MOVIEGAMES - Overlord

Siete stanchi, dopo le ore passate di fronte alla trilogia jacksoniana, di sentir parlare di elfi e mezz'uomini e di buonismo fantasy? Ecco allora il gioco che fa per voi: Overlord, dove dovrete resuscitare un paladino del male, ricostruire la sua fortezza e guidare schiere di goblin ad asservire esseri umani e a far piazza pulite delle magiche creature del bene in un RPG per molti versi originale e soprattutto divertentissimo!

Proprio dalla trilogia di Peter Jackson parte Overlord, atipico gioco di ruolo sviluppato da Triumph Studios e pubblicato da Codemaster per Xbox360 e Pc-DVD (e distribuito in Italia da DDE). Certo, non stiamo parlando di riferimenti diretti e precisi, ma quando il nostro compito è di andare a dare una lezione a mezz'uomini noiosi e dediti al cibo, quando dobbiamo disfarci di elfi e nani, quando il nostro compito è ricostruire il castello del male per farci servire dagli esseri umani, è chiaro che stiamo assistendo ad una chiara reazione a tutto il buonismo fantasy del Signore degli Anelli. E la cosa non può far che piacere, tenendo anche conto che siamo di fronte ad un gioco realmente “addictive”, alla stregua di ogni RPG davvero buono (ad es.: Diablo, Fallout e non molti altri). E il principale motivo della capacità di Overlord di renderci incapaci di smettere di giocarlo è che più che un RPG sembra uno strategico in tempo reale...

Per spiegare questa apparente contraddizione dobbiamo analizzare il gameplay di Overlord. In esso un goblin stregone ci resuscita e ci informa di averci nominato campione del male dopo che il precedente detentore del titolo ha permesso che le schiere del male venissero sconfitte e disperse. Ci riveste di una poderosa armatura e ci consegna un'arma, ma il nostro compito non sarà – tranne che in casi eccezionali – quello di combattere direttamente i nemici. Sarà invece di guidare le nostre schiere di fidati goblin (nel gioco chiamati serventi) contro di essi. Intendiamoci: come giocatori controlliamo direttamente solo il nostro avatar, che come tale ha varie mosse d'attacco e difesa, sia “fisiche” che magiche, ma abbiamo altresì la facoltà di comandare gli spostamenti dei goblin sotto il nostro comando per farli attaccare e/o distruggere determinati obiettivi o per far loro spostare/trasportare oggetti. Il numero di servitori a nostra disposizione dipenderà dal nostro avanzamento nell'avventura, ma soprattutto dal ritrovamento dei loro 4 nidi. Ovviamente ne abbiamo già uno all'inizio del gioco in modo che si possa controllare i serventi marroni, ovvero la stirpe base. In realtà, pur privi di abilità magiche questi serventi sono forti e resistenti agli attacchi e dunque sarà saggia averne sempre diversi a portata di mano, se non altro per utilizzarli come guardia del corpo. Possiamo poi, con l'avanzare del gioco, controllare altre 3 stirpi di serventi: i rossi, immuni al fuoco ed in grado di lanciare palle di fuoco contro gli avversari; i blu, in grado di attaccare le creature eteree, di nuotare e di guarire e resuscitare gli altri serventi uccisi; i verdi, immuni al veleno ed assai più letali dei marroni negli attacchi, per quanto non ugualmente resistenti.

In particolare quando abbiamo a disposizione più stirpi di serventi, le prove da superare comportano la saggia gestione delle varie abilità di ognuna e in questo il gioco può considerarsi contemporaneamente RPG e RTS: non basta correre in contro al nemico roteando spade smisurate, ma non basta neppure lanciargli contro le nostre orde. Dovremo invece imparare a gestire correttamente punti di forza e di debolezza delle nostre orde per riuscire ad avere la meglio non solo sui nostri nemici, ma anche sull'ambiente, sempre più irto di trappole e di passaggi difficoltosi man mano che ci addentriamo nell'avventura. Per darci la possibilità di gestire al meglio le nostre orde, abbiamo spesso a disposizione “fonti” di serventi da cui poterli richiamare o in cui poterli rimandare nel caso ci servano di un'orda diversa. In più i serventi possono anche essere utili alla nostra sopravvivenza in quanto possiamo ordinare loro di sacrificarsi per ottenere salute o mana. Ma non sempre è saggio mandarli via o sacrificarli, perché più è il tempo in cui ci servono e sopravvivono, più sono i nemici abbattuti, e più i nostri serventi diventano forti, scambiando le armi iniziali con altre più potenti raccolte sul campo di battaglia e “personalizzandosi” con gli oggetti a disposizione.

Per quanto siano a disposizione anche 3 modalità multiplayer (Versus carneficina, Versus saccheggio e Sopravvivenza cooperativa), la vera forza del gioco sta nella campagna in singolo proprio perché pone al giocatore non solo sfide risolvibili con l'abilità “atletica” (sconfiggere i nemici), ma anche veri e propri enigmi risolvibili con la corretta gestione delle proprio risorse. L'ambientazione si rifà per lo più alla tradizione fantasy con villaggi, castelli, armi bianche e magie. In più ci viene offerta la scelta di essere un malvagio “normale” oppure di sfogare senza freni la nostra efferatezza (per esempio su umani inermi): in quest'ultimo caso avremo a disposizione sviluppi delle magie particolarmente distruttivi e scenografici (anche se la cosa non avrà particolari conseguenze sullo sviluppo del gioco). La visuale è in terza persona e ci permette sempre di avere un buon quadro della situazione. I serventi sono sufficientemente intelligenti da non cacciarsi generalmente in situazioni pericolose da soli e raramente abbiamo dovuto recarci alla ricerca di qualcuno di essi intento alle proprie faccende piuttosto che all'ascolto dei nostri richiami. Ma in fondo sono solo goblin...

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