, per farci adorare questo gioco prima ancora d'averlo scartato dalla confezione. E il "noi" del soggetto si riferisce a tutti coloro che adorano la fantascienza anni '50, fatta di "flying saucers" di mostri verdi, di esseri umani trasformati in bozzoli per intelligenze aliene. Già l'FMV iniziale riprende in maniera palese e deliziosa le mosse dall'intro di Plan 9 From Outer Space con l'ambiguo commentatore in uno spoglio studio televisivo in bianco e nero.
Il nostro compito è impersonare Crypto, un cattivissimo alieno assai incazzato con la razza umana per avere condotto innominabili esperimenti su un suo clone mandato in esplorazione sul pianeta Terra, ivi catturato ed internato nella famigerata Area 51. Per salvare il suo clone e vendicarsi della razza umana Crypto scenderà sul pianeta e dovrà fare piazza pulita di "redneck" ignoranti ma perennemente col fucile in mano, con la polizia e l'esercito, con scienziati intenti a inquinare e a far diventare radioattivo il mondo. Per far ciò abbiamo a disposizione vari poteri e armi (per non parlare di una "sonda anale") che ci permettono di uccidere gli umani e di estrarne i cervelli per servircene come nutrimento. Non è comunque che tali aggeggi servano loro un granché a giudicare dai pensieri che possiamo carpire loro. Per completare i nostri obiettivi possiamo anche mimetizzarci con le loro fattezze anche se la cosa è talmente disgustosa che Crypto presto si stanca e torna alle sue solite fattezze. Ma quando siamo stufi di questo sterminio, piacevole ma indubbiamente un po' lento, possiamo sempre salire sul nostro disco volante a portare una distruzione più massiccia. Tanto più che evidentemente l'appellativo con cui si vede definito dai media lo fa ancora più arrabbiare: "omino verde". Quello che non è chiaro è se la causa sia da attribuirsi più all'evidente daltonismo dei cronisti (dato che Crypto è grigio) oppure alla loro allusione alla non eccelsa statura del nostro.

Insomma, nonostante la grafica sia buona, i livelli anche molto grandi e zeppi di sottomissioni se l'opera di sterminio attuata in quelle normali non ci basta, e soprattutto l'ironia sprizzi dal videogioco come i cervelli dalle vittime di Crypto, il gameplay non è che sia particolamente rimarchevole e vario, con una gestione tecnica di Crypto che ci costringe sempre a lottare con la telecamera. Perciò non si tratta di un gioco da raccomandare a tutti e men che meno a chi non apprezzi il genere di riferimento. Gli altri però, i fan, perdoneranno volentieri a questo gioco le imperfezioni (comunque non tali da considerarlo meno che buono) per avere la possibilità - a livello virtuale - di essere per una volta protagonisti dei film tanto amati.

Destroy All Humans è sviluppato da Pandemic, pubblicato da THQ e distribuito in Italia, per Ps2 e Xbox, da Halifax.
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