MOVIEGAMES - Di come i videogiochi divorino le star televisive
Siamo abituati a vedere successi cinematografici traformati in analoghi successi (se non altro di pubblico) videoludici. Sta succedendo la stessa anche per la televisione?

Ormai la maggior parte dei successi cinematografici, del passato o del presente, hanno una - o più - loro controparte videoludica. Accade che vi siano giochi dedicati ad Hitchcock o ai Guerrieri della notte quanto agli ultimi blockbuster in arrivo, come il King Kong di Peter Jackson. Non solo: le due industrie ormai stanno sincronizzandosi dato che vediamo sempre più pellicole in giro dedicate agli eroi virtuali. Finora il medium televisivo - se facciamo eccezione per la categoria a sé dei cartoons - è stato maggiormente immune al contagio videoludico, ma stanno iniziando ad apparire le prime crepe di cedimento. Finora i videogiochi dedicati a format televisivi sono stati per lo più la trasposizione elettronica di quiz di successo (come l'Eredità condotta da Amadeus), analoga a quella comunque presente nelle versioni "da tavolo". Già Il Grande Fratello però aveva avuto una sua trasposizione videoludica niente affatto disprezzabile (anzi il trasferire il giocatore dentro la casa a controllare uno dei protagonisti a sua scelta rovesciava in modo positivo il voyerismo insito nel format). Ma i due videogiochi che qui di seguito presenteremo, approfondiscono questo rapporto ed anzi, addirittura lo ribaltano.

Il primo è Camera Café: Il Gioco (Nobilis/Leader, per Pc): dove occorre impersonare Luca e Paolo nelle loro lavoro d'ufficio. Possiamo impersonare solo uno dei due per volta e dobbiamo far completare due missioni ciascuno per avere accesso al gioco libero. Per rendere meno statico il gioco gli sviluppatori hanno pensato di mostrarci tutto il piano dell'azienda dove i due lavorano con gli uffici di tutti i personaggi della sit-com. Sostanzialmente Luca e Paolo devono assolvere ai compiti lavorativi che vengono loro ogni giorno assegnati (stendere relazioni, telefonare a clienti, redigere bilanci, partecipare a riunioni, fare tante fotocopie...) ma contemporaneamente devono ritagliarsi lo spazio per raggiungere gli obiettivi personali, che sono quelli delle due rispettive missioni. Invariabilmente, trattandosi di un gestionale alla Sims, dovranno diventare amici di qualche personaggio chiave facendo - a lui o a lei - dei favori o lodandolo ed aiutandolo nel lavoro fino appunto a raggiungere l'obiettivo. Nonostante che il gioco non sia particolarmente pretenzioso (ma è anche offerto ad un prezzo "budget") riesce nel compito di riprodurre le dinamiche dell'ufficio rappresentato nella sit-com - in particolare una volta arrivati al gioco libero -. Semmai quello di cui si sente particolarmente la mancanza sono gli elementi più demenziali e divertenti che, paradossalmente, la perdita della unidimensionalità del punto di ripresa diluisce se non dilegua. Nondimeno, visto il successo della trasmissione, anche per il gioco ci si attende un livello elevato di vendite: non è un caso che sul sito ufficiale dello sviluppatore si possa già veder presentato addirittura il secondo episodio!

Ben più significativo, dal punto di vista assunto all'inizio, Buzz! The Music Quiz (Relentless Software/Sony, per Ps2). In questo gioco veniamo invitati al quiz musicale di Buzz, una sorta di Papi della Ps2 per gareggiare con altri 3 concorrenti in un quiz a tema musicale. Allegati al gioco ci sono 4 "buzzer", ovvero joystick dedicati - con 5 pulsanti ognuno - per rispondere adeguatamente alle domande (da connettere tramite porta USB della console). Buzz!, nonostante per questo gioco non si possa assolutamente parlare di grafica o di gameplay (è un quiz!), riesce a proporre moltissime domande - con relativi clip musicali - ed estremamente ben bilanciate, coprendo tutto il panorama della pop music delle ultime decadi. Cosa ha di più un analogo programma "reale" della TV? Facile la risposta: le ballerine sempre meno vestite. Ma se non abbiamo saggi di erotismo casereccio tipico del teleschermo, con Buzz! siamo noi direttamente ad essere chiamati in causa a saggiare la nostra cultura musicale assieme a 3 altri nostri parenti/amici. Se infatti il gioco non è neppure immaginabile in singolo, in compagnia di altri si trasforma in un perfetto gioco sociale, da non riuscire a staccarcisi. Dimostrando - by the way - l'infondatezza di chi accusa i videogiochi di isolare socialmente chi li usa. Buzz! è un gioco perfetto da giocare con gli amici in una uggiosa serata di pioggia o in casa coi familiari quando proprio non si ha voglia di uscire. In questo senso è ancora meglio del semplice guardare la televisione, questa sì attività eminentemente solitaria.

In particolare Buzz! ci fa chiedere se in qualche modo le sorti del piccolo schermo e quelle del divertimento videoludico non siano maggiormente legate di quanto finora si sia fin qui visto. La possibilità di avere trasmissioni interattive, con i partecipanti collegati in teleconferenza da casa, tramite aggeggi quali webcam o l'Eyetoy - periferica della Ps2 che inserisce le immagini dei giocatori all'interno dei giochi - potrebbe cambiare il modo in cui vengono progettati i format televisivi? Le star del piccolo schermo si dovranno confrontare, ben prima degli attori cinematografici, con contendenti virtuali? La risposta, come si suol dire, ai posteri. Intanto ben vengano giochi come questi che reinterpretano i programmi televisivi riuscendo addirittura ad essere migliori di molti di essi.
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