MOVIEGAMES - Alien vs. Predator
Il maggiore punto di forza di questo gioco risiede nella pluralità di scelta che ci viene offerta all’atto di intraprendere la nostra avventura. E’ possibile, infatti, optare a nostro gusto se affrontare la situazione nella divisa di un Marine, nella dura scorza dell’Alien o nella squamosa pellaccia del Predator. In poche parole è come avere tre giochi in uno, tante sono le particolarità di ogni singolo personaggio. Articolo a cura di www.iniziopartita.it
di Andrea Pesce
Tanto per cominciare
La trama che compone l’incipit di questo nuovo episodio a firma Rebellion (già autori di un altro analogo titolo sfornato circa 15 anni orsono per Atari Jaguar, ndr), viene presentata sotto tre diversi punti di vista, pur essendo tuttavia legata da un unico filo conduttore. Tre diverse basi di partenza, come lo sono i protagonisti e la loro appartenenza ad una determinata specie: umana, aliena xenomorfa o aliena "predatoria".
Teatro delle vicissitudini, comune per tutti e tre, sarà una struttura della Weyland Corporation, dove strani esperimenti hanno generato il caos dal quale, bene o male, si dovrà trovare scampo… sia nei panni di un marine che in quelli di un alieno. Ma questo lo vedremo dopo.
Marine, Alien o Predator: fai la tua scelta!
Il maggiore punto di forza di questo gioco risiede, senza dubbio, nella pluralità di scelta che ci viene offerta all’atto di intraprendere la nostra avventura. Sostanzialmente siamo di fronte ad un First Person Shooter, di quelli non proprio classici, almeno in due delle tre opportunità che offre. E’ possibile, infatti, optare a nostro gusto se affrontare la situazione nella divisa di un Marine, nella dura scorza dell’Alien o nella squamosa pellaccia del Predator. Una scelta che, oltre alle peculiarità delle situazioni e degli obiettivi, comporta un approccio molto differente al gameplay stesso.
Tanto per cominciare La trama che compone l’incipit di questo nuovo episodio a firma Rebellion (già autori di un altro analogo titolo sfornato circa 15 anni orsono per Atari Jaguar, ndr), viene presentata sotto tre diversi punti di vista, pur essendo tuttavia legata da un unico filo conduttore. Tre diverse basi di partenza, come lo sono i protagonisti e la loro appartenenza ad una determinata specie: umana, aliena xenomorfa o aliena "predatoria".
Teatro delle vicissitudini, comune per tutti e tre, sarà una struttura della Weyland Corporation, dove strani esperimenti hanno generato il caos dal quale, bene o male, si dovrà trovare scampo… sia nei panni di un marine che in quelli di un alieno. Ma questo lo vedremo dopo.
Marine, Alien o Predator: fai la tua scelta!
Il maggiore punto di forza di questo gioco risiede, senza dubbio, nella pluralità di scelta che ci viene offerta all’atto di intraprendere la nostra avventura. Sostanzialmente siamo di fronte ad un First Person Shooter, di quelli non proprio classici, almeno in due delle tre opportunità che offre. E’ possibile, infatti, optare a nostro gusto se affrontare la situazione nella divisa di un Marine, nella dura scorza dell’Alien o nella squamosa pellaccia del Predator. Una scelta che, oltre alle peculiarità delle situazioni e degli obiettivi, comporta un approccio molto differente al gameplay stesso.
Questa diversità, come spiegato più avanti, oltre a rendere vario il divertimento, incrementa notevolmente il grado di rigiocabilità del titolo, aumentandone parallelamente la longevità. In poche parole è come avere tre giochi in uno, tante sono le particolarità di ogni singolo personaggio. Vediamole nel dettaglio.
Il sogno segreto è avere una coda tagliente come una lama? Bene, allora non potremo fare a meno di indossare la durissima corazza dell’Alien. Abbiamo detto che ci troviamo in una struttura scientifica. Noi siamo il frutto di un qualche esperimento, senza nome ma solo un numero: esperimento 6! Considerati alla stregua di animali, e come tale trattati, chiaramente non abbiamo armi. La fuga dal laboratorio dove eravamo segregati sarà l’atto iniziale della ricerca di una via di uscita, nel tentativo di ricongiungerci con la Regina Madre. Dovremo, quindi, contare sulle peculiarità proprie della specie cui apparteniamo: agilità, resistenza, forza e adattabilità agli ambienti più ostili. Queste doti faranno di noi dei temibili e silenziosi assassini. L’approccio al gameplay sarà, per forza di cose, orientato allo stealth
, laddove l’attacco a sorpresa e gli scontri corpo a corpo saranno le uniche garanzie di sopravvivenza. La caratteristica di poterci attaccare dappertutto rende estremamente imprevedibile l’incedere, con agguati e attacchi fulminei a farla da padrone.
Siamo abituati in un certo modo e non ci piace cambiare? E sia! Mettiamo la mimetica, calziamo l’elmetto ed imbracciamo un pesante fucile da combattimento, siamo un Marine. Stessa struttura edilizia, differente punto di partenza. Riapriamo gli occhi su di un lettino all’interno di un hangar, constatando vagamente prima, con certezza poi, di essere gli unici sopravvissuti della nostra squadra.
Qui il gioco assume nettamente le caratteristiche classiche di un FPS, non discostandosi da analoghi prodotti in circolazione. Dovremo tentare di lasciare la base della Weyland, passando attraverso luoghi angusti e bui, muniti della nostra torcia e del famoso rilevatore di variazioni della densità dell'aria, proprio quello dei films. L’obiettivo, oltre a salvare la pellaccia, sarà quello di capire cosa sia successo, mediante la raccolta, strada facendo, di file audio. Gran volume di fuoco, armi di diversa potenza ed effetto (tra tutti gli interessanti lanciafiamme e fucile di precisione), orde di xenomorfi ad ogni angolo e incontri più o meno ravvicinati con i Predator, sono le cose che ci aspettano in qualità di umani. L’uscita dall’edificio sarà solo il primo passo...
Diciamo la verità, ci è sempre piaciuto poter dare la caccia ad altri esseri viventi, confrontarci con avversari potenti e letali e poter fare bella mostra delle loro teste come trofei? Allora siamo Predator, abili cacciatori. Il tecnologico alieno rappresenta il carattere (forse) più potente all’interno del gioco, potendo contare sia sulla avanzata componente bellica che sulla prestanza fisica stessa. Come non ricordare l’efficiente sistema di mimesi ottica o il potente cannoncino montato sulla spalla. Attenzione, però, a non fallire gli agguati. Un attacco a vuoto comprometterà la copertura, rendendolo un facile bersaglio. Diversamente dagli altri due, la struttura narrativa che lo accompagna lo vede in missione di ricerca e soccorso, dovendo trovare alcuni novizi cacciatori dei quali si sono perse le tracce.
Asura… non carbura!
Il riferimento, chiaramente, è per il motore grafico utilizzato dai Rebellion per muovere la loro creatura. Il software soffre nella resa visiva, specialmente nella proposizione delle texture.
Ne esce fuori un quadro complessivamente poco definito, non sicuramente all’altezza dei tempi e della concorrenza. Per fortuna l’engine riesce a gestire una più che soddisfacente fluidità, in ogni situazione. Molto buona anche l’implementazione delle fonti luminose, con luci ed ombre che sapranno sempre generare quel senso di oppressione, tipico delle pellicole di riferimento. Il controllo sul perso
naggio scelto, vuoi che sia umano vuoi che no, non presenta problemi particolari, se non quelli legati al dover di nuovo apprendere le assegnazioni dei tasti... passando appunto dall'uno all'altro alter ego selezionato. Chiude un comparto audio, con doppiaggio in italiano, di sicuro livello, sia nella proposizione di convincenti effetti sonori che nella riproduzione di ottime tracce musicali, quest’ultime prese "pari e patta" dalla controparte in celluloide.
In compagnia…
Diciamolo pure, Aliens vs. Predator non sarà il massimo in termini visivi, ma sotto il profilo del divertimento non è secondo a nessuno. Se la modalità single player può contare su ben tre possibilità di scelta, traendo linfa da campagne in solitaria che tengono vivo l’interesse per (circa) ben 18 ore, la componente multiplayer non è certo da meno. Anche in questo caso sarà possibile orientare la preferenza verso una delle tre "razze" disponibili per affrontare, da un lato, le classiche opportunità on-line (cooperative o competitive), e dall’altro alcune novità specifiche per una o l’altra razza: Predator Hunt o Infestazione. La prima ci vede impersonare, appunto, il Predatore in caccia. Da soli contro tutti, si dovrà tentare di sterminarli, rimanendo gli unici in circolazione. Gli altri giocatori impersoneranno i soldati umani e, tra questi, chi riuscirà ad abbattere il nemico comune ne assumerà (poi) il ruolo.
Infestazione, analogamente, ci mette al controllo di un Alien contro un’intera squadra di Marine (e ti pareva, poveri noi umani, ndr). Ogni soldato ucciso rinascerà come alieno e, a sua volta, dovrà cercare di rimanere l’unico in campo. Un ottimo lavoro, quindi, quello dedicato alla sfida multigiocatore, laddove la differenziazione tra le tre razze non sbilancia mai una a discapito dell’altra. In questo modo viene proposto quel giusto grado di equilibrio, tale da non costringere l’utente ad effettuare sempre un’unica scelta.
Scheda Gioco:
Ambientazione: Voto 7.5 su 10
Implementazione: Voto 7 su 10
Giocabilità: Voto 8 su 10
Conclusioni: Voto 85 su 100
Produttore: SEGA
Sviluppatore: Rebellion
Distributore: HalifaX Italia
Piattaforma: XBox360
Articolo a cura di www.iniziopartita.it
Il sogno segreto è avere una coda tagliente come una lama? Bene, allora non potremo fare a meno di indossare la durissima corazza dell’Alien. Abbiamo detto che ci troviamo in una struttura scientifica. Noi siamo il frutto di un qualche esperimento, senza nome ma solo un numero: esperimento 6! Considerati alla stregua di animali, e come tale trattati, chiaramente non abbiamo armi. La fuga dal laboratorio dove eravamo segregati sarà l’atto iniziale della ricerca di una via di uscita, nel tentativo di ricongiungerci con la Regina Madre. Dovremo, quindi, contare sulle peculiarità proprie della specie cui apparteniamo: agilità, resistenza, forza e adattabilità agli ambienti più ostili. Queste doti faranno di noi dei temibili e silenziosi assassini. L’approccio al gameplay sarà, per forza di cose, orientato allo stealth
, laddove l’attacco a sorpresa e gli scontri corpo a corpo saranno le uniche garanzie di sopravvivenza. La caratteristica di poterci attaccare dappertutto rende estremamente imprevedibile l’incedere, con agguati e attacchi fulminei a farla da padrone. Siamo abituati in un certo modo e non ci piace cambiare? E sia! Mettiamo la mimetica, calziamo l’elmetto ed imbracciamo un pesante fucile da combattimento, siamo un Marine. Stessa struttura edilizia, differente punto di partenza. Riapriamo gli occhi su di un lettino all’interno di un hangar, constatando vagamente prima, con certezza poi, di essere gli unici sopravvissuti della nostra squadra.
Qui il gioco assume nettamente le caratteristiche classiche di un FPS, non discostandosi da analoghi prodotti in circolazione. Dovremo tentare di lasciare la base della Weyland, passando attraverso luoghi angusti e bui, muniti della nostra torcia e del famoso rilevatore di variazioni della densità dell'aria, proprio quello dei films. L’obiettivo, oltre a salvare la pellaccia, sarà quello di capire cosa sia successo, mediante la raccolta, strada facendo, di file audio. Gran volume di fuoco, armi di diversa potenza ed effetto (tra tutti gli interessanti lanciafiamme e fucile di precisione), orde di xenomorfi ad ogni angolo e incontri più o meno ravvicinati con i Predator, sono le cose che ci aspettano in qualità di umani. L’uscita dall’edificio sarà solo il primo passo...
Diciamo la verità, ci è sempre piaciuto poter dare la caccia ad altri esseri viventi, confrontarci con avversari potenti e letali e poter fare bella mostra delle loro teste come trofei? Allora siamo Predator, abili cacciatori. Il tecnologico alieno rappresenta il carattere (forse) più potente all’interno del gioco, potendo contare sia sulla avanzata componente bellica che sulla prestanza fisica stessa. Come non ricordare l’efficiente sistema di mimesi ottica o il potente cannoncino montato sulla spalla. Attenzione, però, a non fallire gli agguati. Un attacco a vuoto comprometterà la copertura, rendendolo un facile bersaglio. Diversamente dagli altri due, la struttura narrativa che lo accompagna lo vede in missione di ricerca e soccorso, dovendo trovare alcuni novizi cacciatori dei quali si sono perse le tracce.
Asura… non carbura!
Il riferimento, chiaramente, è per il motore grafico utilizzato dai Rebellion per muovere la loro creatura. Il software soffre nella resa visiva, specialmente nella proposizione delle texture.
Ne esce fuori un quadro complessivamente poco definito, non sicuramente all’altezza dei tempi e della concorrenza. Per fortuna l’engine riesce a gestire una più che soddisfacente fluidità, in ogni situazione. Molto buona anche l’implementazione delle fonti luminose, con luci ed ombre che sapranno sempre generare quel senso di oppressione, tipico delle pellicole di riferimento. Il controllo sul perso
naggio scelto, vuoi che sia umano vuoi che no, non presenta problemi particolari, se non quelli legati al dover di nuovo apprendere le assegnazioni dei tasti... passando appunto dall'uno all'altro alter ego selezionato. Chiude un comparto audio, con doppiaggio in italiano, di sicuro livello, sia nella proposizione di convincenti effetti sonori che nella riproduzione di ottime tracce musicali, quest’ultime prese "pari e patta" dalla controparte in celluloide. In compagnia…
Diciamolo pure, Aliens vs. Predator non sarà il massimo in termini visivi, ma sotto il profilo del divertimento non è secondo a nessuno. Se la modalità single player può contare su ben tre possibilità di scelta, traendo linfa da campagne in solitaria che tengono vivo l’interesse per (circa) ben 18 ore, la componente multiplayer non è certo da meno. Anche in questo caso sarà possibile orientare la preferenza verso una delle tre "razze" disponibili per affrontare, da un lato, le classiche opportunità on-line (cooperative o competitive), e dall’altro alcune novità specifiche per una o l’altra razza: Predator Hunt o Infestazione. La prima ci vede impersonare, appunto, il Predatore in caccia. Da soli contro tutti, si dovrà tentare di sterminarli, rimanendo gli unici in circolazione. Gli altri giocatori impersoneranno i soldati umani e, tra questi, chi riuscirà ad abbattere il nemico comune ne assumerà (poi) il ruolo.
Infestazione, analogamente, ci mette al controllo di un Alien contro un’intera squadra di Marine (e ti pareva, poveri noi umani, ndr). Ogni soldato ucciso rinascerà come alieno e, a sua volta, dovrà cercare di rimanere l’unico in campo. Un ottimo lavoro, quindi, quello dedicato alla sfida multigiocatore, laddove la differenziazione tra le tre razze non sbilancia mai una a discapito dell’altra. In questo modo viene proposto quel giusto grado di equilibrio, tale da non costringere l’utente ad effettuare sempre un’unica scelta.
Scheda Gioco:
Ambientazione: Voto 7.5 su 10
Implementazione: Voto 7 su 10
Giocabilità: Voto 8 su 10
Conclusioni: Voto 85 su 100
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