MOVIEGAMES - Gino il Pollo perso nella rete
Dai cartoni trasmessi da RaiTre, il celebre personaggio migra anche nella dimensione virtuale grazie al gioco omonimo. Riservato ai più piccoli?

Nato sul web, trasposto sui cellulari di ultima generazione e approdato poi in tv come cartoon, Gino il Pollo diventa – finalmente? - un videogioco pronto ad apparire sugli schermi dei nostri Pc/Mac. Il rating PEGI sulla confezione ci informa che si tratta di un gioco adatto a bambini e bambine dai tre anni in su. Ma ben presto, addentrandoci nel gioco scopriamo una realtà diversa e per certi versi contraddittoria. Nonostante infatti il cartone sia adatto ai più piccoli (una sorta di introduzione giocosa al mondo del web, con Gino il pollo canterino che salta nello spazio virtuale per salvare la pollastrella Gina dagli intrighi del perfido Colby, e si ritrova in una specie di cyber-ecologia composta di animali umanizzati e vegetali composti di elettroni e controparti digitali dei cattivi, ovvero Ma' e i suoi Web Raptors), il gioco si divide schizofrenicamente tra elementi che si rivolgono allo stesso target del cartoni, ma anche altri che sembrano imprescindibilmente rivolti agli adolescenti e maggiormente in linea con l'origine del concept.

Del resto un buon esempio di tale situazione lo si può vedere anche sul sito di Gino il Pollo ospitato dalla Rai dove, oltre a poter vedere i cartoni, è possibile giocare con minigame analoghi a quelli presenti nel gioco per Pc/Mac. I giochi si rifanno a titoli classici nella storia dei videogiochi, come ad esempio Pac-Man, Galaxian, ecc. Nel gioco si parte invece con un tipico rythm-game, dove occorre schiacciare i corretti tasti al ritmo della sigla ormai famosa. Si prosegue con giochi sempre abbastanza semplici a livello concettuale che richiedono soprattutto un buon tempismo, come nei vecchi arcade, che si rivelano però assai difficili quanto alla realizzazione pratica. Ad esempio per ottenere le code dei Bulbo-cluster (delle sorte di rape saltellanti a cui bisogna tagliare le “cime”) occorre riuscire a tagliare le code quando brillano mentre i Bulbo-cluster saltellano e contemporaneamente ci lanciano contro delle noci, che invariabilmente ci colpiscono. Dobbiamo raccogliere in tutto venti code, ma dopo le prime dieci ben tre Bulbo-cluster cominciano a saltar fuori contemporaneamente lanciandoci delle noci: a noi la scelta se tentare di tagliare le loro code o le noci prima che ci colpiscano. È vero che, trattandosi di un gioco per bambini, gli sviluppatori hanno pensato bene, dopo numerosi tentativi falliti, di dare al giocatore la scelta di skippare il minigame, avanzando ugualmente nel gioco, con la possibilità di tentare di superarlo successivamente nella Game Gallery.

I minigiochi sono incastonati in una avventura grafica punta-e-clicca – questa sì veramente elementare – che narra la storia di come Gino il Pollo, oggetto degli esperimenti malvagi di Capo Colby, venga catapultato nel web e di come riesca comunque a trovare amici che lo aiutano a salvare la sua bella Gina. Per quanto sia comprensibile che ad un pubblico di bambini venga presentato il gioco sotto forma di facile avventura (sulla scia del resto dei titoli dedicati a Prezzemolo), tanto più che il manuale che accompagna il gioco ne riporta a scanso di equivoci la soluzione, la cosa contraddice l'inserimento a piè sospinto di giochi che di mini hanno la dimensione ma non certo la difficoltà, adatti quindi a ragazzi e ragazze piuttosto che a bambini, che al contrario però potrebbero vedere la semplicità dell'avventura quasi come un affronto. Di più: la scelta di utilizzare come supporto del gioco – e quindi dei mini-giochi – il computer, se è coerente con la presenza di un'avventura di contorno, rende ancor più ostica l'attuazione dei minigame che sarebbero stati assai più piacevoli se affrontati con una console e relative periferiche.

Nonostante Gino il Pollo sia tutto sommato un prodotto divertente e integrato al proprio contesto (cartoni, sito internet, ecc.), ha probabilmente sofferto della frenesia di riempirlo il più possibile col risultato che ci sono tante cose disequilibrate. Soprattutto non ha un target ben preciso e probabilmente è stato sviluppato non per la piattaforma più idonea. Non resta che consolarsi con tutta la panoplia di contenuti presenti sul sito ufficiale, tra cui le puntate del cartoon, video musicali, i giochi sopra citati, foto, sfondi, screen-saver, info, ecc. Il gioco, Gino il Pollo perso nella rete è stato sviluppato da 7thSense in collaborazione con Elventech per la produzione di Digital Bros. Gino il Pollo è una produzione Rai Fiction, Lanterna Magica e Mytv.
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