MOVIEGAMES - Prey sta arrivando
La sua ideazione risale all'epoca di Duke Nukem Forever (e stiamo parlando di 10 anni!) ma mentre la nuova avventura in prima persona del Duca è ancora nel limbo più buio, Prey finalmente è arrivato a mostrare i suoi muscoli!

Nel 1996 venivano presentati alla comunità dei videogiocatori due progetti che all'epoca solleticarono la fantasia di molti. Il più noto era sicuramente Duke Nukem Forever, il quarto capitolo della saga dedicata al biondo maranzo ammazza-alieni-e-scienziati-cattivi, il secondo in prima persona dopo Duke Nukem 3D. Il massimo a cui si è giunti - 5 anni dopo - è un video di qualche minuto del Duca impegnato ad arginare un'invasione di alieni e di esseri umani mutati nella città dei divertimenti per antonomasia: Las Vegas, che non ci dobbiamo dimenticare trovarsi a poca distanza dalla ipotetica e famigerata Area 51. Oggi però quel video, che all'epoca sembrava promettere meraviglie grafiche ed interattive mai prima sperimentate, mostra una tecnologia che gli sparatutto in prima persona (FPS) odierni hanno ormai resa datata. Non è un caso che sul sito del produttore, 3D Realms, non sia più disponibile tale video né gli screenshot che esistevano a corredo, sostituito dalla dichiarazione: "The screenshots and videos that were here have been removed as they no longer represent the game's current look and feel": gli screenshot e i video che erano qui sono stati rimossi in quanto non rappresentano più l'aspetto attuale del gioco. Poi si dice che altro materiale sarà inserito ma è da anni ormai che dura tale ritardo. Fortuna maggiore ha dunque avuto Prey, il secondo dei progetti del 1996, che dal prossimo 14 luglio sarà disponibile al pubblico in versione Pc e Xbox 360. Ciò è stato permesso dal fatto che il progetto non è stato lasciato nelle mani di George Broussard, capo della 3D Realms, ma è stato acquistato da 2K Games che ha imposto l'uscita in tempi certi, e per raggiungere tale obiettivo sono stati incaricati dello sviluppo gli Human Head Studios, già responsabili - in campo FPS - di un discreto Dead Man's Hand di inconsueta ambientazione western.

Prey, per il quale è stato utilizzato il motore di Doom3 (e si vede), è un FPS di ambientazione fantascientifica in cui noi impersoniamo un giovane indiano cherookee, Tommy, stanco della vita priva di sbocchi nella riserva, che rifiuta le tradizioni indiane propostegli dal nonno e vorrebbe andarsene portandosi seco la fidanzata che gestisce un bar nella riserva. Eccoci dunque pieni di frustrazione e risentimento tentare di convincerla mentre lei sta dietro il bancone a servire due buzzurri bianchi che la fanno oggetto di sgradite attenzioni sessuali. Tommy non la prende bene e spacca la faccia ai due con una chiave inglese solo per essere redarguito dalla fidanzata che teme di perdere il posto. Ma il litigio non può proseguire perché improvvisamente una sorta di terremoto prelude all'arrivo degli alieni che "risucchiano nella loro astronave Tommy, il nonno, la fidanzata e i due bianchi stesi al suolo. Fortunosamente liberatosi all'interno dell'astronave aliena Tommy scopre con orrore che gli umani testé prelevati vengono "spremuti" all'interno di un'enorme e misteriosa macchina. Ovviamente il primo obiettivo è salvare la fidanzata, specie dopo aver visto la tremenda fine del nonno. E tuttavia è proprio al nonno che dovrà rivolgersi per aiuto. Una volta abbattuto infatti Tommy scoprirà che la sua vita non termina ma che anzi deve apprendere grazie alla guida dello spirito del nonno a gestire i propri poteri spirituali. Grazie ad essi egli potrà rifugiarsi nel limbo per rigenerare l'energia agli sgoccioli ed utilizzare il proprio corpo astrale per raggiungere luoghi inaccessibili al suo io fisico. Con quest'ultimo, oltre alla chiave inglese in nostra dotazione fin dall'inizio, Tommy potrà utilizzare le armi degli alieni mentre con l'io astrale egli potrà usare solamente l'arma caratteristica del suo popolo: arco e frecce.

Prey tradisce la sua derivazione da Doom3 specialmente per gli ambienti claustrofobici e per gli alieni: enormi, ben definiti ed assai cattivi. Dove invece Prey aggiunge interessanti elementi è nella possibilità di Tommy di utilizzare il proprio corpo astrale, in modi che ricordano quelli presenti per il vampiro Raziel in Soul Reaver; la gestione "spaziale" della forza di gravità che può essere "ribaltata" permettendoci di camminare su soffitti e pareti e di raggiungere ambienti altrimenti inaccessibili, in alcuni casi grazie a speciali tappeti gravitazionali; l'utilizzo di "portali" che danno accesso a zone altrimenti inaccessibili attraverso cui può passare Tommy ma dai quali possono sbucare in modo inaspettato anche i nemici alieni. Alcuni di questi portali inoltre permettono di accedere anche a zone particolari, come a piccole lune delle dimensioni di un pallone da calcio ma che - una volta che ci siamo teletrasportati - assumono le dimensioni di un planetoide (ovvero, ovviamente, siamo noi ad essere rimpiccioliti di conseguenza). Presente inoltre pure una sezione in cui ci troviamo alla guida di un caccia spaziale alieno intenti ad un furioso combattimento contro caccia nemici. Questo rende l'esperienza di gioco molto più varia di quanto la linearità del gameplay potrebbe far supporre ma si tratta pure di elementi interessanti per la modalità multiplayer.

In conclusione l'unico vero elemento che gioca a sfavore di Prey è il tempo. In dieci anni di sviluppo ci si sarebbe potuto attendere qualcosa di rivoluzionario ed innovativo e invece Prey è "soltanto" un bel gioco. Ma poteva essere altrimenti? Meglio dunque un bel gioco, con una coinvolgente modalità single-player ed alcuni interessanti novità in quella multi, piuttosto che un gioco di cui tutti parlano con l'acquolina in bocca ma che viene continuamente rimandato (già s'è detto di Duke Nukem Forever). Da sottolineare pure che è già disponibile una demo (scaricabile dal sito ufficiale) con ben un'ora di gioco per il single e due mappe per il multi in modo che è possibile provare una discretamente ampia porzione di gioco (e le sue principali caratteristiche) prima di decidere se acquistarlo.
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